Eco-friendlyCome aziende e città stanno ripensando il presente per costruire il futuro

Il tema della sostenibilità è approdato al Festival di Linkiesta 2020. In un panel moderato dal giornalista Francesco Maselli, si sono confrontati sul tema Lucia Silva del gruppo Generali e l’assessore all’urbanistica e al verde di Milano Pierfrancesco Maran

La sostenibilità può trovare due validi alleati, anche e soprattutto, nelle aziende e nelle città. Al Festival de Linkiesta 2020 l’hanno testimoniato il capo della sostenibilità del gruppo Generali Lucia Silva e l’assessore all’urbanistica e al verde di Milano Pierfrancesco Maran.

Durante la pandemia Milano ha avuto la possibilità di ripensare i suoi spazi urbani a una velocità maggiore rispetto al passato, come suggerisce Francesco Maselli de Linkiesta. Ma quanto e come potrà cambiare in futuro? Secondo l’assessore Maran, le difficoltà attuali spingono a dare una nuova forma ai contesti urbani per diventare può rispettosi dell’ambiente. «Non si può stare fermi, bisogna impegnarsi in nuove sfide. La pandemia ci ha spinto, già da maggio, a investire in un cambiamento più rapido, ad attivare quelle strategie cui stavano guardando da diversi anni». Ne è un esempio la rete ciclabile dell’asse Buenos Aires-Viale Monza. «In un anno a Milano il numero di ciclisti è cresciuto da mille a diecimila al giorno». Il Comune si è parallelamente impegnato a spingere bar e ristorante a servirsi e occupare lo spazio pubblico: così oltre duemila attività hanno portato i loro tavoli all’aperto. «Due idee che hanno rivoluzionato gli ambienti pubblici in un modo che non si vedeva da trent’anni non solo a Milano ma anche in altre importanti città, come Barcellona e Parigi. È una prima soluzione che dà segnali positivi».

La crisi ha, però, anche acuito un problema in questo senso. «Le norme ambientali causano danni all’economia che non è in grado di innovarsi – ha ricordato Maran – Questo è noto e va riconosciuto. Detto questo, una svolta ambientale può portare alla creazione di nuovi posti e occasioni di lavoro anche in una fase delicata come questa, che è anzi il momento migliore per cimentarsi in questa impresa».

Sul tema della sostenibilità, anche le assicurazioni forniscono un importante contributo orientando i loro clienti verso soluzioni più sane. «È in atto una rivoluzione silenziosa di cui si parla poco, portata avanti dalla società di assicurazioni Generali e moti altri player: quella della sostenibilità», ha sottolineato Lucia Silva. Una priorità per la quale Generali investirà entro il 2021 4,5 miliardi in asset sostenibili e ambientali e aumenterà del 7-8% i suoi prodotti sociali e ambientali.

Generali, la compagnia italiana presente in oltre 50 paesi e che offre lavoro a 70mila dipendenti, propone la polizza “Pay as you drive”, che incentiva un atteggiamento responsabile e sostenibile. Il mantra suona “paga per quello che consumi: meno consumi, meno pagi. «Questo è direttamente collegato alla volontà di alleggerire il proprio impatto ambientale. Come assicuratori, noi siamo anche investitori che forniscono un segnale alle aziende per favorire la transizione verso scelte e strategie più “verdi”. Detto questo, riguardo la sostenibilità mi piace ricordare che non implica solo l’ambiente ma anche il sociale e il profitto».

Secondo Silva, come cittadini abbiamo il dovere di guardare il presente chiedendoci, però, che cosa succederà tra un anno. «Penso che sarà una tendenza irrevocabile quella di conciliare crescita economica e sostenibilità, nonostante oggi se ne parli ancora troppo poco».

Generali, grazie a importanti investimenti nel digital e nell’intelligenza artificiale, sta investendo in due attività per aiutare il cliente ad essere più resiliente e adottare uno stile di vita sano, anche in momenti difficili come questo: leggere i dati e fare prevenzione. «Questo è la nuova veste dell’assicuratore: aiutare il cliente a prevenire. In questo periodo abbiamo accelerato la nostra strategia di digitalizzazione per sostenerlo. Pianifichiamo per un futuro che dobbiamo poter immaginare». Soprattutto, in vista di un futuro che vede l’Italia più anziana e con un tasso di natalità sempre più basso.

Secondo l’assessore, bisogna rimboccarsi le maniche. «Negli anni 10 Milano è diventata tra i siti più attrattivi d’Europa. L’obiettivo che dobbiamo porci è accompagnare la città fuori da questa crisi globale, sapendo che non si può tornare indietro ma che, al contrario, bisogna guardare avanti «investendo in sviluppo economico, lavorando sulla sfida climatica e ambientale. Per procedere, tutti insieme, nella stessa direzione. Per ripensare la Milano di domani».