Macchia di leopardoCosa stanno facendo i governi europei per contenere i nuovi focolai di coronavirus

Dalla Scozia alla Spagna, dalla Baviera alla Francia ogni giorno spuntano nuovi cluster, spesso legati al mancato rispetto del distanziamento sociale da parte dei più giovani o a forme di contagio dovute a errori o a mancati screening di chi torna dai Paesi esteri

Afp

Più di ventimila positivi ogni giorno. Il coronavirus continua la sua marcia anche durante l’estate, come raccontano i numeri che si registrano in Europa ormai da settimane. Dalla Scozia alla Spagna, dalla Baviera alla Francia ogni giorno spuntano nuovi focolai, spesso legati al mancato rispetto del distanziamento sociale da parte dei giovani o a forme di contagio dovute a errori o a mancati screening di chi torna dai Paesi esteri.

Scozia
«Voglio che si rispettino le regole per le feste al chiuso. Sono molto preoccupata per l’andamento del contagio». Le parole della premier Nicola Sturgeon evidenziano la preoccupazione da parte delle autorità scozzesi di fronte all’andamento dell’epidemia che sembra essere legato soprattutto ai giovani. Nel Paese le regole sugli assembramenti sono chiare: si possono riunire non più di otto persone provenienti da tre famiglie diverse ed è obbligatorio mantenere la distanza interpersonale di almeno 2 metri per tutti coloro che hanno più di 12 anni. Nelle ultime ore si sono registrati 51 nuovi casi, di cui 25 nella contea di Lanarkshire, che si aggiungono agli oltre 200 già individuati ad Aberdeen, dove sono stati chiusi pub e ristoranti. Ad essere colpite sono state soprattutto le scuole: infatti tre alunni della St Ambrose High School di Coatbridge e uno della St Andrew’s High School sono risultati positivi.

Baviera
Positivi inconsapevoli. Succede in Baviera: secondo quanto riportato dai media locali il governo del Land non avrebbe informato circa 900 positivi del risultato del loro tampone di rientro dalle vacanze.  Il problema sembrerebbe essere stato causato da una trascrizione manuale del risultato del test, che avrebbe rallentato il processo anche per gli altri 44 mila cittadini bavaresi. Un caso che potrebbe avere risvolti politici visto che rischia di rallentare l’ascesa di Markus Soder, premier bavarese iscritto alla CSU e papabile successore della Cancelliera Angela Merkel. Soder ha subito cancellato il suo viaggio nel nord della Germania per restare a Monaco, mentre l’opposizione socialdemocratica e di Alternative für Deutschland hanno attaccato il premier. Non sono mancati le critiche anche da parte della CDU: «Spero non diventi una seconda Ischgl» ha dichiarato Karin Maag, alludendo alla cittadina austriaca dalla quale sarebbe partito il contagio in Germania la scorsa primavera. 

Francia
Oltre 3300 nuovi positivi nelle ultime 24 ore e un tasso di trasmissione tra i più alti dalla fine del blocco, secondo il quotidiano Le Monde. Le autorità sanitarie francesi hanno contato 17 nuovi focolai e per questo, in alcune delle principali città francesi come la capitale Parigi, è diventato obbligatorio indossare la mascherina per le vie del centro. Tra gli ultimi focolai si segnalano in particolare quelli all’interno del centro di accoglienza di Guéret, nella Nuova Aquitania, dove sono risultate positive nove persone, e nella gendarmeria di Tarbes, cittadina della regione dell’Occitania, dove 50 poliziotti sono risultati positivi a seguito di un viaggio nella Polinesia francese. Sono presenti inoltre 21 focolai e 220 casi nella regione della Bretagna, dove sono state introdotte nuove misure per frenare il contagio, soprattutto tra i più giovani. Nella località costiera di Quiberon è stato stabilito un coprifuoco dalle 9 di sera alle 7 del mattino per spiagge, parchi e giardini per evitare assembramenti durante le calde serate estive. 

Spagna
La Spagna, in particolare la regione della Catalogna, è uno dei Paesi dove si registra il maggior numero di persone contagiate dal virus. Degli oltre 5 mila registrati venerdì circa mille sono a Barcellona, in particolare a Torre Barò, uno dei quartieri periferici della capitale catalana. In questa zona negli ultimi 15 giorni si sono registrati 573 casi ogni 100 mila abitanti, una media quasi tre volte superiore a quella del resto di Barcellona. All’interno del quartiere è stato subito avviato uno screening di massa per rilevare i possibili asintomatici e fermare la catena di trasmissione. Una situazione non molto diversa da quella del resto del Paese. Dall’Estremadura all’Aragona, dai Paesi Baschi fino alla regione di Madrid si contano ben 822 focolai con oltre 9 mila positivi, secondo i dati aggiornati al 12 agosto. Tra questi ci sono quelli rilevati all’interno di aziende e famiglie e la casa di riposo “El Mirador de Matarò” in Catalogna, dove sono risultati positivi 21 residenti e 11 lavoratori, e le residenze per anziani di Zamudio e Bilbao, nei Paesi Baschi, dove si contano oltre 50 positivi. 

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta