CalendariUn giorno, un mese, un anno

Con la mente rivolta già alle prossime festività (manca appena un mese) ecco gli imperdibili di questa settimana: dalla pasta stampata in 3D alle patatine anni Ottanta, dalla sontuosità del bollito misto al magico mondo delle galline, raccontate per la prima volta in un libro verità

  1. Un endorsement: i consigli per gli acquisti di Joe Bastianich per Amazon

In vista del Natale, il colosso dello shopping online ha scelto uno degli chef più amati del momento per promuovere cinque accessori che promettono di semplificarci la vita ai fornelli. Tra gli strumenti intelligenti e connessi consigliati da Bastianich ci sono l’Inkbird Sous Vide, un roner per la cottura a bassa temperatura, e un termometro per la carne dotato di Bluetooth, che permette di monitorare la cottura della bistecca per servirla al grado di cottura desiderato. Gli amanti del vino saranno conquistati da un insolito decanter in grado di migliorarne le qualità organolettiche e dal sommelier Smart di MyOeno, uno scanner colorimetrico che misura la concentrazione in tannino, l’acidità totale e la gradazione alcolica. La collezione di accessori da cucina si completa con una macchina elettrica per fare la pasta in casa firmata Philips. Il video completo è disponibile qui.

  1. Una piccola follia: la pasta stampata in 3D

Archiviata per quest’anno l’idea delle grandi tavolate natalizie, meglio iniziare a immaginare una versione inedita del Natale, con un menu pensato per pochi intimi ma pur sempre adeguato all’occasione. Mentre girovagavo senza una meta precisa su Internet ho scoperto che esiste la pasta stampata in 3D. L’azienda che l’ha pensata, BluRhapsody, è uno spin off di Barilla; la produzione è limitata ad alcuni formati del tutto diversi da quelli tradizionali, la cui forma sfrutta le potenzialità della stampa tridimensionale: dall’unione di semola e acqua nascono piccole sculture a forma di anfora, sfera, fiocco di neve, albero di Natale, conchiglia o aragosta che diventano preziosi finger food da servire con un adeguato impiattamento. Un piccolo vezzo da chef stellati, primo target di riferimento per questo prodotto di nicchia, e non a caso tra i primi ad averla utilizzata. Si ordina qui e al momento è disponibile solo surgelata. NB: Non è economica (giusto per dare un’idea, la confezione da 12 pezzi costa all’incirca 30 euro) ma per un’occasione molto speciale potrebbe valere la pena. Soprattutto perché quando ci ricapita di cucinare la cena della vigilia per un numero di persone che sta sulle dita di una mano?

  1. Un cibo consolatorio: le patatine

Se c’è qualcosa di cui abbiamo abusato (plurale maiestatis) durante la pandemia sono proprio loro, le patatine: con la scusa dell’aperitivo, sono diventate cibo consolatorio, spezzafame, ricordo dei momenti conviviali. E dunque, se il lockdown prosegue, che patatina sia, purché di buona qualità. Le chips di Patatas Nana, azienda italiana con produzione 100% spagnola, meritano l’appellativo di gourmet. Un’esperienza di gusto insolita che parte dal nome (Nana, ninna nanna in spagnolo, è un omaggio alla Nana de Sevilla del poeta Federico Garcìa Lorca) e continua nella scelta di utilizzare soltanto tre ingredienti: patate della varietà Agria, sale marino puro (pochissimo per fortuna, grazie) e olio di girasole. In attesa di essere utilizzate le patate vengono raccolte e conservate sotto terra al buio per mantenere intatte tutte le proprietà organolettiche; quando è il momento vengono lavate, pelate e fritte a 155° C, quindi salate leggermente e imbustate. Nulla di più. Testimonia a loro favore la scadenza breve, cinque mesi, e la scelta di non usare nessun tipo di aroma. Così la patatina diventa la base perfetta per abbinamenti insoliti: la casa suggerisce di farle scaldare pochi secondi in forno a 180° C e servirle con una spruzzata di lime e pepe, oppure accompagnarle a una tartare di polipo profumato al rosmarino o, ancora, alle alici del mar Cantabrico marinate in aceto. Per chi vuole osare davvero c’è la versione dolce da servire con una spolverata di zucchero a velo. Oltre alla chips classica, è appena entrata in gamma la versione a fiammifero, in puro stile anni Ottanta, nel nuovo packaging in alluminio riciclabile 100% plastic free. Non cercatele al supermercato, si trovano solo in una serie di indirizzi selezionati oppure online.

  1. Un’idea decor con il sughero

Quante bottiglie abbiamo stappato in quarantena e, soprattutto, dove sono finiti i tappi? Io di solito  conservo “quelli belli”, in vero sughero, con stampigliato il nome della cantina, o quelli legati a un’occasione particolare e li uso per decorare l’albero di Natale che in questo modo diventa una fotografia dell’anno appena trascorso (e di quelli precedenti). Ma il riciclo non conosce limiti che non siano la nostra fantasia. Con i tappi si possono creare tantissime decorazioni a impatto zero come ghirlande, sottobicchieri, segnaposto… Qualche idea qui.

