La riformaNiente esame di Stato: laureati subito al lavoro

Non solo medici, la platea potrebbe essere ampliata a farmacisti, odontoiatri, veterinari e psicologi. Il ministro dell’Università Gaetano Manfredi punta a far arrivare il disegno di legge in consiglio dei ministri entro fine ottobre

Filippo MONTEFORTE / AFP

La necessità di avere medici in corsia in piena emergenza sanitaria aveva portato alla norma, prevista nel decreto “Cura Italia”, che consentiva ai neo laureati in medicina di entrare direttamente nel sistema sanitario nazionale. Senza il passaggio dell’esame di Stato. Presto, però – secondo quanto scrive Il Messaggero – altre categorie potrebbero essere esonerate dall’abilitazione: odontoiatri, farmacisti, veterinari e psicologi. Il ministro dell’Università Gaetano Manfredi lo ha ripetuto più volte, anche in audizione alla Camera. E ora sarebbe intenzionato a portare la riforma sul tavolo del consiglio dei ministri entro fine ottobre.

Il testo di riforma è stato esaminato ieri durante il pre-consiglio. Di fatto, non si tratterebbe di eliminare l’esame di abilitazione professionale, essendo previsto dalla Costituzione, ma di farlo coincidere con l’esame di laurea. Questo vorrà dire che le commissioni dovranno essere integrate con i rappresentanti dell’ordine professionale coinvolto.

Il secondo step della riforma riguarda le lauree professionalizzanti nelle materie tecniche, istituite con decreto ad agosto, e cioè geometra, agrotecnico, perito agrario e perito industriale, i cui primi laureati non si avranno quindi prima di tre anni.

Ma se il ddl vedrà la luce, la norma potrebbe essere adottata anche da altri ordini professionali. Si prevede infatti che la procedura venga attivata su richiesta dei consigli o degli organi nazionali degli ordini. Un norma che non avrebbe costi a carico dello Stato, ma che anzi determinerebbe un alleggerimento degli oneri amministrativi e burocratici, facilitando e velocizzando l’ingresso nel mondo del lavoro.

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