Come nel dopoguerraIntesa Sanpaolo lancia IMI corporate & investment banking per la ripresa dell’Italia

Capital markets, investment banking e finanza strutturata sono il cuore della nuova divisione bancaria volta al sostegno delle aziende e alla competitività, mentre il paese si appresta ad affrontare un momento di grande difficoltà economica

Grandi sfide richiedono grande visione. Intesa Sanpaolo lancia oggi la sua nuova divisione IMI Corporate & Investment Banking, e così contribuisce a gettare nuovi sostegni per una ripresa rapida del paese. L’operazione nasce dall’acquisizione di Banca IMI, che sarà finalizzata a partire da fine luglio, ed è parte del Piano di Impresa 2018-2021 di Intesa Sanpaolo.

Si tratta di un intervento di notevole importanza nel contesto della pandemia globale e delle sfide che rappresenta. Con la nuova divisione Intesa Sanpaolo infatti punta a sostenere attivamente le grandi imprese attraverso una proiezione internazionale, atto ancora più necessario in un momento di grande difficoltà economica. In particolare, l’operazione ingloba e si ispira ad uno dei maggiori attori finanziari del secolo scorso.

Banca IMI, infatti, era stata fra i protagonisti della ripresa economica a cavallo delle guerre mondiali e motore primario della ripresa italiana verso il boom economico degli anni ’60. Nata nel 1931 con l’obiettivo del risanamento industriale e finanziario delle imprese italiane, IMI attraversò gli anni della Seconda Guerra mondiale e fu attore essenziale per la riconversione della produzione ad uso civile dopo la guerra, come spiega Gaetano Miccichè, presidente di Banca IMI, gestendo peraltro i fondi del piano Marshall per le imprese, il programma che contribuì a rendere l’industria italiana competitiva sul piano internazionale.

«Oggi, l’integrazione di Banca IMI in Intesa Sanpaolo rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di eccellenza e rafforza la vocazione del Gruppo nel supporto a imprese, pubbliche amministrazioni e istituzioni finanziarie», ha dichiarato Miccichè.

Oggi, Banca IMI si approccia a Intesa Sanpaolo forte degli importanti obiettivi raggiunti negli scorsi anni. «Banca IMI si presenta all’appuntamento da tempo fissato per l’integrazione in Intesa Sanpaolo dopo aver conseguito il miglior risultato netto consolidato mai realizzato nella sua storia: oltre 1,4 miliardi di euro, in aumento del 76% rispetto all’anno precedente. Una crescita importantissima, che ha visto un’ulteriore conferma nel risultato netto consolidato registrato al 31 marzo di quest’anno, pari a 411 milioni di euro, in aumento del 71,1% rispetto allo stesso periodo del 2019», ha detto Massimo Mocio, Direttore Generale di Banca IMI.

Ora, capital markets, investment banking e finanza strutturata saranno il cuore della nuova divisione bancaria, che punta ad accompagnare nel tempo la ripresa delle imprese italiane in diversi ambiti, e a nutrire la loro competitività per il futuro, nel segno della digitalizzazione e del rispetto per l’ambiente.

«Centralità della relazione con la clientela, copertura a livello settoriale, ulteriore espansione della presenza internazionale, saranno i capisaldi della nuova struttura che intende sostenere e supportare in maniera ancora più efficace la ripresa del nostro sistema economico e produttivo, affiancando la clientela corporate, la pubblica amministrazione e le istituzioni finanziarie in un momento delicato come quello attuale», ha dichiarato Mauro Micillo, Responsabile Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo e Amministratore Delegato di Banca IMI.

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