Biden torna negativoNancy Pelosi vuole istituire una commissione per capire se Trump è malato (di mente)

La speaker della Camera ha annunciato la prossima creazione di una Commission on Presidential Capacity, composta di medici, psichiatri e deputati. Ma non ci sono i tempi per farla davvero. Nel frattempo la frangia estremista dei trumpiani vorrebbe candidare Don junior nelle elezioni presidenziali del 2024

Afp

Il segnale e la farsa
La farsa tragica di Donald Trump è entrata nella fase, forse, della battaglia finale. Una fase sorprendente e prevedibile. Meglio, poteva esserlo se lui non avesse convinto tutti, anche gli oppositori, che lui la fa sempre franca, anche col Covid,

Con un contrappasso quello sì anticipabile, la prima figura istituzionale a dire ufficialmente che è matto e va rimosso è stata una nasty woman, Nancy Pelosi. La speaker della Camera, terza in linea se non è in grado di governare il presidente e neanche il vice (e ieri si sospettava di Mike Pence, che ha annullato i suoi impegni).

Ieri Pelosi ha annunciato la prossima creazione di una Commission on Presidential Capacity: composta di medici, psichiatri e deputati, dovrebbe «esaminare la salute del presidente in tempi di crisi e valutare l’opportunità di un passaggio dei poteri al vicepresidente». Interrogata su Trump, ha risposto: «È chiaramente sotto l’effetto dei farmaci. Chiunque di noi venga curato con medicine cosi serie è in uno stato di alterazione».

La Camera non è in grado di istituire la commissione in tempo per valutare Trump. Pelosi ha voluto lanciare un segnale. E forse contribuire a far saltare i nervi a Trump, ancora di più, perché no.

Trump e i pesci
«La California dovrà razionare l’acqua. Volete sapere perché? Perché mettono milioni di galloni d’acqua in mare aperto, nel Pacifico. Perché vogliono prendersi cura di certi piccoli pesci che non stanno bene senz’acqua». (Donald Trump, ottobre 2020, ma ce ne sono tante altrettanto belle; ha anche accusato il governatore della Virginia di essere a favore dell’esecuzione di neonati).

Trump e i seggi
Il presidente è alla Casa Bianca, abbastanza malato, e fa cose da matto. Nel frattempo succedono cose non da matti, peggio, e non sono il prodotto delle terapie con steroidi. Sono state preparate con cura, da mesi.

Come la rete di 50 mila “osservatori elettorali” che si teme molesteranno e cercheranno di tenere lontani vari tipi di elettori. Per questo i democratici stanno organizzando contro-osservatori, più, anche loro, squadre di avvocati.

E già si segnalano seggi poco sereni. I governatori di alcuni stati annunciano restrizioni e multe per gli osservatori molestatori. A Philadelphia alcuni poll watchers trumpiani sono stati allontanati perché non erano registrati, e gli account vicini al presidente protestano. E Donald Trump junior chiama alle armi in un video: «Abbiamo bisogno di ogni uomo o donna abile per l’esercito di Trump. Abbiamo bisogno di voi per sorvegliarli…Non lasciate rubare l’elezione».

I seggi e le milizie
Anche le milizie suprematiste, no-mask, neonazi e altri (alcune decine di migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti) temono brogli ai danni del loro presidente preferito. Per vari canali fanno sapere di essere pronti, in modalità stand back and stand by come da indicazioni di Trump durante il dibattito.

«Le milizie coglieranno la palla al balzo», ha detto al Guardian Steven Gardner, che le studia per il think tank Political Research Associates. «La possibilità che pattuglie armate con fucili di tipo militare si presentino ai seggi è preoccupante».

Nel Montana, per dire, l’ex governatore Steve Bullock è testa a testa col senatore repubblicano Steve Daines. I più astuti delle milizie locali pensano che George Soros stia spendendo milioni per convincere i liberal a votare più volte. E gruppi come gli United States Freedom Protectors hanno annunciato vigilanza ai seggi. Secondo Rachel Carroll Rivas del Montana Human Rights Network, «il rischio di interventi armati va preso seriamente».

