Mussolini & Di Maio momentCon lo show sul balcone della Casa Bianca, Trump annuncia di aver abolito il virus

Una parte dell’elettorato che nel 2016 aveva portato alla Casa Bianca il Cialtrone in chief sta cambiando idea. La Florida è piena di Latinx incerti che Jeb Bush vuole rendere elettori di Joe Biden. Intanto i democratici puntano il Texas, aiutati anche dal Lincoln Project

NICHOLAS KAMM / AFP

Vita col Covid
Ieri non è successo molto. I generali rilevanti del Pentagono sono in isolamento perché temono di essere stati infettati. Donald Trump ha interrotto i negoziati con i democratici per il pacchetto di stimolo per l’economia e gli americani in crisi per il Covid. Un altro consigliere di Trump, Stephen Miller detto il Goebbels di Santa Monica, ha pure lui il Covid. La Casa Bianca sta bloccando le linee guida della Food and Drug Administration per il vaccino, perché Trump lo vorrebbe prima del voto. Mike Pence, che stanotte dibatte con Kamala Harris, fa obiezioni sulla parete di plexiglas chiesta da Harris visto che Pence è in stato a contatto con centinaia di infetti (alla Casa Bianca sono circa 400; hanno più casi attivi di Covid di Thailandia, Nuova Zelanda e Taiwan messe insieme). Si pensava che Pence avrebbe apprezzato il plexiglas, che lo difendeva dalla senatrice della California, invece no. Intanto, Anthony Fauci ha detto che i medici devono tenersi pronti a un possibile peggioramento delle condizioni di Trump. Che eri non si è visto, ma ha preso iniziative e si è espresso online.

E ormai a Washington quasi tutti pensano che sia finita, che Trump perderà, che farà perdere il Senato ai repubblicani. E che – volesse il cielo, ma si temono  soppressione del voto e possibili interventi sul risultato e sondaggi che sbagliano – si potrebbe sapere chi ha vinto già nella notte tra il 3 e il 4 novembre. Poi chissà.

Il momento Mussolini
«È un Mussolini Moment», ha correttamente indicato Joy Reed quando Donald Trump è arrivato alla Casa Bianca ed è apparso da un balcone. Il parallelo già stato fatto, da Anthony Scaramucci e da tutti quelli che su Twitter lo chiamano Mango Mussolini. Ma la frase della conduttrice Msnbc è diventata virale, forse resterà nella storia del trumpismo. E della doppia valenza di tante cose trumpiane.

Ieri, tanti ripetevano e condividevano con rassegnata indignazione. Altri, guidati da vari account trumpiani, la ribaltavano in un «Mussolini Moment, bitch!» assertivo e rivendicativo come il grido di un trumpiano in vacanza che vuole altra birra (tra le reazioni ci sono inviti a studiare la storia e contro-tweet informativi con foto di piazzale Loreto, e altro).

Le informazioni fuorvianti
Dopo tre giorni di pace nel mondo, Donald Trump ha ripreso a twittare. E a postare. Ieri Facebook ha rimosso un suo post in cui sosteneva che il Covid è come l’influenza, mentre Twitter lo pubblica con un’avvertenza: Trump ha violato le regole sulla «diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente dannose relative al covid-19», il tweet resta online perché «potrebbe essere di pubblico interesse». Sempre ieri, due sondaggi hanno mostrato come gli americani preferiscano Joe Biden (di 16 punti percentuali secondo un sondaggio Nbc/Wall Street Journal, di 19 secondo la Cnn) a Trump nella gestione del Covid.

Biden Does Texas
Ora che i sondaggi danno a Biden un vantaggio nazionale fino a 16 punti (erano 14 qualche giorno fa) e un vantaggio discreto in quasi tutti gli stati in bilico, i democratici tentano una scommessa, in Texas. Perché Beto O’Rourke insisteva, e i sondaggi sugli ispanici e pure sui bianchi sono interessanti.

La campagna di Biden ha annunciato un investimento di 6 milioni in pubblicità nelle aree metropolitane texane, Houston, Dallas, Austin, San Antonio. E il Lincoln Project, il gruppo di ex strateghi repubblicani che produce spot anti-Trump, ha annunciato che spenderà un milione, con video mirati, per convincere gli elettori suburbani – anche ispanici, in Texas sono il 40 per cento – a votare Biden. Il tutto con l’hashtag #operationSamHouston, come il generale del Texas prima indipendente poi stato dell’Unione. Un nome pensato per piacere a quelli che l’altra volta hanno votato Trump.

