Riparte la verifica La ministra Bonetti: «Io e Teresa Bellanova restiamo pronte al passo indietro»

Conte convoca un confronto con i partiti di maggioranza sul Recovery Plan, dopo una domenica di tensioni. La responsabile le Pari opportunità e la famiglia (Italia Viva) in un’intervista al Corriere chiede «risposte concrete e veloci»

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Riparte la verifica di governo sul Recovery Plan. Ieri, all’ora di cena, lo staff del presidente del Consiglio ha comunicato di tutta fretta gli orari del nuovo confronto con i diversi partiti di maggioranza. Si parte oggi pomeriggio alle 15.30, quando Conte – con i ministri Roberto Gualtieri ed Enzo Amendola – incontrerà il Movimento Cinque Stelle. Alle 19 sarà il turno della delegazione del Partito democratico. Martedì 22 dicembre toccherà a Italia Viva e LeU.

La nuova verifica di maggioranza arriva dopo una domenica di tensioni. Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia di Italia Viva oggi lo conferma in un’intervista al Corriere, ribadendo di essere pronta al passo indietro insieme alla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova.

«Noi siamo in attesa di una risposta da parte del presidente Conte. Chiediamo che ci sia una svolta ma i tempi non siamo noi a dettarli bensì l’emergenza che ci chiede risposte concrete sui vaccini, sulla crisi economica, sulla riapertura delle scuole, sui progetti del Recovery plan», dice Bonetti. «Quella che abbiamo chiesto non è certo una verifica arzigogolata. Vogliamo che su tutti quei temi ci siano risposte concrete e veloci, che ci sia un’assunzione di responsabilità da parte di tutti e al servizio del Paese».

Il vero nodo resta quello dei super manager che il premier vorrebbe per il Recovery plan. «L’unico metodo possibile è coinvolgere tutto il Paese in modo trasparente, con le sue strutture democratiche e nella sua collegialità. Non certo delegare tutto a una struttura tecnica, che non si sa bene a chi risponda», ripete la ministra.

E se i supermanager dovessero entrare nel maxi emendamento che il governo presenterà sulla manovra? «Se così fosse noi la manovra non la votiamo». Considerando che ci sarà di sicuro la fiducia, il governo a questo punto cadrebbe. «La cosa non cambia», ripete Bonetti. «Non ne facciamo una questione di esercizio del potere ma di cambiamento del Paese. Per questo io e Teresa Bellanova restiamo pronte al passo indietro. Io però sono fiduciosa: non credo che il presidente arriverà a forzare la mano facendo saltare la legge di bilancio».

Eppure il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha ripetuto che in caso di crisi si va a votare. «Il ministro Boccia parla spesso di cose che non gli competono, è una sua caratteristica», commenta piccata Bonetti. «La Costituzione parla chiaro sulla necessità di verificare l’esistenza di una maggioranza in Parlamento. Nessuno può decidere oggi, la guida spetta al presidente della Repubblica. Quanto all’ipotesi del voto, certo, Italia viva sarebbe pronta».

Ma non sono solo i renziani a essere sul piede di guerra. Ettore Rosato ieri ha alzato la tensione dicendo che «ad oggi non c’è più la fiducia tra la maggioranza e il premier. Conte l’ha sciupata». Ma erano arrivate già sui giornali anche le preoccupazioni dei Dem Gualtieri e Amendola sui tempi rallentati del Recovery Plan italiano. «Siamo fermi in Consiglio die ministri dal 7 dicembre per una verifica politica di cui ancora non si vede via d’uscita», ha spiegato ieri Amendola. E con lui Gualtieri, che ha chiesto di «accelerare» sul piano.

Il messaggio arrivato a Palazzo Chigi è chiaro. Da qui gli inviti recapitati subito ai partiti. E non a caso, ad affiancare Conte negli incontri con le delegazioni della maggioranza, ci saranno anche Gualtieri e Amendola.

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