Teatrino Trino e sipario rapido Una storia d’incontri onirici

Un canto che odia la sua canzone dorata, specchio di un mondo vano, un testo che ricorda di esser centenario, e la musica che non si può cantare

AFP

Il Testo — Fagliela sentire, dài, fagliela sentire… La La Musica — Nell’ombra e sull’onda?

Taburno — Nell’ombra e sull’onda La Musica — Vendo idee morbose e torbide, scandali, sì, mondani… (canta tutta la canzone)

Il Canto — Mi ci vedo…

Il Testo — Dove?

Il Canto — A Sanremo, nei panni…

Il Testo — Nei panni?

Il Canto — Del cantante

Il Testo — Del cantante? Tu sei il cantante… Il Canto — Appunto, nei panni

Il Testo — Quali panni?

Il Canto — Del cantante che canta del cantante…

Il Testo — Sei tu il cantante. Quale altro cantante?

Il Canto — Sempre io, e per antonomasia… il cantante che canta di sé, di come…

Il Testo — … tu che canti di te?

Il Canto — … la figura del cantante, il come, il perché…

Il Testo — … come che? … perché che?

Il Canto … la cosa, la morale, la morale della cosa…

come dici?… la moralità…

Il Testo —  … “moralità immonde” dice, dico…

Il Canto —  … il bello e il brutto, il bene e il male, gli effetti…

La Musica — È il primo ascolto

Il Testo — “Effetti e difetti”, dice…

Il Canto — Quello che correggi, quello che deformi, gli effetti e i difetti… il lavoro del fonico…

Il Testo —  … del fonico? …

La Musica — È il primo ascolto

Il Canto — Come dice? Che di lui non si può cantare, dice… Del cantante non si può cantare, lui lo sa…

La Musica — Lui chi?

Il Canto — Il cantante… e, siccome lo sa, lo dice… e, siccome lo dice, lo fa… canta che canta…

La Musica — Ma dice “si muore” … “Di me cantare non si può, si muore” …

Il Canto — Appunto… il cantante che canta di cantare…. si smaschera, si immola… canta di star cantando… ossia canta di non voler più cantare nient’altro… non sta più al gioco… è l’ultimo atto… è melodramma… è, per caso, melodramma?…

La Musica — Nel melodramma è “un po’ per celia e un po’ per non morir” …

Il Canto — Infatti canta… Butterfly canta di tutt’altro ossia d’amore… “nascosta e senza dar risposta”, per  canta, canta senza dar risposta, perché è un personaggio… per  poi muore perché è una cantante… nel melodramma gli interpreti cantano da personaggi e muoiono da cantanti… lei dice “guarda la mia faccia, che te ne resti una traccia, guarda bene”, ci mette la faccia da cantante… qui il personaggio interpreta la soprano, per questo muore, da cantante muore… il personaggio dopo più di cento anni torna sempre vivo in scena…

Il Testo — Io sono centenario, e sempre lo sarò …

La Musica — Ma lo dice al bambino “guarda la faccia” …

Il Canto —  … è il pubblico… il bambino è il pubblico… il materno abbandono… lo lascia andare a ricordarsi di lei… perché ritorni, lo fa per il botteghino… lo dice al pubblico perché, come bambino, ricordi, e perché, come Pinkerton, torni … il pubblico è l’erede delle repliche…

La Musica —  … ma finisce male…

Il Canto —  … finisce benissimo perché Pinkerton è un fesso… e il pubblico è soddisfatto perché nella parte di Butterfly detesta sé stesso nella parte di Pinkerton… e tu in questo eri maestra, Musica, a quel tempo, e tu Testo eri maestro in libretto: “Sipario rapido” … amo questa didascalia… una didascalia così, ma che bellezza… e non se ne parli più…

La Musica — Ma la canzone non è melodramma…

Il Canto —  … ne vogliamo parlare? … lo sarebbe… solo il pensiero che possa durare ore come all’Opera, solo il pensiero è una disgrazia, un dramma, anzi tragedia… basta questo pensiero e lo è, lo è non sia mai lo fosse… poi quella frase sulle femmine… o è melodramma o non puoi mica dirla… già la parola… non puoi se non è melodramma, se non è Illica, se non è Giacosa… come fa, come dice?

La Musica — Quale? … “Femmine ne vuoi? Con o senza nei…”, questa?

Il Canto — Questa, sì… È Illica… Non è Illica? Però potrebbe essere… “Qui il tacco rosso al neo sospirando dicea…”

La Musica — Il neo? E tu da un neo…

Il Canto — Ti racconto un aneddoto, storia vera… parlavo con un discografico, dirigente, alto in grado… dicevo: la canzone entra nella realtà, la realtà non entra nella canzone, la musica serve per dimenticare la realtà, anzi per farla mancare… la realtà mancante, no? … la realtà deficiente… il pubblico ha bisogno di sentirsi deficiente, mancante… ascolta la canzone e pensa “che mi manca, chi, cosa?” … al massimo la realtà entra nella misura di un neo, la parte per il tutto, come un neo posticcio su un viso settecentesco, un fare il punto sulla mappa della carne… questo dissi, sai cosa mi rispose? Mi rispose come chi ha capito tutto, mi rispose: “giusto, il neorealismo!” … Così mi rispose… ti rendi conto? È storia vera…

La Musica — Non ci si crede…

Il Canto —  … a cosa?

