“Infected”Il fumetto del 2011 in cui la Commissione europea salva il mondo dalla pandemia

Un piccolo libro pubblicato per uso interno e riservato ai funzionari. C’è il contagio, il distanziamento sociale e una malattia che rischia di far crollare un’intera civiltà. Ma per fortuna le istituzioni collaborano e trovano un programma risolutivo

Una pandemia che nasce con un contagio casuale, una diffusione incontrollata in tutto il mondo, misure di distanziamento sociale e mascherine obbligatorie.

Se la trama risulta familiare, la fonte sorprenderà: è un fumetto del 2011, intitolato “Infected”, pubblicato dalla Commissione Europea a uso interno, cioè riservato ai funzionari, ma acquistabile anche da fuori.

A prima vista, è una preveggenza che appare prodigiosa. Per i complottisti perfino sospetta. In realtà gli elementi alla base della storia (no, il personaggio che viene dal futuro per salvare l’umanità non è tra questi) erano tutti già noti agli scienziati.

La pandemia di SARS, nonostante le amnesie occidentali, aveva lasciato il segno, insieme a tante altre che non raggiungono, nemmeno sotto forma di notizia, il grande pubblico. Non era difficile, per chi era del mestiere, immaginare le conseguenze di un contagio più esteso.

Sorprendono, piuttosto, alcuni aspetti. Attraverso il punto di vista dell’uomo del futuro (viene dal 2111) la realtà del contagio, che si stava per propagare, viene raccontata al passato.

Il disastro della malattia, oltre ai miliardi di morti che provocherà, segna l’ascesa al potere di una cupola di aziende farmaceutiche senza scrupoli e la fine delle istituzioni. «Nessuno ha più creduto in loro, perché non sono riuscite ad anticipare quello che è successo», racconta il personaggio. La protagonista femminile (una ricercatrice) gli risponde, «Ecco, ma si lamentano comunque, sia che tu sia preparato o meno. Sei insultato se fai e sei insultato se non fai».

Insomma, in due vignette c’è il sottotesto delle discussioni degli ultimi due mesi. Hanno fatto bene? Hanno fatto male? E perché non hanno previsto il contagio?

Il secondo aspetto interessante è che nel fumetto a bloccare l’epidemia sarà l’Unione Europea. Per una pubblicazione della Commissione, può apparire scontato, nel suo essere autocelebrativo.

Ma visto oggi, fa anche un po’ tenerezza, soprattutto se confrontato con quanto accaduto otto anni dopo e nel mezzo di una pandemia vera.

La risposta è stata lenta, scoordinata, accompagnata da uscite infelici («Non siamo qui a chiudere gli spread», aveva detto la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde) e conflitti che, mentre le persone morivano, sono apparsi fuori luogo. Ci sono volute settimane di fine tuning per trovare un punto di accordo più o meno condiviso.

Il fumetto si conclude però con una iniziativa congiunta, chiamata “One Health”. Un approccio che «prevede una migliore collaborazione tra i settori direttamente o indirettamente collegati alla salute degli uomini e degli animali», flessibile e dipendente dalle risorse che si hanno a disposizione. Non è niente di avveniristico: esiste ed è questo. Serve a prevenire, con misure ambientali bilanciate e sicure, le zoonosi (cioè le malattie che passano dagli animali a gli esseri umani).

La storia è di fantasia ma in questo senso anticipa una realtà poi entrata in funzione. Purtroppo non abbastanza, verrebbe da dire. Ma l’esperienza del Covid-19, si può sperare, sarà una lezione. L’ennesima, certo. Ma speriamo l’ultima.

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