La madrina dei neoconservatori (e non solo)Addio a Gertrude Himmelfarb, la storica della rivoluzione morale

È stata una delle più influenti personalità della cultura anglosassone, studiosa dell’età vittoriana e della necessità di far convivere libertà e moralità per un vero cambiamento sociale. Figura centrale degli “intellettuali newyorchesi”, ma anche guru dell’ex premier laburista inglese Gordon Brown

frame tratto da Youtube

Il 30 dicembre scorso è scomparsa a Washington Gertrude Himmelfarb, 97 anni, una delle più importanti intellettuali americane del secolo scorso. Massima studiosa dell’età vittoriana, biografa di Lord Acton, John Stuart Mill e Charles Darwin, nota per essere diventata la primaria sostenitrice contemporanea dell’idea britannica e poi americana di mettere sullo stesso piano «libertà e senso morale della società» come elementi entrambi necessari per un vero e duraturo progresso sociale.

Gertrude Himmelfarb è stata sposata con Irving Kristol, scomparso nel 2009, il leader dei famosi «intellettuali newyorchesi», ebrei di origine trotzkista che col tempo maturarono una forte delusione nei confronti del mondo progressista fino ad essere definiti dagli ex amici socialisti “neoconservatori”.

«I neoconservatori sono liberal aggrediti dalla realtà», era una delle frase leggendarie di Kristol, così come quella che ha dato il titolo a un suo libro “Two cheers for capitalism”, due hurrà invece dei canonici tre per il capitalismo, perché credeva che i mercati garantissero in modo efficiente il progresso economico e la libertà individuale, ma riteneva naturale e anzi inevitabile che lo stato garantisse anche la sicurezza sociale dei suoi cittadini.

Da un punto di vista più teorico, ha scritto Yuval Levin su National Review, Himmelfarb sosteneva l’importanza del concetto di “compassion”, di solidarietà, nell’illuminismo britannico e in particolare scozzese, alla base dell’ordine sociale vittoriano, che ha consentito ai britannici e agli americani di salvarsi dalla rivoluzione francese che invece enfatizzava la ragione rispetto al sentimento, fino a diventare velocemente e radicalmente disumana.

Se Kristol era considerato il «padrino dei neoconservatori», Gertrude Himmelfarb che socialmente era conosciuta come Bea Kristol, in quel circolo intellettuale era considerata la persona più colta del gruppo, quasi la madrina del movimento pur mantenendo, o forse proprio per questo, la sua inattaccabile statura di storica. Tanto che l’ex premier laburista Gordon Brown, quindi un leader politico di sinistra, è stato un suo grande estimatore, avendola considerata una «bussola morale» e messa nel suo Pantheon personale insieme con Milton, Locke, Voltaire, Mill, Tocqueville, Orwell e Churchill, oltre ad averla citata continuamente nei suoi discorsi sulla libertà e anche invitata a Downing Street. Gordon Brown ha anche scritto la prefazione al libro di Himmelfarb del 2004, The Roads to Modernity, giudicato dal politico laburista «uno dei più importanti saggi degli ultimi anni».

«Bea e Irving sono stati il miglior matrimonio della nostra generazione», ha detto il sociologo Daniel Bell. Dal loro matrimonio è nato Bill Kristol, fondatore del Weekly Standard, opinionista su vari reti tv, ex editorialista del New York Times, già capo dello staff del vicepresidente Dan Quayle, alla Casa Bianca di Bush padre, ma soprattutto influente agitatore politico e culturale negli anni successivi agli attacchi dell’11 settembre 2001.

L’influenza intellettuale di Gertrude Bea Himmelfarb è stata enorme, in particolare sulla necessità di formare una cultura politica centrata sulla moralità e non solo sulla libertà individuale, perché solo comportamenti, abitudini, maniere e regole morali possono creare una spinta forte e genuina a favore di un serio cambiamento sociale.

Oggi sembra tutto perduto ma Yuval Levin racconta che nell’introduzione del 2017 alla sua ultima raccolta di saggi, Gertrude Himmelfarb ha fatto sue le parole di uno dei principali intellettuali newyorchesi, il gigante della critica letteraria Lionel Trilling, per ribadire che anche in questi tempi bui di verità alternative e di politica che non tiene conto più di niente c’è comunque sempre qualche speranza: «Nonostante l’impegno, senza dubbio l’obiettivo di imparzialità non si raggiungerà, ma coloro che ci provano fanno questo tentativo per una specie di senso di onore intellettuale e avendo fiducia che nella vita di tutti i giorni, che comprende i principi morali, anche un piccolo successo di questo tentativo porterà qualcosa di buono».

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