“The End of October”A maggio uscirà il nuovo libro di Lawrence Wright. E (guarda un po’) sarà la storia di una pandemia

Il romanzo immagina il rischio di contagio di una nuova malattia letale, ambientando i fatti alla Mecca. Migliaia di fedeli in quarantena, e si ipotizza la guerra biologica. Ci lavora da due anni, ma le somiglianze con gli eventi del coronavirus sono evidenti

Tommaso Boddi / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

Uscirà il 12 maggio e parla di un’epidemia. È il prossimo libro dello scrittore, giornalista sceneggiatore e premio Pulitzer Lawrence Wright, diventato celebre per “Le altissime torri” (in inglese: “The Looming Towers”), bestseller sugli attentati dell’11 settembre e che è diventato anche una serie televisiva. Più di recente è uscito in italiano “Dio Salvi il Texas” per NR Edizioni.

The End of October”, il nuovo libro, sarà un thriller politico e ha già fatto parlare di sé per il tempismo e soprattutto per la somiglianza tra i primi capitoli e gli eventi recenti dell’epidemia del coronavirus. In realtà, spiega Wright a Bloomberg, è il frutto di un lavoro cominciato da due anni. Non sa prevedere il futuro, scherza. Ma sa che eventi del genere, anche guardando al passato (cita l’epidemia di influenza del 1918), si presentano in modalità più o meno simili. E aggiunge che è da decenni che gli scienziati lanciano avvertimenti al riguardo.

Il romanzo è costruito da Wright con le stesse ricerche che adopera per i suoi saggi (interviste con esperti di medicina, epidemiologi, militari e ufficiali del governo) e ruota intorno allo scoppio di una pandemia in un campo di internamento indonesiano: 47 persone che muoiono all’improvviso con una febbre emorragica acuta. Il rischio del contagio, come può vedere fin da subito il protagonista (un microbiologo ed epidemiologo) è molto alto perché uno degli internati, infettato, è in viaggio per unirsi agli altri fedeli islamici per il pellegrinaggio alla Mecca. «Ho sempre trovato quel luogo molto pericoloso», dice. Lo conosce bene, avendo vissuto in Arabia Saudita e avendo studiato con attenzione l’Hajj. Proprio da questa esperienza è nata l’idea del romanzo.

E il coronavirus? Ciò che lo preoccupa in modo particolare dell’epidemia è la mancanza di trasparenza in alcune parti del mondo. «Il panico si diffonde quando le persone sentono che gli vengono date informazioni false». Un esempio? «Il ministro della salute iraniano che minimizza il rischio del contagio e, nel frattempo, si passa il fazzoletto per togliersi il sudore della febbre» (al momento in quel Paese ci sarebbero 210 morte causate proprio dal contagio). Allo stesso modo, non miglior figura ha fatto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nella sua ormai storica diretta Facebook, durante la quale comunicava il suo autoisolamento indossando una mascherina.

Ma oltre alle troppe (e confuse) informazioni italiane, c’è anche il problema delle poche (e confuse) informazioni cinesi. In “The End od October” era stato tagliato un capitolo (poi ripreso) in cui l’autore metteva la Cina con le spalle al muro per la sua cattiva gestione della SARS. «Se fossero stati più aperti sulla questione della malattia nel momento in cui è comparsa», ha detto, «molte vite umane sarebbero state risparmiate». Accuse molto simili, va notato, sono ritornate di recente anche per quanto riguarda la risposta al coronavirus.

Il libro uscirà a maggio. Ma, come percepiscono alcuni nella casa editrice, ci sono molti lettori che vorrebbero leggerlo anche prima. Non sarebbe da escludere (ma questo non viene detto) che l’uscita possa venire anticipata.

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