L’età della pauraTornano i Dig Awards, i premi per il giornalismo di inchiesta

La sesta edizione si terrà dall’8 all’11 di ottobre, per la prima volta a Modena. Quattro giorni di incontri, proiezioni, film, workshop e corsi aperti a tutti. Occasione per indagare la realtà, recuperare notizie e ragionare insieme

L’età della paura. Questo è il tema della sesta edizione del Festival del giornalismo investigativo organizzato da DIG (Documentari, inchieste, giornalismi), che quest’anno si terrà a Modena – è la prima volta – dall’8 all’11 di ottobre.

Quattro giorni di incontri, proiezioni, mostre ed eventi rivolti a tutti per indagare, ritrovare e riportare alla luce storie e notizie spesso cancellate dal rumore di fondo di ogni giorno dei media mainstream.

Una missione di recupero che si avvale degli strumenti dell’inchiesta e del reportage, svolti con ogni mezzo espressivo possibile (quest’anno, per esempio, verranno premiati anche i migliori podcast).

A presidiare la giuria internazionale sarà il regista rumeno Alexander Nanau, che per inaugurare il festival, insieme a una lezione dello storico Sandro Portelli e un intervento di Elio Germano, presenterà il suo film “Collective”, incentrato sull’incendio avvenuto nel 2015 nell’omonimo locale della capitale rumena dove sono morte 64 persone. È stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2019 ma mai distribuito.

La sua è solo la prima di una serie di proiezioni che si terranno nelle sale di Modena: seguiranno i film finalisti dei DIG Awards 2020, oltre a una serie di anteprime fuori concorso: “St. Louis Superman” di Sami Khan e Smriti Mundhra (Al Jazeera) – candidato all’Oscar 2020 nella categoria Best Documentary Short – e “Italy’s Frontline: A Doctor’s Diary” di Sasha Joelle Achilli (BBC).

Da non dimenticare la collaborazione con National Geographic, con i tre programmi fuori concorso: “Sea of Shadows: trafficanti di mare”, prodotto da Leonardo Di Caprio; due puntate in anteprima della serie “Viaggio nel mercato nero con Mariana van Zeller” (in onda nel 2021 su National Geographic, canale 403 di Sky) e “California: paradiso in fiamme di Ron Howard” (in onda nei prossimi mesi su National Geographic).

E oltre alle occasioni di incontrare autori, giornalisti e reporter (ad esempio l’appuntamento dedicato al trattamento giornalistico della pandemia, con quattro reportage a tema) ci sarà, appunto, il concorso, con il conferimento dei DIG Awards.

Come è noto, sono sette sezioni: “Investigative Long”, per inchieste video di 30 minuti minimo; “Investigative Medium”, per inchieste video di 30 minuti massimo; “Reportage Long”, per reportage video di 30 minuti minimo; “Reportage Medium”, per reportage video di 30 minuti massimo; “Short”, per inchieste e reportage video di 12 minuti.

Ma soprattutto, la categoria “DIG Pitch” riservato a progetti di inchiesta o reportage video in sviluppo o pre-produzione su temi di rilevanza internazionale. I dieci finalisti di questa sezione parteciperanno a una live session davanti alla giuria di DIG (formata da broadcaster, commissioning editors e produttori indipendenti) per aggiudicarsi un contributo allo sviluppo del progetto di 15.000 euro. E poter cominciare il lavoro.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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