Il piano italiano top secretNext Generation Eu disponibile solo dopo giugno

Fino a due mesi di ritardo per ratificare i 750 miliardi a sostegno dell’economia. Mentre Palazzo Chigi ha imposto estrema segretezza sui progetti del Recovery Plan: in arrivo una squadra di super-commissari

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«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio Ue 2021-2027 sarà ritardato con possibili ripercussioni sugli esborsi». L’allarme – scrive Repubblica – arriva da fonti diplomatiche europee in merito alle difficoltà nei negoziati tra governi e Parlamento Ue per il varo dei 750 miliardi del programma Next Generation Eu di luglio. Un ritardo che farebbe slittare l’erogazione dei fondi all’estate.

Il rallentamento delle trattative è dovuto sia alle norme per vincolare il rispetto dello stato di diritto all’accesso ai fondi pretese dai nordici, ma rigettate da Ungheria e Polonia, sia per le richieste dell’Europarlamento di aumentare i fondi del budget pluriennale in favore dei programmi bandiera.

Dopo il round negoziale di questa settimana, si sa che un accordo sullo stato di diritto potrebbe essere vicino, ma restano distanze sull’aumento dei fondi. Nei prossimi giorni, partirà il terzo round negoziale. Ma si pensa comunque che un’intesa complessiva potrebbe arrivare entro fine mese.

Il punto è che dopo l’accordo europeo i parlamenti nazionali dovranno ratificare il pacchetto. Per incassare le ratifiche a Sure ci sono voluti più di tre mesi. Difficile pensare che per il Recovery, che è ancora più divisivo, possa volerci di meno. Per cui, anche andando alla massima velocità e chiudendo l’accordo europeo a fine mese, sembra difficile che le ratifiche possano arrivare prima di Natale. Nella migliore delle ipotesi, il Recovery slitterebbe di 1-2 mesi rispetto a inizio gennaio e così l’arrivo dei primi finanziamenti slitterebbe a dopo giugno.

Tra Parlamento Ue e governi è in corso una battaglia mediatica per attribuirsi reciprocamente le colpe dei ritardi. E quello a cui si sta assistendo è un serio danno di immagine per l’Europa, che fa felici i “Frugali”. Anche se dal punto di vista economico non sarebbe drammatico, visto che i governi i soldi del piano di rilancio li hanno già inseriti nei bilanci 2021.

Sarà però cruciale spendere al meglio questi soldi, soprattutto se – come sperano le colombe europee – si vorrà rendere permanente il Recovery Fund. Forse anche per questo, sui progetti del piano italiano vige estrema segretezza, come scrive il Corriere. I funzionari coinvolti hanno dovuto accettare regole precise di riservatezza. E a chi lavora direttamente sui progetti non è permesso portare con sé né stampare una sola pagina dai computer di Palazzo Chigi. Il premier – che media tra le richieste del Pd e quelle dei Cinque Stelle – avrebbe chiesto a Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi, di nominare un commissario con poteri straordinari per ogni grande investimento, in modo da evitare conflitti con le amministrazioni. Insomma, quello che si sa per ora è che per il Recovery Fund italiano è in arrivo una squadra di super-commissari.