Ponte su acque agitate, 50 anni dopo“Bridge over troubled water”, il capolavoro finale di Simon & Garfunkel

Il disco è uscito il 26 gennaio del 1970, e fu il penultimo tentativo per il tormentato duo di tornare in sintonia. Storia discografica di una band seminale del rock, del folk e della world music

Foto da Facebook

50 anni fa, il 26 gennaio del 1970 usciva Bridge over troubled water, quinto album in studio di Simon & Garfunkel. “Un ponte su acque agitate” davvero, per i fan del duo che in soli sei anni aveva costruito un repertorio talmente solido da vendere ad oggi oltre 100 milioni di dischi.

Il bicchiere mezzo pieno è infatti che Bridge Over Troubled Water è tuttora considerato l’album che segna il vertice del percorso artistico di Paul Simon e Art Garfunkel. Vendette 25 milioni di copie, piazzò tre singoli in classifica, ricevette due Grammy Award più altri quattro per la canzone che dava il titolo, ed è piazzato al numero 51 nella classifica Rolling Stone “500 Greatest Albums of All Time”. Il bicchiere mezzo vuoto, che subito dopo si lasciarono Simon e Garfunkel si lasciarono, anche se ogni tanto sono tornati ad esibirsi assieme. Nel 1970 tra l’altro si separarono anche i Beatles. Una sorta di anno maledetto, per i gruppi che avevano fatto la colonna sonora degli anni ’60.

È sì che i due si conoscevano fin da bambini. Due ragazzi del 1941, l’uno di ottobre e l’altro di novembre, a qualche settimana dell’attacco di Pearl Harbor. Entrambi ebrei, Simon in effetti nato nel New Jersey, ma entrambi cresciuti a New York nel quartiere prevalentemente ebraico di Forest Hills a Queens. Compagni di scuola alle elementari, in una recita scolastica di Alice nel Paese delle Meraviglie avevano esordito assieme come attori. Il piccoletto Simon nel ruolo del trafelato Bianconiglio; Garfunkel con i suoi capelli rossi e arruffati come l’imprevedibile Stregatto.

Pure assieme avevano poi fatto parte di un coro ed avevano fatto duo in una scuola di danza. Assieme erano andati alla stessa High School. Assieme a 15 anni avevano iniziato a comporre canzoni. O meglio, a comporre era Simon, che accompagnava pure con la chitarra. Art invece era quello che metteva la voce, oltre ad avere un po’ di più fisico del ruolo e a piacere alle ragazze.

Dalla Disney di Alice a Hanna e Barbera, col nome di Tom and Jerry i due a 16 anni già avevano fatto un disco che aveva venduto 100.000 copie. Poi la loro carriera era sembrata arenarsi, e si erano entrambi iscritti all’Università: Simon al Queens College di New York; Garfunkel alla Columbia University. Ma nel 1963 Simon aveva avuto l’occasione di suonare sia con Bob Dylan che con Carole King. Dylan aveva appena inventato il folk rock, mettendosi a suonare melode in stile country con una chitarra elettrica. Appunto ispirandovisi Simon aveva persuaso l’amico a incidere come Simon & Garfunkel l’album Wednesday Morning, 3 A.M.

Era stato in realtà un disastro, dopo il quale i due si erano separati. Simon era andato in Inghilterra a incidere un suo album da solo, a sua volta non troppo fortunato. In Wednesday Morning, 3 A.M c’era però una canzone che si intitolava The Sound of Silence, e che nel 1965 a scoppio ritardato iniziò infine a esplodere nelle radio. In un periodo che la contestazione per la Guerra del Vietnam e la lotta per i diritti civili rendevano incandescente, contribuì sicuramente al successo la voce che la canzone fosse dedicata all’assassinato presidente John Fitzgerald Kennedy, e alla fine delle speranze che aveva suscitato.

In realtà la canzone era stata scritta un po’ prima dell’omicidio, e il senso di smarrimento di cui parla è generico. «Salve oscurità, mia vecchia amica/ ho ripreso a parlarti ancora/ perché una visione che fa dolcemente rabbrividire/ ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo/ e la visione che è stata piantata nel mio cervello/ ancora persiste nel suono del silenzio/ Nei sogni agitati io camminavo solo/ attraverso strade strette e ciottolose/ nell’alone della luce dei lampioni/ sollevando il bavero contro il freddo e l’umidità/ quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon/ che attraversò la notte… e toccò il suono del silenzio/ E nella luce pura vidi/ migliaia di persone, o forse più/ persone che parlavano senza emettere suoni/ persone che ascoltavano senza udire/ persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato/ e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio».

Potrebbe essere effettivamente l’America dopo la morte del leader, potrebbe essere un racconto di Poe o Lovecraft. Anni dopo Paul Simon in un’intervista avrebbe spiegato che il verso iniziale «Hello darkness, my old friend» derivava semplicemente dal fatto che nel periodo in cui la aveva scritta si faceva venire l’ispirazione per comporre standosene chiuso e al buio in bagno. Nel gennaio del 1966 comunque Simon e Garfunkel si erano rimessi assieme per un secondo album che si intitolava Sounds of Silence e che aveva una nuova versione di The Sound of Silence come prima traccia. In particolare c’è l’aggiunta di una batteria, che fa passare dal folk rock a un folk rock pop. Il singolo vendette un milione di copie negli Stati Uniti, 400.000 nel Regno Unito 25.000 in Italia.

Già a ottobre era uscito il terzo album Parsley, Sage, Rosemary and Thyme: un “prezzemolo, salvia, rosmarino e timo” che è poi il ritornello di Scarborough Fair, ballata tradizionale inglese risalente al XVI secolo, brano di apertura. Gli etnomusicologi avvertono che quel misterioso elenco di piante aromatiche è un messaggio in codice per spiegare che la canzone ha un contenuto sessuale… Il sapore folk è accentuato dall’ultimo brano: una versione del canto natalizio Silent Night, il nostro Astro del Ciel, ironicamente contrappuntato alla voce di un notiziario.

Varie canzoni di questi album assieme a una Mrs. Robinson finiscono nella colonna sonora dell’epocale film Il laureato e del relativo album The graduate, che esce nel gennaio del 1968 e vince tre dischi di platino. Curiosamente, al contrario di The Sound of Silence che era nato come canzone intimista ed era stata letta come omaggio a un leader politico, Mrs. Robinson era nata come omaggio al leader politico Eleanor Roosevelt. Ma poi divenne il brano al suono del quale Dustin Hoffman assiste allo spogliarello di Anne Bancroft: salvo alla fine andar via con la figlia di lei, al suono di The Sound of Silence.

Nell’aprile del 1968 era poi uscito il quarto album in studio Bookends: concept album in cui la seconda parte assieme a Mrs. Robinson raccoglieva brani scartati della colonna sonora, ma la prima trattava il passare dell’età. Cosa se vogliamo bizzarra, per due artisti che avevano appena 27 anni. Ma era appunto il ’68! Comunque, era il disagio finito appunto in quel “Ponte su acque agitate”. «Quando sei stanca, ti senti piccola/ Quando le lacrime si affacciano ai tuoi occhi/ io le asciugherò tutte/ Sono dalla tua parte/ Quando i tempi si fanno difficili/ E non si riescono a trovare amici/ Come un ponte su acque agitate/ Mi distenderò».

Anche la canzone che dà il titolo all’album è all’origine un brano intimista, che Simon aveva però composto ispirandosi a un verso di Oh Mary, Don’t You Weep: potente spiritual di contenuto biblico, che specie in interpretazioni come quelle di Pete Seeger o di Bruce Springsteen ha acquisito un contenuto di protesta. Anch’essa finì per essere letta in chiave politica, come riferita agli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy.

Tra gli 11 brani però, come già ricordato, non fu solo quello di apertura e del titolo a scalare le hit parade. Traccia numero due è infatti El condor pasa (If I could): arrangiamento di un celebre brano peruviano che eseguirono inoltre con l’accompagnamento di strumenti andini dei Los Incas, gruppo di argentini a Parigi appunto all’origine della moda che dopo la hit di Simon e Garfunkel negli anni ’70 sarebbe esplosa con gli Inti Illimani. Los Incas lo avevano in repertorio, ed avevano garantito a Simon che si trattava di un brano tradizionale dekl XVII seclo, di dominio pubblico. Invece, era un brano coperto da copyright e scritto nel 1913 da Daniel Alomía Robles: un compositore peruviano che essendo pure etnomusicologo aveva sicuramente tenuto presente le tradizioni della sua terra, ma che in realtà quello spartito lo aveva composto addirittura per pianoforte! Insomma, il figlio di Alomia fece causa, che peraltro si svolse senza troppe asprezze. Simon ammise il suo errore e il querelante riconobbe la buona fede della controparte. Comunque anche il peruviano El cóndor pasa appartiene a quel pacchetto di classici della World Music che cantanti statunitensi piratarono, contribuendo però a farli conoscere in tutto il mondo: la stessa operazione fatta da Pete Seeger ad esempio con la cubana Guantanamera o con la sudafricana Wimmoweh.

