Vini a domicilioDegustazione digitale, piacere reale

Le wine digital experience si sono moltiplicate e, dopo il lockdown, alcuni produttori hanno deciso di continuare a farle. Alla tecnologia non manca l'immaginazione: ecco perché potrebbero piacere anche ai consumatori

Degustazione digitale

È possibile innamorarsi di un vino degustandolo in compagnia di sommelier e produttori comodamente seduti sul divano di casa? La risposta è sì. Ne abbiamo le prove. Se prima, da enoturisti, avevamo iniziato ad amare il primo incontro con il terroir seguito dall’esperienza in bicchiere, magari sorseggiato tra i filari, ora possiamo dirci entusiasti delle wine digital experience. Ben inteso: non si dovrebbe mai dire di no a una visita in cantina. Ma ci sono valide ragioni per appassionarsi anche alle degustazioni digitali.

Il primo assaggio digitale

Tutto è iniziato con Microsoft Teams e Ciacci Piccolomini D’Aragona. L’azienda vitivinicola di Montalcino ha creato il primo digital wine tasting per presentare i nuovi Rosso di Montalcino DOC, Brunello di Montalcino DOCG Annata e Brunello di Montalcino DOCG Pianrosso, nonché per rilanciare il 385 nato dalla partnership con Tenuta Fertuna e Gruppo Meregalli. Ancora prima del Covid-19 avevano chiaro l’obiettivo da centrare: far conoscere questi vini senza portare tutti a Montalcino, pur garantendo un’esperienza autentica. Microsoft Teams prometteva di azzerare le distanze, mantenendo il contatto umano e l’alta qualità professionale della degustazione. Obiettivo centrato in pieno.

La digital wine experience per gli appassionati

È stato automatico partire alla ricerca di digital wine experience rivolte ai semplici appassionati. Tra le cantine in prima linea sull’argomento, l’Azienda Agricola Mazzone e la storica Mastroberardino.
Quest’ultima offriva una box con tre referenze da acquistare online e ricevere a casa. All’arrivo del pacco, avrebbe fatto seguito un incontro su Zoom. I vini arrivano in un’elegante cassetta di legno. All’interno c’è anche qualche gadget. Su Zoom ci sono una trentina di appassionati, che ascoltano il professor Piero raccontare la storia della cantina, il terroir e cosa ci avrebbero regalato i vini nei nostri bicchieri. Lo storytelling dell’esperienza ha alternato parole professionali e allo stesso tempo coinvolgenti. Il tutto stando a casa, in compagnia, condividendo il piacere di comprendere e poi gustare liberamente l’intera bottiglia a cena.

Di solito, durante le degustazioni aperte al pubblico, si può godere di un vino nel solo quantitativo da degustazione, cioè tra i 50 e i 60 ml. Un’esperienza minimale rispetto al piacere che può dare un’intera bottiglia. Una classica degustazione professionale può offrire maggiore varietà di annate e referenze ma, per un prezzo leggermente più alto, si può osservare l’evoluzione di uno o più vini attraverso il fluire di una singola bottiglia. Eccolo, il primo, lampante vantaggio.

Esperienze multisensoriali

Tra le esperienze digitali che uniscono enologia e territorio, c’è quella proposta da Villa Sandi, azienda vitivinicola leader nella produzione di vini e di Prosecco Docg e Doc in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Prima del lockdown avevano iniziato a presentare i propri prodotti ai clienti business, organizzando degustazioni online. I vini venivano inviati presso bar o ristoranti. Gli assaggi guidati potevano essere condivisi su qualsiasi piattaforma. Poi la famiglia Moretti Polegato si è detta: perché non estendere l’esperienza anche ai normali clienti, che non possono più venire in cantina?

Sono state confezionate quattro differenti wine tasting experience, che uniscono la scoperta dei vini, la visita della villa palladiana che li custodisce e una degustazione dedicata in compagnia di una sommelier. Attraverso l’utilizzo di una steadycam in grado di stabilizzare l’immagine e una doppia telecamera, che permette di vedere gli spazi, una guida attraversa le stanze di Villa Sandi mostrandole agli utenti. La guida in solitaria crea un’esperienza molto personalizzata, anche in base all’interazione che guida e sommelier hanno con l’utente. Quest’ultimo infatti può fermare la guida e chiedere di soffermarsi su qualche dettaglio in particolare. Segue la degustazione, con lo spazio per tutte le domande possibili e immaginabili. L’approfondimento meditato è uno dei vantaggi che, con l’esperienza live, si può perdere: ecco un altro vantaggio offerto dal digitale. Niente viaggi, niente stress, niente programmi da installare (la piattaforma digitale di dialogo viene scelta dal cliente): basta solo collegarsi, stappare e godersi il momento.

