Piano CityFrancesco Taskayali, un impressionista al pianoforte

È cresciuto fra Roma e Istanbul, imparando a suonare da autodidatta. La sua musica mescola culture e ricordi di infanzia. Questo weekend si esibirà nella rassegna milanese in collegamento dalla sua casa di Latina

Taskayali
Nuove Radici

Pandemia o meno, Piano City torna a farsi ascoltare. Il festival musicale diffuso che si tiene a Milano in questa stagione, comincia oggi 22 maggio con concerti di piano solo in streaming fino a domenica 24 maggio, via Facebook e online sul sito della manifestazione.

A suonare, saranno pianisti italiani e artisti provenienti da tutto il mondo: in diretta dalle loro case, spazieranno tra musiche di ogni genere, dalla classica al jazz, dal pop al rock. Tra di loro, con un omaggio a Ezio Bosso, ci sarà il pianista italoturco Francesco Taskayali, che domenica 24 maggio si esibirà in diretta da casa sua: Taskayali ha partecipato a ogni edizione della manifestazione, fino a quella del 2019 che l’ha visto protagonista di una suggestiva esibizione all’ippodromo di San Siro di Milano alle luci dell’alba.

Vicino di casa di Orhan Pamuk

Francesco Taskayali è italoturco, anche se ancora di più si direbbe cittadino del mondo, data la quantità di esperienze all’estero e di spostamenti fatti in poco meno di trent’anni di vita. Ha portato la sua musica ovunque, in Africa, a Honk Kong, in Venezuela e naturalmente in Europa. «Sono nato a Roma ma ho vissuto i miei primi cinque anni di vita a Istanbul, la città di mio padre, dove poi sono tornato a sedici anni per continuare la scuola fino alla maturità. Dopo sono andato in giro per l’Italia. Con la musica in un certo senso sono autodidatta, perché ho iniziato a suonare a sette anni senza teoria, a orecchio, e a undici ho cominciato a comporre, traendo la prima ispirazione da mio padre che suonava il saz, uno strumento a corde turco. Sulla scia di questa influenza, più tardi, ho riscritto alcune canzoni popolari turche che ascoltavo da bambino, riprendendo i ritmi dispari tipici dell’Asia e del Mar Nero, spesso usati nella musica popolare per ballare».

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