Il piano di Speranza Vaccino anti-Covid, l’ipotesi di un doppio farmaco

Nelle linee guida che il ministro presenterà al Parlamento il 2 dicembre, è prevista la somministrazione di un prodotto diverso se il primo non garantisce l’immunità. Spunta l’ipotesi di un patentino obbligatorio per viaggiare e andare all’estero

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il ministro alla Salute Roberto Speranza il 2 dicembre presenterà al Parlamento il Piano strategico per la vaccinazione anti Covid, con la divisione delle fasce di popolazione a cui verrà somministrato il farmaco. Come scrive Repubblica, subito dopo il personale sanitario, toccherà agli over 80, poi si scenderà alle fasce d’età più giovani, con l’aiuto di personale assunto per l’occasione. In seguito, saranno fatti test immunologici per vedere se il vaccino ha funzionato. E a chi non ha sviluppato anticorpi, verrà ripetuta la somministrazione. Con l’ipotesi di dotare di un “passaporto vaccinale” chi li ha sviluppati.

Il Piano prevede capitoli su logistica, soggetti da vaccinare, sistema informativo, gestione delle reazioni avverse, comunicazione ai cittadini, sorveglianza immunologica.

Della parte logistica si occupa il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Le fiale di Pfizer arriveranno dentro a rack (contenitori) da 975 dosi in circa 300 ospedali e Rsa. Questo è l’unico vaccino che ha bisogno di bassissime temperature per non deteriorarsi (-75/-80 gradi). Le Regioni hanno assicurato di avere la tecnologia per conservarlo. Può stare fino a 5 giorni a una temperatura più alta, intorno a +4.

I primi vaccini vanno ai lavoratori del sistema sanitario, agli ospiti e al personale delle residenze per anziani. L’idea è utilizzare subito quelli di Pfizer, 3,4 milioni di dosi per 1,7 milioni di persone. Via via che arriveranno i rifornimenti degli altri produttori, la campagna si allargherà a cerchi concentrici.

Il Piano prevede di partire da chi ha più di 80 anni. Poi toccherà alla fascia degli over 75, a quella degli over 70 e così via. A queste persone si aggiungeranno cittadini più giovani colpiti da malattie importanti.

Ma con i numeri che aumenteranno, servirà nuovo personale per la somministrazione. Si annunciano così bandi per medici neolaureati ma anche infermieri. Dopo una breve formazione online sulla vaccinazione, questi professionisti saranno indirizzati nei centri vaccinali scelti dalle Regioni. Ma potranno essere coinvolti anche i medici di famiglia.

Un aspetto fondamentale è che andrà tenuta traccia di tutte le persone che hanno avuto la somministrazione. Il database servirà anche all’Aifa, l’Agenzia del farmaco, che si dovrà occupare del monitoraggio delle reazioni avverse. Ma il registro occorrerà pure per rilasciare dei patentini di avvenuta vaccinazione, che potrebbero essere richiesti per gli spostamenti, in Italia e da uno Stato all’altro.

Al ministero della Salute stanno anche progettando una campagna di test a campione per valutare dopo alcune settimane chi è stato vaccinato. Si faranno esami sierologici per capire se si sono sviluppati gli anticorpi. In caso negativo si farà un’altra vaccinazione, con un prodotto diverso. Nel tempo arriveranno vari vaccini e quindi saranno disponibili prodotti più o meno efficaci a seconda della categoria di persone ai quali si somministrano.

L’intento è di coprire, da gennaio, più persone possibile nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le disponibilità dei vaccini. Secondo gli scienziati, tra 60% e 70% della popolazione dovrebbe essere vaccinata per ottenere l’immunità di gregge. Ma i dubbi tra i cittadini non mancano. Il 25% degli intervistati in uno studio di Swg ritiene il virus frutto di un complotto. Il 75% si fiderebbe di un vaccino italiano, il 67% di uno europeo e solo il 57% di uno statunitense.

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