Souvenir d’Italie Dieci vini da comprare in dieci località turistiche

Ricordi da bere: una bottiglia può racchiudere tutta l’essenza di un territorio. Stappandola, una volta a casa, ci sembrerà di tornare in vacanza: ecco quindi una top ten di vini da comprare in viaggio

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Quando si torna da una vacanza, al momento di disfare le valigie, una delle sensazioni più belle è quella che si prova nel ritrovare un pacchettino contenente un souvenir. Un ninnolo, un vestito, un soprammobile, qualcosa che ci rimandi alle sensazioni provate davanti al mare, o tra le montagne. Magari una bottiglia. Proprio quel vino che abbiamo bevuto quella sera. Un bianco freschissimo, che comprato a casa non ha mai lo stesso sapore. O un dolce passito, che al solo vederne il colore ci riporta a un tramonto d’estate. In Italia ci sono vini che sono indissolubilmente legati al loro territorio di origine. Alcuni di questi nascono proprio in quelle zone che da sempre sono meta di vacanza. Ecco che quei vini sono il souvenir perfetto, da portare a casa per noi o da regalare ad amici e parenti. Ma scegliendoli con cura, per evitare spiacevoli sorprese. Ecco qualche idea su come regalarsi un ricordo in bottiglia.

Sulle Dolomiti, l’inebriante Lagrein

Le lunghe passeggiate, l’aria profumata, i colori vividi, i paesaggi dalla bellezza incomparabile. E alla sera, ad accompagnare una cena a base di specialità locali, dai salumi ai formaggi, dalla cacciagione agli immancabili canederli, una bottiglia di Lagrein: un vino capace di esprimere tutta l’eleganza e gli incomparabili profumi di un terroir unico, di trasmettere l’esperienza e la cultura contadina locale, da sempre intimamente legata alle montagne, alla natura e ai suoi ritmi. Stapparne una bottiglia a casa riporterà immediatamente ai profumi delle Dolomiti: da Cantina Kaltern, cantina sociale altoatesina, Lareith, un Lagrein travolgente e impulsivo, pronto ad inebriare gli avventori coi suoi riflessi porpora, accompagnati al naso da piccoli frutti rossi e cioccolato fondente. Da Pfitscher il Lagrein Riserva Griesfeld, dal delicato profumo di violetta, e il Lagrein Rivus, equilibrato e corposo. Chi predilige la leggerezza potrà scegliere la versione rosé, magari quello di Cantina Tramin, dal colore rubino chiaro e dall’irresistibile profumo fruttato.

Il Vermentino, tra il Golfo del Poeti e la Versilia

«Visitate il porto di Luni, cittadini, ne vale la pena!» scriveva il poeta Ennio più di 2000 anni fa. Oggi il mare a Luni non c’è più, ma i vigneti che prosperano nei dintorni dell’antica città lo guardano e ne assorbono i profumi. Per chi va al mare a Tellaro, a Lerici, a Viareggio o a Forte dei Marmi, il Vermentino è “il” vino dell’estate. Etichetta Nera Colli di Luni DOC LVNAE nasce qui, ai piedi delle Alpi Apuane, in un mosaico di suoli sassosi e scheletrici che si riflettono in questo bianco complesso dalla grande eleganza mediterranea. Etichetta Nera è una vera e propria icona del Vermentino e che si parli di costa ligure, di Cinque Terre o di Versilia è un sinonimo di vacanza chic. Tassativo caricare il bagagliaio passando direttamente a “Cà Lvnae” (a Castelnuovo Magra, La Spezia) dove si trova il wine shop dell’azienda e dove merita una piccola tappa anche il museo aziendale.

In Sardegna, immancabile Cannonau

Chi sceglie la Sardegna come meta delle vacanze estive ha nei confronti dell’Isola un atteggiamento quasi religioso. Ritrovare a casa le sensazioni provate in riva a quel mare senza eguali sembra impossibile: ma è proprio questo il miracolo che può fare una bottiglia di vino, molto più di un souvenir, vero e proprio filtro capace di far viaggiare la mente. Siddùra Fòla Cannonau di Sardegna DOC Riserva raccoglie la luce unica della Gallura, che illumina le coste bianche e si riflette sul mare cristallino: morbido e speziato, è compagno ideale dei secondi piatti più saporiti della cucina sarda. E dalla stessa azienda anche Nudo Cannonau di Sardegna DOC Rosato, connubio tra tradizione e innovazione e custode delle note più soavi del vitigno. Del suo Cannonau Antonella Corda scrive: «ho voluto creare un vino senza tempo da un vitigno che non temesse il tempo». Infine Argiolas: Sens DOC Riserva, caldo e rotondo, e Turriga, IGT Isola dei Nuraghi, strutturato e persistente, ideale con specialità come il cinghiale in umido e il pecorino stagionato.

Il Bardolino, simbolo del Garda

Mare, montagna. E Lago. Le sponde del Garda accolgono ogni anno migliaia di turisti che cercano relax e bellezza. Prima di ripartire, una bottiglia di Bardolino è un souvenir che non può mancare in valigia. Il Bardolino Le Fraghe si distingue per la sua eleganza e per un aroma che è un mix tra i sentori fruttati dell’amarena e dei mirtilli e i sentori speziati della cannella e del pepe nero. Da le Morette il Bardolino Classico, dal colore rosso rubino e dal profumo vinoso e fruttato, e il Chiaretto, il cui brillante colore rosa è specchio di un profumo floreale e di un sapore di grande freschezza.

