Torna l’asse America-EuropaDavid Sassoli: con Biden alla Casa Bianca, ora serve «un vero governo Ue»

Il presidente del Parlamento europeo è convinto che la vittoria del candidato democratico sia «una grande opportunità per tutti». Il nuovo dialogo tra Washington e Bruxelles «è per i politici che vogliono ricollegare popolo e democrazia e segnare la rotta del XXI secolo»

(Francois Lenoir, Pool Photo via AP)

Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, è convinto che la vittoria di Joe Biden negli Stati Uniti sia «una grande opportunità per tutti». E nella prima intervista dopo le elezioni americane, rilasciata alla Stampa, prevede che l’affermazione del candidato democratico rilancerà il multilateralismo e le relazioni transatlantiche, tanto da imporre all’Europa un salto di qualità. Quello che serve, dice, è «un vero governo europeo».

Se Trump diceva che l’Europa è stata creata per danneggiare l’America, Sassoli ricorda invece il «discorso bellissimo» di Biden all’Europarlamento. Ora, dice, «è certo che non dobbiamo allentare la spinta che rende l’Ue più resiliente, più autonoma e indipendente. Ma la rinnovata opportunità è affrontare insieme con l’America le sfide comuni. E c’è qualcosa che vale sia per l’Europa che per gli Usa: povertà crescente, diseguaglianze ed esclusione sociale sono i campi di impegno».

Cosa si aspetta da Biden? «Una politica verso il resto del mondo, meno divisiva e più dialogante. Ferma su alcuni principi. E anche un ritorno degli Usa al multilateralismo, che è stato congelato nei quattro anni di Trump». E se «il modello Trump è fallito esattamente perché ha puntato sull’America di chi ce la fa», spiega Sassoli, «il nuovo dialogo Ue-Usa è per i politici che vogliono ricollegare popolo e democrazia e segnare la rotta del XXI secolo».

Ora, dopo la prima fase in cui l’Europa ha messo in campo risorse come mai prima e preso decisioni «fondamentali» sui meccanismi economico-finanziari – dalle regole sugli aiuti di Stato al Patto di stabilità fino al debito comune – Sassoli dice che «dobbiamo pensare al secondo tempo». Come? «La pandemia non si ferma. I cittadini hanno bisogno di essere protetti e la democrazia europea deve compiere passi avanti. Rispetto alla prima fase, che ha segnato forte discontinuità con i metodi liberisti del passato, serve più attenzione alle condizioni materiali delle persone. C’è troppa povertà e non possiamo stare a guardare. Nello stesso tempo, si richiede una riflessione per rafforzare i meccanismi della democrazia europea che deve essere più efficiente: serve un vero governo dell’Europa».

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