CoprifuocoOrgoglio maritozzo

Ilaria Puddu, giovane imprenditrice della ristorazione a capo di 26 locali, parla del suo lockdown, a metà tra la scuola di vita e una batosta da cui è difficile riprendersi. La sua soluzione? Arricchire i fine settimana dei milanesi con pizze gourmet e dolci alla crema

Abbiamo immaginato #CopriFuoco sull’onda emotiva seguita alla chiusura alle 23 dei locali. L’abbiamo portato avanti a maggior ragione quando la chiusura è stata anticipata alle 18. Oggi, dopo tante puntate, ci rendiamo conto che ogni protagonista con la sua testimonianza mette un tassello in più per portare alla luce un disegno generale, che ci aiuta a capire meglio la ristorazione e i suoi problemi contingenti. Una riflessione doverosa, da condividere tra colleghi ma anche per rendere i clienti più consapevoli. Andiamo avanti, alle 18 di ogni sera, sul profilo Instagram di Linkiesta.
Potete rivedere tutte le puntate qui

Ilaria Puddu si potrebbe definire una giovane imprenditrice seriale, dal momento che dal 2011 ad oggi conta ben 47 aperture.  Lei è l’anima di Gelsomina (amabile pasticceria artigianale), di Giolina (pizzeria che si definisce un inno a Milano), di Crocca (tempio della pizza croccantissima) e di Pizzium (teatro di vera poesia napoletana). Solo per citare alcune delle insegne che ha creato, insieme al suo socio, Stefano Saturnino. Si percepisce come dolci e pizza siano la sua vera passione.

Sicuramente riduttivo incasellare Ilaria in una definizione: imprenditrice, starupper, comunicatrice, interiordesigner, amministratrice. È tutto questo e molto altro, perchè ama occuparsi a 360° di ogni  aspetto creativo, organizzativo e burocratico delle sue attività. Giornate interminabili, che nascono leggendo le recensioni degli utenti, scaricando le numerose mail, facendo shooting fotografici per nuovi servizi e per i social. E poi colloqui, incontri con i dipendenti per motivarli, conti, bilanci, pagamenti, scelta dei dettagli di arredo. Insomma un mondo che porta marchiato a fuoco il suo stile.

Con all’attivo 26 insegne e circa 300 persone in esse impiegate, può raccontare con cognizione di causa un momento così complicato per il settore. Locali aperti solo per asporto/delivery, modalità che già era stata testata durante il lockdown di Marzo e che ora è consolidata.

Il momento è di grande criticità, non è semplice reggere l’urto su più locali. Ma i “ristori” stanno arrivando, aiuti da parte dello stato che non si traducono in grandissimi numeri ma che comunque contribuiscono a dare una mano. Con i locali chiusi al pubblico, è sempre il fine settimana a regalare le migliori performance. Ma non nasconde che dopo il fermento dei mesi di Settembre e Ottobre, questa nuova chiusura è stata una vera batosta. Oltre che una scuola di vita, che le ha insegnato a rimanere lucida e concentrata anche di fronte alle difficoltà. Il dopo sarà complesso, per tutto il settore, che dovrà fare i conti con una ripresa lunga e una normalità che sarà fatta di nuove abitudini.

Quello che incuriosisce è l’approccio al business ristorativo, forse più anglosassone che italiano, orientato a creare brand che poi vengono duplicati sul mercato. Brand concepiti e ideati proprio con l’intento di poterli replicare e di creare un prodotto che diventi appetibile e che possa essere venduto. Senza però mai mettere in secondo piano lo standard qualitativo, che rimane alto grazie alla scelta di produttori e prodotti di qualità e la maniacale cura per ogni dettaglio di ogni singola attività. Diversa invece la natura di alcune creazioni, come Gelsomina e Giolina, che nascono come chicche e sono destinate a rimanere tali.

Traspare la tenacia, l’ambizione e la passione di una donna che ha voluto mettere tutta se stessa in questo viaggio, senza risparmiarsi. Studiando l’ambito del food retail, la creazione di format e mettendo in campo tutte le sue risorse. Delle sue innumerevoli mansioni, sono due quelle che non abbandonerebbe mai: la cura di ogni singolo particolare che la rende “mamma” delle sue creazioni e la comunicazione, strumento imprescindibile per veicolare messaggi e tenere vivo il rapporto con i clienti. Oltre che divertente modo di esprimere creatività.

È sempre uno stimolo scoprire quante sfaccettature possa avere l’ambito food, di quante differenti ispirazioni si possa nutrire, quali molteplici declinazioni possa avere. Gustando un godurioso maritozzo di Gelsomina, che ormai è diventato un must per la Milano che lo ha scoperto, ci sembra di viaggiare, di regione in regione, di tradizione in tradizione .. oltre i confini .. per sentire che il gusto di ogni creazione gastronomica arriva al palato attraverso la dedizione e la passione di chi sa plasmare un progetto e renderlo reale, dandogli anima. Che si parli di una piccola trattoria di campagna, di un rinomato stellato in città o di una briosa catena brandizzata.

Rivedi l’intervista a Ilaria Puddu, andata in onda Martedì, 10 Novembre, qui.

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