Cantina Toblino ha scelto di unire le forze con Latteria San Pietro, avvicinando i professionisti con una sinestesia di sapori e profumi unici. Per farci sentire al centro del Prato Stabile in cui si alimentano le bovine mandate in alpeggio d’estate, l’azienda agricola ha inviato una piccola scatola con alcuni sfalci erbosi. Aprendola, l’aroma dell’erba ha immediatamente compiuto la magia. I limiti tecnologici e geografici stanno spingendo le aziende a essere ancora più creative, coinvolgendo gli ospiti nella creazione di ricette, composizioni, persino studio preliminare dei prodotti. In quell’occasione, un degustatore professionale di formaggi ha descritto tecnicamente i profumi e gli aromi del Grana Padano Selezione da fieno. Lo chef Sebastian Sartorelli di Hosteria Toblino ha creato un abbinamento facilissimo, da replicare a casa: una battuta di manzo razza rendena con fonduta di grana padano zenzero con insalata di asparagi e croste di polenta. Il sommelier Giovanni Luigi Brumat ha raccontato il Largiller 2012, uno dei prodotti di punta di Cantina Toblino. Cibo, vino e territorio: tutto toccato con mano a centinaia di km di distanza. Chiedeteci se siamo felici.

La montagna da amare anche in digitale

Tra le realtà del mondo del vino che stanno aprendo ai clienti e appassionati c’è anche Trentodoc. Dopo l’avvio di un dialogo digitale con i propri follower, il marchio collettivo che raccoglie 55 produttori di bollicine è tornato a far scorrere le bollicine nei calici. L’esperienza digitale vissuta con Roberto Anesi è partita dal racconto del territorio, approdando all’esperienza nei calici. In una degustazione tradizionale nessuno mai avrebbe abbinato delle bruschette. Noi l’abbiamo fatto. Altro innegabile vantaggio.

Il Trentino è stato particolarmente ricettivo alla digital experience. Anche Cavit ha proposto una degustazione di Chardonnay e Muller Thurgau tra reale e digitale. Nome di punta del comparto vitivinicolo italiano dalle note radici trentine, è una realtà esemplare di consorzio di secondo grado, ovvero un consorzio di cooperative. Situata a Ravina di Trento, Cavit riunisce undici cantine sociali, collegate ad oltre 5.250 viticoltori distribuiti su tutto il territorio, coprendo così un’area vitata pari a oltre il 60% dell’area vitata del Trentino. Ad oggi vanta un fatturato di 191,4 milioni di euro. Quest’anno il consorzio festeggia i suoi 70 anni nel segno della qualità e di nuove iniziative. Tra queste, le degustazioni online destinate ai professionisti. Guidati dall’enologo Fabrizio Marinconz, abbiamo esplorato gli abbinamenti ideali per i due vini sotto esame: per noi, focaccia e taralli.

Lasciatemi qui, nel digitale

Sarà sempre più difficile che un’azienda decida di investire migliaia di euro, sprecando molti giorni di viaggio per una semplice degustazione dei prodotti organizzata dall’altra parte del mondo. Certo, qualche piccolo effetto collaterale c’è. Tra mail, social, notifiche, ci si può distrarre anche davanti al sommelier più coinvolgente. Le connessioni ballerine non fanno bene all’esperienza. Dobbiamo fidarci dei corrieri e del loro lavoro. Ma in un tempo pericolante, in cui anche fare progetti per il futuro è un azzardo, investire sulla tecnologia e sulle capacità di storytelling di un’azienda diventerà una strategia preferibile. Il contatto umano resta necessario, soprattutto quando si parla di prodotti della terra, fatti con amore. Ma in attesa di un tempo nuovo, più sicuro, più generoso, toglietevi le scarpe e degustate comodamente a casa. Alla tecnologia non manca l’immaginazione.

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