Come ripartireIl piano operativo per ricostruire l’Italia, inviato a Mattarella, Conte e Colao

Stefano Parisi, l’ex ministro Tria, Vito Gamberale e molti altri imprenditori, manager e professionisti hanno preparato un progetto per la ripartenza del paese e lo hanno inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al capo della task force

Stefano Parisi

Più di 40 tra professionisti, imprenditori e accademici hanno predisposto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al capo della task force Vittorio Colao un Piano Operativo per uscire in sicurezza dall’emergenza e ricostruire il Paese. L’idea è che sia necessario convivere con il virus facendo ripartire l’economia tempestivamente ma con responsabilità.

I promotori di Ricostruire l’Italia sono Stefano Parisi, Alessandro Banzato, Giuseppe Bertagna, Raffaele Calabrò, Massimo Caputi, Giovanni Castellaneta, Luca De Michelis, Nicolò Dubini, Elia Federici, Vito Gamberale, Giampaolo Galli, Antonio Gozzi, Paolo Garonna, Donato Iacovone, Emmanuele Massagli, Erminia Mazzoni, Lorenzo Ornaghi, Fabio Pammolli, Francesca Pasinelli, Paolo Pizzarotti, Fabrizio Pregliasco, Riccardo Puglisi, Florindo Rubbettino, Maurizio Sacconi, Filippo Satta, Filippo Sgubbi, Roberto Spada, Giovanni Tria, Maurizia Villa.

Il piano prevede provvedimenti suddivisi in tre fasi:

Fase 1
USCIRE DALL’EMERGENZA SANITARIA

Bisogna cambiare rapidamente la strategia attuale:

  1. a) garantendo i finanziamenti per l’adeguamento del sistema sanitario;
  2. b) distribuendo i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) in modo capillare; attivare i sistemi di test, monitoraggio, protezione ed isolamento per tutte le persone a rischio e per chi tornerà a lavorare;
  3. c) gestendo in modo unitario e obbligatorio su base nazionale i database dell’offerta ospedaliera pubblica e privata e dell’assistenza medica;
  4. d) introducendo uno scudo penale per i medici e il personale sanitario.

Fase 2
LA RIAPERTURA

L’attuazione del rientro al lavoro dovrà avere un’unica regia nazionale ed essere attuata per fasi secondo i tempi di uscita dalla fase acuta dei vari territori. Dopo la fine della fase acuta di emergenza prevedere un rientro al lavoro progressivo per cluster, definiti per età. Standardizzare le misure di difesa personale dal contagio garantendo la disponibilità di tutti i device.

Le misure economiche dovranno essere messe in campo attraverso un intervento straordinario di finanza pubblica secondo le indicazioni di Mario Draghi. L’utilizzo di questi capitali dovrà essere orientato verso soluzioni che garantiscano una redditività maggiore del costo degli interessi a servizio del debito.

La proposta prevede alcune misure specifiche. Tra queste vale la pena ricordare: la compensazione dei debiti fiscali con i crediti fiscali verso la PA; l’anticipazione della Legge di Bilancio; la riduzione del cuneo fiscale; l’eliminazione della “Quota 100”; la spending review con blocco del turnover per due anni; la difesa delle imprese strategiche nazionali con il pieno utilizzo della Golden Share; il supporto, con interventi straordinari, alla filiera turistica, culturale e editoriale, tessile e commerciale; la CIG a tutte le categorie imprenditoriali, grandi e piccole, per almeno 18 mesi; l’abrogazione del nuovo codice degli appalti.

Fase 3
LA RICOSTRUZIONE

La fase tre prevede misure economiche e fiscali, tra cui le più significative sono: un “Prestito Italia” sottoscrivibile solo a livello nazionale di 30 mld euro con interesse remunerativo con durata di almeno 10 anni evitando il ricorso alla imposizione patrimoniale; l’attivazione degli investimenti strutturali strategici già finanziati; un fondo di 2 Miliardi di euro – a integrazione dei Fondi Europei – e una fiscalità agevolata per 3/5 anni per start up e start up innovative per agevolare il “Primo Impianto”; un’Agenzia per la ricerca; incentivi per gli investimenti privati; detrazione dell’80% degli investimenti in start up innovative focalizzate su A.I. e green; incentivi fiscali per favorire gli investimenti stranieri europei ed extra europei; proroga scadenze fiscali di 4 mesi e rateazione delle scadenze in 12 rate successive se richiesto al tasso del 3%.

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