Ferrarini S.p.A.Tutti i meriti della proposta di concordato concorrente della cordata Bonterre

Un impegno garantito a livello finanziario, che gode dell’apprezzamento delle maggiori società del settore e che manterrebbe i livelli occupazionali

GIUSEPPE CACACE / AFP

Il destino di Ferrarini S.p.A. non è ancora stato deciso. La cordata formata dal gruppo Bonterre – Grandi Salumfici Italiani (uno dei protagonisti del mercato italiano ed europeo dei salumi di qualità), insieme a O.P.A.S (la maggiore organizzazione di prodotto tra allevatori di suino in Italia) e HP (società attiva nell’agrifood) ribadisce l’impegno assunto (con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Unicredit) depositando la proposta di concordato concorrente il 10 agosto 2020 al tribunale di Reggio Emilia.

Non solo: di fronte alla proposta di concordato preventivo depositata dalla stessa Ferrarini il 31 agosto, la cordata Bonterre precisa che non solo la sua offerta continua a essere mantenuta, ma è anche aperta ad arricchimenti e modifiche nel momento in cui venisse instaurata la leale procedura competitiva imposta dalla legge.

L’impegno della cordata Bonterre-O.P.A.S e HP, del resto, è già stato apprezzato da tutte le più importanti associazioni territoriali e nazionali, le quali si sono espresse pubblicamente a favore dell’offerta.

Dal punto di vista finanziario – precisano i protagonisti della cordata – gli impegni della proposta concorrente sono assicurati, fin dal momento del deposito della proposta, da fideiussioni bancarie e depositi bancari. In più va ricordata la disponibilità immediata di oltre 50 milioni di euro al servizio del ripagamento dei creditori.

La proposta avrebbe il vantaggio di costruire un processo di filiera tutto italiano, dall’allevatore al consumatore, con fruibilità certa e immediata da parte di tutte le maestranze dei vicini impianti e stabilimenti del Gruppo Bonterre e di Opas, in caso di spegnimento dello stabilimento di Rivaltella, con garanzia dei livelli occupazionali già individuati.

Per quanto riguarda l’offerta sostenuta da Amco-Pini, di cui si è parlato sulla stampa, è necessario far notare alcuni punti fondamentali.

Prima di tutto, va sottolineata la mancanza di pagamenti immediati (o nel breve) del passivo concordatario, con lo spostamento del soddisfo dal 3° anno di piano industriale in poi, con tutti i rischi connessi al pagamento attraverso le risorse della continuità aziendale, che non sono garantite.

A questo va aggiunto un altro punto. L’affermazione apparsa sui comunicati stampa, secondo cui la percentuale di soddisfo (33%) renderebbe vana la presentazione di proposte concorrenti, è del tutto unilaterale.

Non risponde alle rigorose verifiche di carattere giuridico ed economico cui è e dovrà essere sottoposta la proposta principale. E soprattutto sembra avere l’obiettivo di ostacolare l’instaurarsi della leale procedura competitiva prevista dalla legge nell’interesse dei creditori e degli altri stakeholders (in primis, lavoratori e fornitori).

Infine, la proposta Ferrarini non garantirebbe alcuna certezza sulla continuità produttiva ed industriale in Italia, mancando in capo alla famiglia Pini l’expertise nel settore dei salumi di carne suina e nella commercializzazione sui mercati internazionali del food “made in Italy”.

Non c’è nemmeno un progetto dettagliato o anche di semplice fattibilità del nuovo stabilimento – con conseguente pericolo di delocalizzazione negli stabilimenti spagnoli della famiglia Pini (i Partner Industriali chiederanno comunque nelle sedi opportune di conoscere gli accordi separati con Amco S.p.A., non ricompresi nei documenti depositati, ma che dovranno essere resi pubblici).

La cordata ribadisce la piena disponibilità verso le organizzazioni sindacali, per rappresentare loro la struttura e i contenuti della proposta Bonterre, le relative prospettive dal punto di vista industriale e occupazionale e approfondire i punti toccati dal presente comunicato.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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