Scalò le hit anche il terzo brano, la ritmatissima Cecilia. «Cecilia, Celia, stai rompendo il mio cuore/ tu mi togli la fiducia ogni giorno/ O Cecilia sono caduto in ginocchio/ ti sto pregando di tornare a casa per favore». Sembra il lamento di un innamorato trascurato o abbandonato, ma Simon ha spiegato che era una invocazione a Santa Cecilia patrona della musica, a fargli tornare l’ispirazione.

Nell’album ci sono poi Keep the Customer Satisfied: lamento di Simon per tour che lo lasciavano estenuato. Insomma, un po’ tutto l’album dà l’idea di un compositore con i nervi a fior di pelle. So Long, Frank Lloyd Wright: dedicato al grande architetto, è confessione implicita di una passione che Simon aveva trascurato in favore della musica. The Boxer: sulle disavventure di un giovane povero, ebbe bisogno di ben 100 ore di lavoro in sala registrazione. Baby Driver: rock and roll su un ragazzo che vive una vita agiata in casa ma sogna avventure sessuali. The Only Living Boy in New York: qui Simon si lamentava di quando Art lo aveva lasciato solo per andare a girare un film in Messico. Why Don’t You Write Me: canzone che parla della separazione di Simon dalla moglie Peggy, pioggia sul bagnato, su un pionieristico ritmo di reggae. Bye Bye Love: cover di una canzone del 1957 che era stata rifatta anche dai Beatles. Song for the Asking: simbolico “gesto di pace” l’uno verso l’altro da parte dei due, nella speranza di appianare le tensioni emerse anche nei testi citati.

Invece, come si è detto, Simon e Garfunkel si lasciarono. In effetti Bridge Over Troubled Water era stata scritta anch’essa da Simon quando Garfunkel stava in Messico, inseguendo il testo per molti giorni, e ascoltando in continuazione gospel per farsi entrare in testa quel tipo di giri armonici. Le due strofe presentate non erano sembrate sufficienti al produttore che gliene aveva fatta comporre una terza direttamente in studio. Altra fatica ci volle a Simon per convincere Garfunkel di ritorno dal Messico a cantarla, e due interi giorni per trascrivere al pianoforte un pezzo composto su chitarra. L’arrangiamento fu fatto dal batterista Larry Knetchel, che poi sovraincise un suono di catene da neve della sua auto perché il pezzo gli aveva evocato uno schiavo appunto in catene. Dopo che sentì l’ulteriore aggiunta di fiati e archi Simon quasi si spaventò, e voleva rinunciarvi. “Troppo intellettuale”, pensò. Fu Clive Davis della Columbia Records a insistere non solo per inserirla, ma per metterla come primo brano e titolo dell’album. Il singolo venne anticipato, al 20 gennaio. Già il 28 febbraio raggiunse il primo posto in classifica, dove restò sei settimane. Analogo il successo in tutto il mondo, e innumerevoli in questo mezzo secolo le cover. Solo in Italia: Georgia, Elisa, Franco Battiato.

Però, è Garfunkel che esegue. Simon confesserà: «molte volte sul palco, quando ero seduto di lato e Artie la cantava, la gente applaudiva e gridava, e io pensavo ‘Quella è la mia canzone, amico. Grazie mille. Io l’ho scritta’ . Nei primi tempi, quando tutto filava più liscio, non avrei mai pensato una cosa così, ma verso la fine, quando le cose cominciavano a deteriorarsi, l’ho fatto».

Garfunkel, come detto, era già diventato attore. Dopo Comma 22, girato appunto in Messico nel 1970, ebbe un ruolo di culto nel 1971 in Conoscenza carnale, con Jack Nicholson e Candice Bergen. Sembrò dunque puntare su un’altra carriera, anche se di fatto poi questa si fermò, e lui tornò dunque alla canzone. Ebbe in realtà molto più successo Paul Simon, che tra l’altro sarà un pioniere della World Music. Nel 1981 i due provano a tornare assieme per un grande concerto al Central Park e un successivo tour, che va pure bene. Ma litigano di nuovo, salvo tornare in tour assieme tra 2003 e 2004. Comunque hanno cantato il passato, sia pure glorioso. Nel 2007 Art ha manifestato il desiderio di fare un sesto album assieme a Simon, ma non se ne è mai fatto niente.

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