Le ricette degli altriEcco che cosa hanno fatto, miliardo per miliardo, i grandi paesi per salvarsi dal virus

Dagli 821 miliardi di euro garantiti dal governo tedesco per i prestiti alle imprese ai duemila miliardi previsti dal Congresso Usa. Ma anche Regno Unito, Francia e Spagna hanno previsto finanziamenti in base alla forza del loro Pil

BENOIT TESSIER / POOL / AFP

I Paesi Ue non si sono ancora messi d’accordo sul Mes, gli Eurobond, o ulteriori interventi coordinati a livello europeo, ma la sospensione dei vincoli del Patto di Stabilità ha permesso a molti Stati di stanziare centinaia di miliardi per salvare le loro economie stravolte dal coronavirus.

A dare un’idea delle misure di Francia, Spagna e Germania ci ha pensato servizio studi del Senato italiano che ha fotografato le misure prese finora con provvedimenti specifici dedicati a lavoratori e imprese. 


Germania
Finora il governo federale tedesco ha previsto di spendere 122,5 miliardi di euro per salvare la sua economia. Di questi, 58,5 miliardi di euro saranno destinati in generale per rafforzare il sistema sanitario e per la ricerca al vaccino per il covid-19 e 3,5 miliardi per l’acquisto di guanti e mascherine per medici e infermieri. Il governo ha previsto cinquanta miliardi di euro per finanziare le sovvenzioni a chi possiede imprese sino a 10 dipendenti e ai lavoratori autonomi gravemente colpiti dalla pandemia, prorogando il pagamento delle tasse a fine anno, senza accumulare interessi. Il resto dei 122,5 miliardi servirà per ampliare la platera di chi accede al sussidio per il lavoro a breve termine, e gli asili per i genitori a basso reddito. 

Tramite la Kreditanstalt für Wiederaufbau,un istituto di credito assimilabile alla nostra Cassa Depositi e Presititi, il Fondo per la stabilizzazione economia garantirà per 821,7 miliardi di euro (circa il 24 per cento del pil) l’accesso ai prestiti pubblici per le imprese di varie dimensioni. In particolare 600 miliardi per sostenere le grandi aziende potranno essere nazionalizzate nei casi più gravi. 


Francia
La Francia ha approvato 45 miliardi di misure economiche per lavoratori e imprese. Un pacchetto che vale il 2% del suo prodotto interno lordo. Misure per pagare i salari dei lavoratori occupati con orario ridotto e gli autonomi, per comprare mascherine, guanti e ventilatori per gli ospedali e aumentare l’assicurazione sanitaria per i malati e i familiari che li assistono. Gran parte della spesa andrà alle piccole e medie imprese con un massimo di 10 dipendenti e un fatturato non superiore a 1 milione di euro che a marzo a causa della pandemia hanno interrotto l’attività o l’hanno ridotto del 70% rispetto allo stesso periodo del 2019. Non solo, le imprese francesi che rientrano in questi parametri potranno prorogare il pagamento delle tasse e dei contributi per i dipendenti, così come il pagamento degli affitti e delle utenze. 

Fino a fine anno lo Stato francese garantirà per 300 miliardi di euro i crediti concessi dalle società finanziarie alle imprese non finanziarie. Nello specifico a garantire i prestiti commerciali e le linee di credito concesse alle imprese con meno di cinquemila dipendenti sarà la banca di investimento pubblica francese, BpiFrance. Mentre per le altre imprese di ogni tipo la garanzia sarà proprio dello Stato. I prestiti saranno erogati in base a categorie di spese definite. 

Per garantire il mantenimento dei flussi finanziari diretti alle pmi, l’Alto Consiglio per la stabilità finanziaria ha azzerato la riserva di capitale anti ciclica delle banche che ad aprile sarebbe dovuto aumentare (da 0,25% a 0,5%), mentre l’Autorità francese per i mercati, la Consob transalpina, ha vietato le vendite allo scoperto dal 18 marzo al 16 aprile


Spagna
La Spagna non ha la forza economia di Francia e Germania. Il governo ha stanziato 8,9 miliardi di euro (lo 0.7% del Pil) per finanziare i servizi sanitari regionali (2,8 miliardi), e il ministero della Salute (1 miliardo). Circa 110 milioni sono andati alla ricerca di un vaccino contro il covid-19 e 25 milioni per finanziare i pasti dei bambini più poveri colpiti dalla chiusura delle scuole. 

Il resto dei finanziamenti, circa cinque miliardi, sono stati destinati a un bonus per i lavoratori autonomi colpiti dalla sospensione dell’attività economica e ai sussidi di disoccupazione  per coloro che hanno perso il lavoro a causa della pandemia, compresi i contributi versati e altri diritti fiscali accumulati fino a quel momento dal lavoratore.Il governo ha aumentato anche dal 60 al 75 per cento la quota di retribuzione di malattia per i lavoratori che hanno contratto la COVID-19 o si trovano in quarantena, a carico del bilancio del servizio di assistenza sociale. 