La Musica — Il neo, il neorealismo, non si può …

Il Canto — Cioè, non hai capito niente… aveva ragione… non lo sapeva, va bene, ma aveva ragione… certe volte l’ignoranza va approfondita… cosa vuoi approfondire, la sapienza? … la sapienza è ascensionale, punta alle nuvole e prosegue nella rarefazione… l’ignoranza è profonda… si dice profonda ignoranza, no? … non possiamo che sempre più sprofondare…

La Musica — È il primo ascolto

Il Canto — (parte in tromba con la voce) “T’odio, canzone dorata. L’immagin sei di un mondo incipriato e vano… qui, giudice in livrea, ti grido: è l’ora della morte!”

Il Testo — Io sono centenario, e sempre lo sarò …

Il Canto — Canzone dorata, t’odio, ma tu ami il mio odio e allora “io ti bramo, e anzi sol per questo, forse, io t’amo”, o piatto dorato nel quale mangio la specialità, l’alicetta, dorata anch’essa, e fritta… e una d’esse alicette, fintamente resa viva dal gioco delle mie dita, la porgo alla tua bocca… “Andrea Chénier”, atto primo… poi…

La Musica — Stai sbagliando canzone…

Il Canto —  … poi, sparecchiato il tavolo come fossimo noi due, lei e io, una irruente scopa, facemmo su quel tavolo l’amore ovvero la canzone, “La Specialità”, prossimamente… come sul cemento lo facemmo in un’altra, “Cemento” appunto…

La Musica —  … ritorniamo nell’ombra e sull’onda…

Il Canto —  … ho solo un dubbio su una pronuncia…

La Musica —  … solo su una pronuncia?

Il Canto — Curaçao, scritta con la cì con l’uncino, con la coda… La Musica —  … la cediglia…

Il Canto — … la?

La Musica — … cediglia…

Il Canto —  … ecco, la pronuncerei come è scritta, senza la coda, la pronuncerei in italiano… curasào è leziosa, curasòu, o quasi, è nasale, sembra che ho il raffreddore… la direi in italiano…

Il Testo — Insomma chi canta è un cantante?

Il Canto — Sì, direi… addii, vite limpide, candide, dolenti, stupefacenti, stupidità stupende, fede, fedeltà. santità…

La Musica —  … potere, corruzione, cravatte usuraie, maschere di onesta castità…

Il Canto — appunto, butta tutto in canzone… è un cantante…

La Musica —  … è un mestatore, è uno che mescola, che impasta, è senza scrupoli, è…

Il Canto —  …le parole delle canzoni non possono essere dette con altre parole… sono l’ultimo esempio prima della riconquista dell’afasia, le bolle di saliva del neonato, quei suoni bulicanti… poi, come all’infanzia piace dire le parolacce, al cantante, che è sempre infantile, piace dire le belle parole… cantare è neonascere per neomorir dopo qualche minuto, finita la canzone…

La Musica —  … ancora quel neo, quel neo posticcio…

Il Canto —  … le belle parole… l’euloquio, l’Euloquio Torricelli… la canzone di sé, Eulalia Torricelli, la canzone con dentro, nel testo, i nomi degli autori e dell’orchestratore… e lei che muore, muore… il titolo della canzone muore, cioè la canzone, muore di successo… e lascia un castello per uno agli autori… menzionati nel testo come in un testamento, gli autori cantati… così si fa…

La Musica —  … “di me cantare non si può, si muore”, infatti…

Il Canto —  … grande classico… che dire?…

La Musica —  Niente, parlare di canzoni è infognarsi in quella chiavica delle metafore che è la chiacchiera e la scrittura a lato di una canzoncina… è tutta una esecuzione sommaria di parole… ah, parlar di  musica, la petulante polluzione di chiacchiera: l’accordo diminuito, aumentato, i rivolti, le seste eccedenti, i gradi, il semitono spillato per l’imbastitura, capotasti e capolarato ai danni di sfruttate notine… ma nella canzone nulla è nuovo, tutto è neo… è tutto passato che non passa mai, è neopassato, chiodo fisso… è questa la conquista della canzone: una ostinata ribellione al progredire… questo avanguardismo da ferma, perché negarglielo? Perché? Oh, perché?

Il Canto — Perché il passato ha detto tutto? Come Peppino?…

La Musica —  … Totò e Cardone, già… La banda degli onesti, un palinsesto… la neovisione che non stanca mai…

Il Canto —  … una considerazione: come sono ammoscianti le scene sentimentali in quei film, i figli innamorati… cioè, è una stanchezza della comicità l’amore?… perché incapace di improvvisazione?… non so… poi torna la comicità e l’abbatte… la

comicità di razza, serissima e severissima… una rivolta generazionale al contrario?… la scuola dello sguardo obliquo di quei comici in tralice?…

La Musica —  … e anche questo: gli onesti organizzati in banda comica… fu presagio?

Il Canto —  Insomma, siamo d’accordo, allora? È un cantante, anzi di più: è un cantante da ballo… io ballo… tu balli?

La Musica —  Se lo sapesse mammina

Il Canto — Va là, ma va là

Il Testo —  Cos’è? Hai l’intimo che ti rode?

La Musica —  Che vi devo dire? E va bene, ballo, tu balli?

Il Testo —  E no… Vi ho sentito, poc’anzi, voi due… Eulalia di qua, la mamma di là…

Il Canto — Cos’è, ricominciamo daccapo?

La Musica —  Rifacciamo il teatrino?

Il Testo —  Zaino a terra… le parole se le porta il vento musicale… Balliamo

 

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