Musica da camerettaDieci canzoni che spaccano per superare indenni la quarantena

Una playlist all’imbocco della primavera. Ci sono Mahmood, Tha Supreme e Liberato. Ma anche Frah Quintale e una nuova versione di un classico di Franco Battiato

Fotogramma

Altre nuove musiche italiane da appartamento, all’imbocco della primavera. Buon ascolto.

La playlist la potete suonare su Spotify

“Crudele” Colombre
Colombre, alias Giovanni Imparato, marchigiano, già musicista al servizio di Maria Antonietta e poi chitarrista nella band di Calcutta. Pubblica “Corallo”” secondo album solista di gradevole “pure pop”, morbido e di scrittura educata. Canta bene, quasi sussurrando, con una maestria guardinga, un po’ sixties.

“Rapide” Mahmood
Riconosciuto caposcuola, nonché centro di gravitazione di una scena che s’allarga oltre i confini di Milano, Mahmood, in stato di grazia, non sbaglia un colpo. “Rapide” è un’ambiziosa, deliziosa scenata d’esasperazione all’amata. Tutto gira a meraviglia, sofisticato al punto giusto, fino al prodigio della sua vocalità, ormai libera da ogni guinzaglio.

“Guerre Fredde” Coma_Cose featuring Stabber
Coma-Cose sono venuti su piano, dalla scena indie meneghina, progetto amorevolmente curato dai due protagonisti, Fausto Lama e California. E’ sempre sembrato che mancasse qualcosa per la consacrazione, ma qui si fa un passo avanti, sul sentiero di un lussureggiante electro-rap che ricorda gli splendori di Goldfrapp.

“O Core Nun Tene Padrone” Liberato con 3D
Sfortunatissimo “Ultras”, film d’esordio di Francesco Lettieri, uscito in tempi di virus e costretto subito su Netflix. Il compare Liberato ha curato la bella colonna sonora, di cui questo è il secondo singolo, cantato con 3D dei Massive Attack. Un avvolgente anti-inno da stadio, in uno bizzarro mix linguistico, misterioso come tutto ciò che circonda questo artista.

“Come Quella Volta” Laila Al Habash
Il grrrl power batte un’altro colpo, stavolta a Roma: Laila da Monterotondo, hinterland della Capitale, che si è fatta le ossa nei localetti del Pigneto. La produzione è di Stabber, (lo stesso di Coma_Cose, ma anche di Coez, Salmo e Gemitaiz), la voce è limpidissima e scintillante, il motivetto magnetico. Stellina istantanea.

“Contento” Frah Quintale
Sarà per quella sua inflessione ansiosa, insicura e altamente emotiva, ma il flow di Frah è uno dei più personali, apprezzabili e tecnicamente validi in circolazione nel Bel Paese. “Contento” non raggiunge la scheletrica perfezione di “64 bars”, ma conferma la compiuta capacità di scrittura e composizione del rapper bresciano.

“Nuova Registrazione 527” Mara Sattei featuring Tha Supreme
Tha Supreme è il più clamoroso nome del post-rap italiano e Mara Sattei è la sorella più grande, in circolazione da un po’, ma ora prodigiosamente messa in pista dalla produzione del genietto di famiglia. Il pezzo è la risposta italiana a FKA twigs, tra i raffinati vocalizzi di Mara e le circonvoluzioni di Supreme, che viaggiano su tre o quattro piani diversi, come missili di un videogioco.

“Quando Crollerà il Governo” La Municipal
Un suono tutto legato alla tradizione quello dei fratelli salentini Tundo (da Galatina, concittadini di Giuliano Sangiorgi), Carmine e Isabella. Questo pezzo però si evolve, cresce, prende quota, acquista respiro, ricchezza, profondità. La simbiosi tra le due voci è compiuta, la sapienza professionale è un dato certo. Faranno strada.

“Settebello” Caleffi
Galeffi è romano, ma la sua passione per l’ultimo cantore bolognese, Cesare Cremonini, è facile da scovare tra le tracce del suo nuovo album, di cui questa è la title-track. Suono indie romantico, carino e senza sorprese, in perfetta sintonia con un gusto che ormai sta diventando (addirittura) dominante. A essere, Galeffi, oggi, si vive una vita di sold-out.

“Yo Te Vengo A Buscar” (live) Franco Battiato
Riedizione, 40 anni dopo, della versione spagnola di “Giubbe Rosse”, che si chiude con il “live” di“E ti vengo a cercare”. Limpida, sospesa, smagliante, rivela come la lingua iberica, timidamente pronunciata da Franco, s’adatti magnificamente alla sua musicalità. Per non dire della suggestione di certi versi: “…. / aunque sòlo para verte o hablar / Porque requiero tu presencia”…

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