Alleanza AtlanticaPompeo spiega che Italia e Vaticano sono alleati degli Usa contro la Cina

In un’intervista al direttore di Repubblica, il segretario di Stato americano dice di essere «rassicurato» dalle iniziative adottate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio contro le mosse di Pechino

GUGLIELMO MANGIAPANE / POOL / AFP

«Abbiamo una forte intesa con l’Italia sulla risposta alla sfida cinese». Il segretario di Stato Mike Pompeo, in una intervista al direttore di Repubblica Maurizio Molinari a margine dell’incontro in Vaticano con il cardinale Parolin, spiega che in cima all’agenda globale c’è la sfida cinese e su questo l’intesa con il governo Conte è salda.

«Siamo concentrati su Huawei», spiega, «ma, più in generale, i loro investimenti non sono privati perché vengono sovvenzionati dallo Stato. Non sono dunque transazioni trasparenti, libere e commerciali come tante altre nel mondo bensì vengono eseguite a beneficio esclusivo del loro apparato di sicurezza. Sono azioni predatorie che nessuna nazione deve, può consentire. C’è il partito comunista cinese all’origine di questi rischi e minacce. Per questo Europa e Stati Uniti devono unire gli sforzi».

Ma la Cina sta tentando di operare anche in Italia? «Il mondo intero era addormentato davanti alla minaccia cinese, inclusi gli Stati Uniti. È stato l’intervento del presidente Donald Trump a far aprire gli occhi a tanti», risponde. «Ora prendiamo questa minaccia molto seriamente e lo stesso vale per l’Europa. Il governo italiano inizia adesso a vedere con chiarezza quali sono i rischi associati agli investimenti provenienti dal partito comunista cinese».

I settori in cui i cinesi sarebbero più aggressivi in Italia, secondo Pompeo, sono il «sistema di telecomunicazioni, della gestione dei dati e delle infrastrutture più tradizionali come strade, ponti e soprattutto porti marittimi. Si presentano con ingenti fondi sussidiati dal capitalismo di Stato rendendo molto difficile per le aziende europee competere per appalti e commesse sul piano finanziario. Si pone così un grave rischio per la sicurezza nazionale».

Ma, dice Pompeo, «sono rassicurato dalle iniziative adottate dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal suo ministro degli Esteri davanti alle mosse compiute dal partito comunista cinese in Italia».

Pompeo sminuisce invece le divergenze con il Vaticano: «Il Vaticano è con noi perché condivide la nostra rabbia nei confronti delle violazioni dei diritti umani da parte del regime cinese. Si tratta di veri e propri atti contro la dignità dell’uomo. Ma abbiamo differenze nell’approccio ovvero su come sia meglio affrontare la sfida delle relazioni con Pechino».

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