Le piccole e medie imprese spagnole colpite dalla crisi che non licenzieranno i dipendenti saranno esentati dal pagamento dei contributi sociali e per sei mesi potranno non pagare le tasse. Il governo spagnolo si è impegnato a garantire fino a 100 miliardi di euro i prestiti alle imprese e ai lavoratori autonomi. In futuro si potranno mobilitare altri 83 miliardi di euro attraverso il coinvolgimento del settore privato. 

Infine il governo ha previsto un finanziamento di 10 miliardi per dare liquidità al settore turistico grazie all’Instituto de Crédito Oficial, concedere una moratoria di un mese per il pagamento delle rate dei mutui dei debitori più vulnerabili; una proroga dei versamenti di rimborso dei prestiti concessi alle imprese dal Ministero dell’industria, commercio e turismo.

La Cnmv, la Consob spagnola, ha sospeso le vendite allo scoperto sul mercato spagnolo fino al 17 aprile. 

 

Regno Unito
Il Regno Unito ha varato un «pacchetto senza precedenti» da 350 miliardi di sterline a sostegno del mondo produttivo e del mercato del lavoro, pari al 15% del Pil britannico. Il piano del cancelliere dello Scacchiere Rishi Sunak e del governo Tory dà 330 miliardi di prestiti garantiti dal ministero del Tesoro e 20 di altri aiuti e tagli alle tasse.

Per le piccole e medie imprese sono previsti prestiti che vanno da 10mila a 35mila sterline. Se operano nel settore tempo libero e commercio al dettaglio, aziende e negozi potranno contare su pacchetti di aiuto di 25mila sterline ciascuno, circa 27.500 euro. Il pagamento dell’Iva slitta di tre mesi. Le imprese dei settori più colpiti vengono inoltre esentate dagli oneri fiscali immobiliari.

Attraverso il Coronavirus Job Retention Scheme, lanciato il 20 marzo, alle aziende vengono offerti contributi pubblici per coprire l’80% dei salari per il personale che non lavora (on furlough) a causa del blocco delle attività. Il piano coprirà le retribuzioni fino a un massimo di 2.500 sterline per lavoratore al mese. Non vi è alcun limite al numero di dipendenti che possono accedere ai fondi, ma il sussidio può durare solo tre mesi a partire dal 1 marzo 2020. Lo stesso principio è stato applicato ai lavoratori autonomi, purché gli utili realizzati nel corso dell’anno precedente siano inferiori a 50mila sterline.

Chi ha subito una riduzione del reddito a causa dell’emergenza, in ogni caso, può accedere allo Universal Credit, una sorta di reddito universale che dal 2013 ha accorpato in un unico sussidio diversi benefit e prestazioni sociali.

È stato varato poi il Coronavirus Business Interruption Loan Scheme, che dà alle pmi accesso al credito tramite finanziamenti e linee di credito agevolate fino a un importo pari a 5 milioni di sterline e per un periodo massimo di sei anni. Il governo fornirà agli istituti di credito finanziatori una garanzia pari all’80% di ogni prestito erogato. Più di 40 banche finanziatrici si sono rese disponibili all’applicazione dello schema a supporto delle imprese. E attraverso il Covid-19 Corporate Financing Facility, la Bank of England acquisterà inoltre debito a breve termine dalle grandi imprese.

 

Stati Uniti
Cosa succede invece dall’altra parte dell’Oceano? L’amministrazione di Donald Trump ha messo in campo un pacchetto monstre di salvataggio dell’economia americana da 2 trilioni di dollari.

Il piano comprende in primis una dota da 500 miliardi di dollari per garantire liquidità alle grandi corporation attraverso la Federal Reserve. Larry Kudlow, direttore del Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, ha spiegato che i fondi potrebbero avere un effetto leva fino a 4.000 miliardi di dollari.

Nel pacchetto si trovano inoltre una dotazione di 367 miliardi per prestiti alle piccole e medie imprese, 100 miliardi per gli ospedali e 150 miliardi per gli Stati e le amministrazioni locali.

Le imprese con 500 o meno dipendenti otterranno prestiti fino a 10 milioni di dollari direttamente dalle banche per coprire più di due mesi di stipendi. Il governo paga il saldo, ma le società che ricevono assistenza devono mantenere i livelli occupazionali al 90 per cento e non distribuire dividendi.

Ma la misura che avrà maggiore impatto sarà l’assegno diretto versato ai cittadini. Il piano prevede che i cittadini ottengano fino a 1.200 dollari e le coppie sposate fino a 2.400, inclusi 500 dollari per ogni figlio. Il peso dell’assegno diminuisce però gradualmente per chi ha un reddito superiore a 75mila dollari, mentre chi guadagna più di 99mila dollari non riceverà alcun assegno. I controlli si baseranno sulla dichiarazione dei redditi 2018.

In più, la spesa per i sussidi di disoccupazione è stata aumentata di 250 miliardi, cosa che consentirebbe di ampliare la platea dei beneficiari. E il governo inietterà più di 60 miliardi nel settore delle compagnie aeree, inclusi 25 miliardi nelle sovvenzioni per pagare dipendenti delle compagnie aeree passeggeri e 4 miliardi per coloro che lavorano nelle compagnie aeree cargo.

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