La nuova rispettabilità dei trumpiani pentiti
«Negli swing states decideranno le donne non schierate. Storicamente votano centrodestra, ma stavolta sono esasperate dal presidente», dice un ex senatore repubblicano del New Hampshire, Judd Gregg, intervistato da The Hill. «Non sopportano il suo stile e i suoi comportamenti. Quello swing vote l’abbiamo perso e sarà un’elezione durissima per chi è candidato». Si sono allontanati le indipendenti, gli anziani, i suburbani, i maschi bianchi laureati. Gente che aveva votato Trump senza pensarci troppo su, e via via si è disamorata. Tanto che qualche analista sostiene che non c’è tanto l’“elettore timido di Trump” che non si svela ai sondaggisti. Quanto l’ex elettore di Trump via via disamorato, che nei video patriottici, testosteronici e schifati del Lincoln Project e di altri ha trovato una bandiera. E ora ha molta voglia di dire che non vota più per Trump.

Non sono, in percentuale, tanti come i neo-antiberlusconiani nel tardo 2011. Sono abbastanza da dare a Biden tra 8 e 12 punti di vantaggio in Pennsylvania (prima del Covid presidenziale erano 7). Sembra ovvio, non era scontato.

Un nuovo problema per la giudice Barrett
Il Regeneron, farmaco sperimentale prescritto a Trump per il Covid, è basato su cellule staminali umane. E si prevedono domande farmacologiche all’audizione, la settimana prossima, di Amy Coney Barrett. Barrett è cattolicissima e fa parte di una setta integralista, e i democratici si dilungheranno su ricerca e staminali per pura cattiveria.

Fidel Trump, Florida Man
Va in onda a Miami e nella contea di Dade sulle reti in spagnolo, ed è uno spot elettorale cattivo: «Dittatori. Comunisti. Nemici della libertà e dell’America. Ma amici di Trump». Non di Biden, non di Bernie. Di Trump. Intanto scorrono immagini di violenze in Venezuela, e di Trump con Kim Jong-un. Si finisce con: «Ricorda, i dittatori prima mentono e poi rovinano vite per ottenere quello che vogliono». Lo spot dei Republican Voters Against Trump, che sono in effetti un gruppo di operatori politici legati all’ex governatore Jeb Bush.

Jeb aveva annunciato un mese fa «iniziative chirurgiche» per convincere gli incerti a votare Biden. E tra gli incerti ci sono molti Latinx, che vengono da paesi con dittature (nello spot, oltre a Kim e a Vladimir Putin, si vedono Nicolas Maduro e anche Fidel Castro, e per un attimo la mente vacilla). E al netto delle polemiche e delle ingenuità, i cento fiori repubblicani antitrumpiani potrebbero portare una rinascita culturale dei post-conservatori dopo Trump (hanno sofferto, sono stati all’opposizione, creano opere con un perché).

Florida Men, aggiornamenti
L’ex campaign manager di Trump, Brad Parscale, è stato ritratto mentre fa la spesa con la moglie Candace. La coppia, scrive il Daily Mail, avrebbe raggiunto una tregua e Parscale avrebbe promesso di affrontare il suo alcolismo. Nelle foto i due sono torvi e non si guardano, ma lui è calmo e ambedue sono vestiti (nel video del suo arresto la moglie è in bikini e lui è in shorts e birra, certo erano immagini più potenti).

Florida Men, Trumptilla in Miami
Una Trumptilla è una flottiglia di barche di trumpiani. Molti, più virilmente, la chiamavano Trump Boat Parade; ma ora il nome è associato a una regata molto allegra a Lake Travis, Texas, in cui sono affondate cinque barche. Una nuova, imponente Trumptilla è stata annunciata a Miami il 15 ottobre, prima del secondo dibattito. Navigheranno il terzogenito Eric Trump, sua moglie Lara Trump, il capo ufficio stampa Hogan Gidley e “quattro ospiti segreti” (si attendono le foto, ma anche no).

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