  1. Una moda d’altri tempi: l’elisir di fine pasto

Hai mai bevuto caffè o sorseggiato il tuo liquore preferito in un bicchiere da re? Io no. Per la verità questi non sono semplici bicchieri ma piccole opere d’arte della collezione Tommy Tasting di Saint-Louis: il nome corretto è gobelet, sono realizzati in cristallo chiaro o doublé (azzurro o ametista) e il tipico bordo svasato è fatto apposta per permettere agli aromi di espandersi. Piccolo particolare per gli amanti dell’estetica: il ricco lavoro d’intaglio nel doppio strato di cristallo fa intravedere il colore della bevanda al suo interno. Ma come nascono bicchieri come questi? Per prima cosa, il cristallo colorato viene portato al punto di fusione, quindi imprigionato tra due strati perfettamente trasparenti; la forma, soffiata in uno stampo, viene poi affidata al tagliatore di vetro che con infinita maestria incide i motivi della collezione Tommy: diamanti, mandorle, fili, cordoni e perle. Tocco finale, la lucidatura che aggiunge una nota sfavillante alla tavola.

  1. Un museo, anzi: una costellazione di bontà

È un momento delicato per parlare di viaggi, però nell’attesa di pianificare un week end fuori porta o la visita a un museo in tutta tranquillità si può sfruttare quel che di buono ci offre la tecnologia. La provincia di Parma, ad esempio, rende disponibili una serie di musei tematici dedicati ciascuno a un’eccellenza del territorio: dal salame di Felino al culatello di Zibello, dal Parmigiano reggiano al prosciutto di Parma, al fungo porcino di Borgotaro. Il viaggio alla scoperta della food valley italiana inizia da qui

  1. Un piatto: il bollito misto

Una ricetta che si sposa alle nebbie di fine di novembre? Sicuramente il bollito misto alla piemontese (non chiamatelo lesso in presenza di un autoctono se non volete essere accompagnati gentilmente alla porta). Più che un piatto bisognerebbe dire una religione che ha il suo appuntamento clou durante la fiera del bue grasso che si svolge ogni anno a Carrù (Cn). L’edizione 2020, prevista dal 10 al 12 dicembre, è in forse ma la magia che sprigiona questo piatto d’altri tempi, da consumare rigorosamente in compagnia, possibilmente senza astemi a tavola, rimane intatta. Il Grande Bollito Storico Risorgimentale Piemontese, molto amato da Vittorio Emanuele II, ha anche un disciplinare redatto dall’Accademia italiana della cucina. Prepararlo non è affatto uno scherzo bensì quanto di più vicino al concetto di cucina slow si possa immaginare. Il risultato? Una sinfonia di sapori in base sette: sono necessari sette tagli di carne (tenerone, scaramella, muscolo di coscia, stinco, spalla, fiocco di punta e cappello del prete), sette “ornamenti” (testina di vitello completa di musetto, lingua, zampino, coda, gallina, cotechino e rolata), sette contorni (cipolline in agrodolce, patate, rape e carote lesse, verza, zucchine e finocchi al burro) e sette salse tra cui i due immancabili “bagnetti” (salse), rosso e verde. Il tutto innaffiato da un buon Nebbiolo e, per concludere in bellezza, da una tazza di brodo fumante. Tempo stimato a tavola: almeno due ore, fatevene una ragione.

  1. Un libro sulle galline

Non ho mai pensato che le galline fossero animali poco intelligenti ma non avrei mai immaginato che il loro cervello, pur essendo piccolo, contenesse più neuroni di quello di molti mammiferi e anche di alcuni primati. E neppure che fosse loro sufficiente un po’ di allenamento per sviluppare capacità logico-cognitive tali da completare percorsi di agilità, giocare a bowling, fare esercizi di equilibrio e addirittura… suonare il pianoforte! Osservando Guerra e Pace, le loro prime galline da compagnia e quelle che negli anni le hanno rimpiazzate, Barbara Sandri e Francesco Giubbilini hanno scoperto che nel pollaio si nasconde un universo inaspettato. Già coautori del blog tuttosullegalline.it, il duo ha appena dato alle stampe Il Gallinario, Quinto Quarto editore, una sorta di bibbia illustrata sulla mirabolante vita della galline che grazie alle splendide illustrazioni di Camilla Pintonato va dritto nella lista dei regali ad alto tasso creativo.

  1. Una pratica ecologica: il gasatore

Se bevete acqua in bottiglia con un pizzico di senso di colpa perché invece vorreste ridurre la vostra impronta ecologica sul pianeta ecco qualcosa che può essere utile alla causa: il gasatore è un piccolo aggeggio che consente di aggiungere anidride carbonica all’acqua del rubinetto, evitando così l’acquisto dell’acqua frizzante in bottiglia. In vista del Natale, Sodastream ha lanciato il modello Spirit nella nuova colorazione verde country (in foto). Poco ingombrante, il gasatore può essere collocato con facilità sul piano di lavoro perché per funzionare non ha bisogno di energia elettrica: è sufficiente inserire la bombola all’interno (compresa nella confezione), avvitare la bottiglia in dotazione riempita d’acqua fino al punto indicato, e premere il bottone per liberare la quantità di Co2 desiderata. Più pressioni equivalgono a una percentuale di anidride carbonica più alta, e quindi a una maggiore frizzantezza.

  1. Una bottiglia: lo champagne “green”

Dall’acqua allo champagne, il passo non è affatto breve eppure un minimo comune denominatore c’è ed è la sostenibilità. La Maison Ruinart ha abbandonato le confezioni regalo tradizionali a favore di un packaging innovativo, un involucro interamente riciclabile composto al 100% di fibre di legno naturale. La carta setosa della second skin case si sposa perfettamente con la silhouette della bottiglia raggiungendo un perfetto equilibrio tra etica ed estetica. In vendita su Tannico e presso circuiti selezionati, winery ed enoteche.

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