In Italia Black Lives Matter, ma non in treno

Un giovane rider arrestato alla Stazione di Greco Pirelli, perché ha reagito al sequestro della sua bici, il suo strumento di lavoro

In queste settimane l’indignazione ha percorso le piazze di quasi tutto il mondo a seguito dell’uccisione di George Floyd. Il gesto ha fatto emergere il grave e reiterato comportamento di alcuni agenti di polizia, si spera una minoranza, che, nei confronti di persone di etnia diversa, hanno la mano più pesante del normale, anzi il ginocchio più pesante, fino a uccidere.

Manifestazioni di sdegno si sono susseguite per giorni interi, incendiando in particolare gli Stati Uniti. Anche da noi, per solidarietà, molti cittadini, soprattutto i più giovani, hanno fatto sentire la propria voce, hanno dimostrato, si sono fermati per 8,46 minuti a ricordare l’agonia di George Floyd.

Perché ne parliamo sulle pagine di Gastronomika? Qui si parlerebbe di cibo.

Ne parliamo, perché, domenica in Italia, a Milano, stazione di Greco Pirelli, un episodio, non meno violento, ma, fortunatamente, senza esiti estremi, ha avuto come vittima un ragazzo di colore.

Emma, questo il suo nome, stava aspettando il treno per tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Emma è un rider, il suo lavoro è portare il cibo a casa nostra, il suo strumento di lavoro è la bicicletta.

Alcuni solerti agenti di polizia, si avvicinano a Emma e gli ricordano che non potrà salire sul treno con la sua bici, a causa della norma, da poco introdotta da Trenord, azienda di trasporti controllata dalla Regione Lombardia, che ha annullato la possibilità di portarsi la propria bici sul treno.

Emma non vuole lasciare la bici in stazione, perché teme che non la ritroverà il giorno dopo, reagisce, i poliziotti lo arrestano.

Emma è nero, è un rider, sì, proprio uno di quegli “eroi” che durante la fase più acuta del lockdown lavoravano indefessi per portarci a casa quei manicaretti a cui non riuscivamo a rinunciare.

Già il lavoro che svolgono è oggetto di comportamenti poco edificanti da parte delle piattaforme, già sono sottopagati e sfruttati, già lavorano in condizioni di sicurezza minima, ora non possono neanche tornare a casa portandosi il proprio strumento di lavoro. È come se a un pendolare in giacca e cravatta chiedessero di lasciare il proprio computer in stazione, legato a una panchina, come reagirebbe?

Regione Lombardia ha fatto una scelta sbagliata che ha causato la reazione eccessiva di Emma e la risposta esagerata degli agenti di polizia, visibile in un video diventato virale.

Noi non abbiamo reagito, nessuno è sceso in manifestazione, da noi gli Emma e le loro biciclette non contano (finché non ci verrà voglia di ordinare la prossima pizza).