In Maremma, mai senza Morellino di Scansano

Di fronte l’Argentario che sembra giocare con le onde di un mare sempre più blu. Alle spalle le colline bionde di grano, e il verde del Parco dell’Uccellina. Un tagliere di capocollo, prosciutto di cinghiale, pecorino e crostini. Un bicchiere che si tinge di rosso e che profuma di vacanza. A casa, quel bicchiere racconterà tutti questi ricordi. Il Morellino di Scansano DOCG di Fattoria Le Pupille è un Sangiovese che respira l’aria marina della Maremma. Da uve Sangiovese e, in piccola percentuale, anche Alicante e Malvasia Nera, è un vino di garbata struttura, che racconta la freschezza del ribes e della ciliegia, delineate da una spiccata sapidità. Da Fattoria Mantellassi il San Giuseppe, la Riserva Le Sentinelle, e il particolare Il Mago di Oz, prodotto senza solfiti aggiunti.

Malvasia, il lato dolce della Sicilia

Il sole è la cifra di una vacanza in Sicilia: assoluto, totale, bagna tutto con la sua luce. Una bottiglia di vino può raccoglierne la forza, per poi raccontarla di nuovo? Il Malvasia dolce, vero nettare degli dei, sì. Na’Jm Malvasia Delle Lipari Dop Passito Di Salina di Cantone Colosi nasce, nel rispetto della millenaria tradizione enologica delle Isole Eolie, dai pregiati grappoli di Malvasia e Corinto Nero. Le uve che compongono Na’jm assorbono tutto il sole dell’estate: vengono raccolte a fine settembre e fatte appassire sui graticci per dar vita a un vino dorato con riflessi ramati, profumato di frutta fresca e gelsomino, compagno ideale dei dolci della grande tradizione siciliana.

In Romagna, oltre il Sangiovese: Pagadebit da scoprire

Sdraio, lettini, ombrelloni, musica, divertimento. Le vacanze in Riviera sono vacanze giocose, che uniscono il “sapore di sale” al profumo del fritto misto, della piadina e di un buon bicchiere di vino. Il souvenir ideale da Rimini, Cesenatico o Riccione è una bottiglia di Pagadebit, un vino indissolubilmente legato al suo territorio di origine, memoria di una cultura contadina e dei suoi racconti. Il nome ne racconta la forza e la resistenza: era un vino che consentiva ai contadini anche nelle peggiori annate di pagare i debiti. Quello della Tenuta Colombarda, in linea con la filosofia dell’azienda, rivolta alla difesa della territorialità più vera in bottiglia, è prodotto in versione secca. Ottenuto da sole uve Bombino bianco in purezza, è un vino fresco, piacevole e sincero, profumato di rose, fiori di magnolia, gelsomino e caprifoglio, di alloro ed erbe aromatiche, da abbinare al pesce, ai salumi e ai formaggi freschi. Un consiglio: se ripassate in zona fuori stagione, dopo la vendemmia, non dimenticate di assaggiare anche la Cagnina, rosso dolce da assaporare “appena fatto”.

Un sorso di Sfursat tra Bormio e Livigno

Chi cerca il fresco anche in estate non rinuncia, la sera, ai robusti sapori di montagna. In Valtellina il bitto, gli sciatt (le tipiche frittelle di formaggio), i pizzoccheri, la selvaggina. E ad accompagnare una bottiglia di Sfurzat, “sforzato”, vino secco ottenuto da uve Chiavennasca (Nebbiolo) appassite in fruttaio per circa tre mesi. Casa Vinicola Rainoldi Sfursat Fruttaio Ca’ Rizzieri DOCG esprime la forza della montagna: intenso, profumato di frutta sotto spirito, china e tabacco. In bocca è ricco, con tannini possenti, ben armonizzati con la grassezza della polpa. E un finale interminabile.

Negroamaro, essenza di Salento

Il bianco e l’azzurro, il mare e la terra: al ritorno dal Salento gli occhi sono pieni di luce e di colori. In valigia, una bottiglia di Negroamaro, da stappare per far tornare vivi i ricordi, il profumo delle sere d’estate. Liranu Negroamaro Conti Zecca IGP Salento Negroamaro Rosso nasce tra Leverano e Salice Salentino, e si distingue per il suo sapore morbido e armonico e per il profumo di frutti rossi, caratteristica comune con il Riserva Cantalupi DOC Salice Salentino. A Grottaglie, città della Ceramica, insieme agli splendidi manufatti locali si può acquistare una bottiglia di Negroamaro Salento IGP Tenute Motolese, da servire insieme ai piatti tipici pugliesi come fave e cicoria, orecchiette e cima di rapa. Infine F Negroamaro Salento IGP di Cantine San Marzano, frutto di tre tra i più vecchi vigneti di Negramaro nel Salento, selezionati e identificati con la lettera F, appunto, simbolo della passione per quest’uva antica e difficile.

La Costiera Amalfitana in un bicchiere di Costa d’Amalfi

Una delle zone più famose del mondo, emblema di uno stile di vita chic e di un modo di fare vacanza elegante e raffinato. La Costiera Amalfitana non è solo il suo mare blu, ma anche la cornice incantata dove trascorrere giornate da sogno. Il bianco Costa d’Amalfi è il sottofondo delle serate in questo mondo sospeso fuori dal tempo. A casa ne ritroverete il profumo stappando una bottiglia di Costa d’Amalfi bianco di Marisa Cuomo, da uve Falanghina e Biancolella. Fresco, vivace ed equilibrato, ha colore giallo paglierino e un raffinato profumo di acacia, erba cedrina ed erbe aromatiche, con un finale che ricorda la mandorla tostata.

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