Mobilità e ambienteIl futuro dell’auto passa dal gas

Le macchine che utilizzano questo tipo di motore hanno bassissime emissioni, paragonabili soltanto all’elettrico. C’è una differenza: non servono batterie e il ciclo totale è meno inquinante

Il futuro della mobilità green si basa sull’utilizzo del gas naturale e del biometano. Il 2020 è iniziato con il blocco dei veicoli più inquinanti in diverse città del territorio nazionale, fra le quali Torino, Milano e Roma oltre a molti centri dell’area padana. I livelli di particolato, tipologia di emissioni fra le più dannose per la salute delle persone, hanno più volte superato la soglia massima consentita, minacciando la salute dei cittadini.

Secondo una ricerca effettuata dall’Istituto Motori del Cnr di Napoli, le auto a gas naturale e quelle ibride hanno entrambe bassissime emissioni ma le prime sono ancora più green. La motorizzazione a gas naturale, si legge nello studio, è la migliore per abbattere le emissioni di particolato, in quanto fornisce un contributo decisivo alla qualità dell’aria e riduce anche le emissioni climalteranti, a partire dalla CO2.

I risultati dei test del Cnr, commissionati da Snam, la società di infrastrutture energetiche con sede a San Donato Milanese, aprono quindi le porte a una soluzione di alimentazione di tipo ibrida elettrico/gas, che potrebbe combinare le prestazioni migliori delle due soluzioni contribuendo ulteriormente alla mobilità sostenibile a gas.

Le performance potrebbero ulteriormente migliorare con l’immissione in rete di crescenti volumi di biometano, che già oggi circola nella rete italiana del gas e che è previsto, sulla base dei contratti di allacciamenti già stipulati, possa coprire a regime ben il 43 per cento dei volumi di gas ad oggi destinati al settore della mobilità.

Inoltre, il biometano non solo consente di azzerare le emissioni di CO2 allo scarico ma può abbattere le emissioni dell’intera filiera fossile di riferimento ben oltre il 100 per cento, se prodotto da matrici avanzate quali liquami.

Anche un recente studio commissionato all’istituto Joanneum Research dal principale automobile club tedesco, Adac, che ha considerato non solo le emissioni durante l’utilizzo ma sull’intero ciclo di vita del veicolo, dalla produzione fino allo smaltimento, ha confermato i benefici di una motorizzazione a gas naturale.

Adac sottolinea come l’impatto ambientale delle e-car diventa inferiore a quello delle auto diesel solo dopo una percorrenza di 219.000 km e mai nel caso del metano, principalmente a causa dell’inquinamento generato dalla produzione delle batterie. A un’auto elettrica alimentata esclusivamente da Fer (fonti energetiche rinnovabili) bastano invece 40.500 km per superare il diesel e 48.000 se alimenta da gas.

A incrementare la letteratura scientifica c’è anche l’analisi empirica di alcuni modelli del gruppo Volkswagen in base al protocollo di omologazione Wltp (Worldwide harmonized light vehicles test procedure). La ricerca è stata condotta su vetture full hybrid e a Cng in condizioni di uso reale, cioè prove dirette su strada con strumentazioni di rilevamento installate a bordo, lungo percorsi urbani, extra-urbani e autostradali.

Su base Wltp, il gas naturale registra emissioni di CO2 inferiori anche del 28 per cento rispetto a quelle della benzina. L’Audi A4 g-tron a gas naturale, in particolare, ha registrato una riduzione di emissioni di CO2 di ben il 25 per cento rispetto alla versione benzina mild hybrid.

In Europa, l’Italia è già oggi leader nell’utilizzo di Cng, con più di 1.380 distributori attivi e oltre un milione di veicoli su strada.

Anche per questo Snam, nell’ambito del piano strategico al 2023, ha dedicato 1,4 miliardi di euro di investimenti al programma SnamTec (Tomorrow’s Energy Company), che ha l’obiettivo di porre le basi dell’azienda energetica del futuro puntando sulla sostenibilità e su attività in settori green come la mobilità sostenibile, il gas rinnovabile e l’efficienza energetica. Complessivamente, a questi tre nuovi business sono dedicati 400 milioni di euro.

Per quando riguarda la mobilità, Snam investirà 50 milioni di euro nella realizzazione di circa 150 stazioni di rifornimento di gas naturale e biometano (gas rinnovabile da rifiuti organici e scarti agricoli e agro-industriali) per automobili, camion e autobus. Questi investimenti si integrano con i circa 250 milioni previsti a piano per realizzare nuovi impianti di biometano, per una capacità installata superiore ai 40 Megawatt.

La società milanese, attraverso la controllata Snam4Mobility, si è posta inoltre l’obiettivo di potenziare ulteriormente la rete di distribuzione a livello nazionale anche grazie a progetti pensati in sinergia con Cubogas, tra le principali imprese italiane attive nella realizzazione di soluzioni tecnologiche per distributori di metano, IP, Eni e Tamoil e Fca, Iveco e Seat tra le case automobilistiche.

In termini di vendite, infine, continua l’ascesa dei modelli a metano o bifue e di quelli ibridi. Le immatricolazioni dei mezzi a gas a febbraio 2020 sono 3.577 contro 1.988 dell’anno precedente, +79,9 per cento (+106,5 per cento nel cumulato). Mentre, nello stesso periodo di tempo, le auto ibride plug-in, che come le elettriche beneficiano dell’Ecobonus auto, sono state 1.219 contro 269, +353,2 per cento.

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