Gretchen e Mike
Mike è Mike Lee, senatore dello Utah positivo al Covid dopo la festicciola nel Rose Garden. Ha deciso che per far vincere Trump vale la pena di bypassare la democrazia. Giovedì, a freddo, ha twittato: «La democrazia non è l’obiettivo; libertà, pace e prosperità lo sono…la rancida democrazia le può contrastare». Gli hanno subito chiesto che medicine prende, ma non era quello. Era un messaggio ai conservatori convinti che l’America sia «una repubblica, non una democrazia». E che a volte sia necessaria la minority rule. In ogni caso, il suo nuovo soprannome è”Musso-Lee-ni”.

Gretchen è Gretchen Whitmer, governatrice del Michigan. Giovedì sono stati arrestati sei miliziani poco democratici che volevano rapirla. Lei ha fatto presente: «Non sono milizie. Sono terroristi. Le parole contano», (ieri Trump ha attaccato anche lei, la accusa di aver messo tutto il Michigan in lockdown «tranne che per le barche del marito»).

La Not Fucking Around Coalition
Il nome fa ridere, le attività meno. La Not Fucking Around Coalition (NFAC) è formata da ex militari afroamericani, che marciano vestiti di nero e con fucili semiautomatici. Con questi outfit sono stati notati in Georgia, a Louisville in Kentucky, in genere dove si protesta per violenze razziste.

All’inizio venivano presi per nuove Pantere nere. Dicono di voler conquistare il Texas per trasformarlo in un etnostato (aridaje) afroamericano. Il capo Grand Master Jay è antisemita. In caso di scontri, potrebbero fare molti, molti più danni del black bloc. Non solo loro: in Oregon e altrove parecchi gruppi di sinistra radicale si stanno armando. E sono pronti, nelle prossime settimane, a nuovi scontri (in più comprano armi, per sicurezza, molte persone pacifiche a rischio razzismo e molte donne)

Biden torna negativo
La campagna di Joe Biden ha ripreso la pubblicità negativa, interrotta per educazione con la diagnosi di Trump, e sembra giusto.

Biden e i sondaggi
Biden ha sempre un vantaggio a due cifre nei sondaggi nazionali, vantaggi onesti ma non del tutto privi di rischio in alcuni swing states, sondaggi sorprendenti in stati repubblicani: sarebbe avanti di un punto in Iowa e Georgia, indietro di solo due in Texas, e pare ci siano rilevazioni repubblicane con dati anche peggiori, per Trump.

Florida Men, il comizio
La frangia estremista dei trumpiani vorrebbe, nel 2024, candidare alla Casa Bianca Don junior (sul serio, anche su questo ci sono sondaggi). E lui, mentre il padre con cui ovviamente ha un rapporto complicato giace malato a Washington, gira e fa comizi. L’altro ieri era a Panama City, sulla Redneck Riviera, la costa nordovest reazionaria e ruspante della Florida. Ieri era a Tampa, e ha affrontato questioni che non fanno dormire gli americani, racconta l’inviato del Tampa Bay Times: “Camminando avanti e indietro con un microfono ha aggredito la cancel culture, la famiglia di Joe Biden, la pettinatura di Nancy Pelosi, i media, le persone transgender, gli esperti, gli epidemiologi. Ha concluso con delle assurdità sulla quarantena di Bill Clinton, suggerendo “aspetta solo che Hillary lo suicidi”.

Florida Men, aggiornamenti
La polizia di Fort Lauderdale ha reso pubblica anche la seconda parte del video dell’arresto di Brad Parscale. Nel secondo episodio, l’ex campaign manager di Trump se la prende con la moglie Candace. La accusa di essere scappata di casa in bikini, essersi fatta soccorrere da un agente immobiliare, aver fatto arrivare la polizia perché lui l’aveva addobbata di botte e si era chiuso dentro con dieci armi da fuoco: «È la cosa peggiore che una moglie possa fare al marito».

Poi i poliziotti entrano in casa a prendere il telefono e una camicia per Parscale. La bodycam mostra una villa costosa ma con la sgarrupataggine del subtropico americano (la regia della miniserie dovrà farla Harmony Korine, quello di Spring Breakers e Beach Bum). Si vedono sedie da giardino spaccate, un grill di dimensioni mostruose. E una poltrona gonfiabile da piscina a forma di unicorno con la criniera arcobaleno, Parscale sta a pochi isolati da Wilton Manors, il secondo comune più queer d’America.

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