Donald ut desTrump avrebbe chiesto a Xi Jinping di aiutarlo a vincere le elezioni 2020, dice il suo ex consigliere

Il Washington Post riporta il retroscena del libro di John Bolton, “The Room Where It Happened: A White House Memoir,” che uscirà negli Stati Uniti la prossima settimana. I due leader avrebbero parlato della cosa il 20 giugno 2019 in un incontro privato durante il G20 in Giappone

Afp

Donald Trump avrebbe chiesto al Segretario generale del Partito Comunista Cinese Xi Jinping di aiutarlo a vincere le elezioni presidenziali del 2020. L’episodio è stato raccontato dall’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton nel suo libro “The Room Where It Happened: A White House Memoir,” che uscirà in America la prossima settimana.

A raccontarlo è il Washington Post che ha potuto vedere in anteprima le 592 pagine del libro. Il 20 giugno 2019 in un incontro individuale avvenuto in Giappone, il presidente degli Stati Uniti avrebbe fatto riferimento alla capacità economica della Cina di influenzare la campagna elettorale in corso, supplicando Xi di assicurare la sua vittoria.

Trump avrebbe sottolineato l’importanza degli agricoltori statunitensi e quindi chiesto al presidente cinese di aumentare gli acquisti di soia e grano americano, un fattore decisivo per la sua rielezione.

Secondo il Washington Post, questo episodio riportato da Bolton presenta sorprendenti somiglianze con le azioni che hanno portato al procedimento di impeachment del presidente, avviato perché Trump aveva cercato di fare pressione sul presidente ucraino per cercare qualcosa che compromettesse il suo rivale, il candidato del Partito democratico Joe Biden.

Ora, il dipartimento di giustizia del presidente statunitense è al lavoro per cercare di impedire la pubblicazione del libro, sostenendo che contiene informazioni secretate che metterebbero a rischio la sicurezza degli Stati Uniti, e che Bolton avrebbe dovuto uscire allo scoperto durante la procedura di impeachment, piuttosto che tenersi buono il racconto per un contratto da 2 milioni di dollari con una casa editrice. La casa editrice ha risposto che centinaia di migliaia di copie del libro sono già state distribuite negli Stati Uniti e nel mondo.

Il New York Times scrive che Bolton è una figura complessa e controversa. Dopo aver ricoperto ruoli ufficiali nelle presidenze di Ronald Reagan e George Bush (è anche stato ambasciatore alle Nazioni Unite di George W. Bush), è tra i più vivaci sostenitori di una politica estera dura, sostenitore della guerra in Iraq e favorevole all’azione militare in paesi come la Corea del Nord e l’Iran.

Si è dimesso dal suo ruolo a settembre scorso (Trump ha detto di averlo licenziato), ma non aveva inizialmente voluto testimoniare durante il processo per l’impeachment presidenziale, prendendovi parte solo in un secondo momento.

Secondo Bolton, i Democratici americani hanno rovinato l’impeachment puntando unicamente sullo scandalo ucraino e muovendosi con eccessiva rapidità per via dei loro interessi politici, mentre avrebbero potuto indagare con maggiore cura le intenzioni di Trump, per esempio rispetto alla sua volontà di intervenire nei processi contro società estere, come la Halkbank turca per favorire Recep Tayyip Erdogan, o la ZTE cinese per favorire Xi.

«Se non ci si fosse concentrati solo sugli aspetti ucraini della confusione di Trump sui suoi stessi interessi personali, avrebbe potuto esserci una maggiore probabilità di persuadere altri che gravi crimini e infrazioni erano stati perpetrati», scrive Bolton.

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