La notte della democraziaTrump travolge Biden con bugie e slealtà, ora l’America si prepara al peggio

Il primo dibattito tra i due sfidanti è stato uno spettacolo umiliante, il punto più basso mai vissuto dalla politica americana, con il presidente-bullo che ha tramortito l’inerme candidato democratico. Il quale è stato efficace soltanto quando gli ha risposto: «Non hai nessuna dignità»

POOL / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP

Uno spettacolo umiliante, per i telespettatori, per il moderatore, per Joe Biden, per l’America. Donald Trump, il primo presidente antiamericano degli Stati Uniti, ha sfigurato il discorso pubblico democratico, o quel che resta, sciorinando sul palco di Cleveland del primo dibattito tra i due sfidanti per la Casa Bianca tutto il suo armamentario di bugie, contumelie e manipolazioni contro l’avversario Joe Biden, contro il moderatore Chris Wallace, contro la verità, contro la decenza. Non si era mai vista una cosa del genere, è stata una brutta serata per la democrazia americana, il demerito è solo di Trump. 

Quattro anni fa Hillary Clinton lo aveva messo a posto, il bullo, in tutti e tre i dibattiti, anche se poi ha perso le elezioni in una manciata di Stati nonostante abbia convinto tre milioni di americani in più. Questa volta, la speranza per l’America e per il mondo, con l’eccezione della Russia di Putin e in fondo anche della Cina di Xi Jinping, è che il Biden tramortito da questo primo dibattito possa avere maggiore fortuna nelle urne, sempre che Trump non dichiari la vittoria prima ancora che le schede siano contate fino all’ultima. A un certo punto, per dire, ha suggerito ai gruppi radicali di destra di tenersi pronti.

Sul palco di Cleveland si è assistito a un Biden carnage, a una carneficina di Biden, di Biden padre e di padre figlio, per riprendere la formula «american carnage» pronunciata da Trump nel discorso di inaugurazione del suo mandato quattro anni fa. Biden è apparso impacciato, invecchiato, mai così tormentato dalla balbuzie di fronte alle intemperanze, alle interruzioni, alle balle del Cialtrone-in-Chief. 

È impossibile sintetizzare le enormità dette da Trump, forse è addirittura inutile, come si è reso conto Biden in diretta televisiva. L’ex vicepresidente di Barack Obama non ha mai scalfito il muro trumpiano di fandonie né sulla tragica gestione del Covid né sulla truffalfdina elusione delle tasse, in teoria due rigori a porta vuota. Non è riuscito a farlo su nessun argomento. Per demerito suo, per impraticabilità di campo, per indecenza dell’avversario. L’unico momento in cui Biden è riuscito a colpire Trump è stato quando, esasperato, gli ha detto «non hai nessuna dignità». Trump non ha nessuna dignità, lo sanno tutti, lo sa benissimo anche lui, e in fondo è la sua forza, il carburante che alimenta all’infinito le sue bugie.

Forse a questo punto è il caso di sospendere le prossime due sfide per slealtà, per invasione di cavallette, per non abbassare ulteriormente il livello più basso mai raggiunto dalla politica americana. Se l’America sperava che una vittoria elettorale di Biden potesse porre fine a questo horror show durato quattro anni, dovrà ricredersi: il 3 novembre sera, e nei giorni successivi, il rischio di disordini sociali, di crisi istituzionale e di chissà cos’altro è molto alto.  

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta