Natale nella Venezia GiuliaKuhani štrukji – strucolo in straza

Cotto nel canovaccio (straza), questo strucolo è simbolo del Natale nella Venezia Giulia: richiami al sapore della Mitteleuropa, sfumature orientali e nordiche si fondono in una ricetta antica e davvero unica

«Era un piatto che faceva sempre mia nonna e che non poteva mai mancare durante le feste». Lo strucolo in straza è un dolce antico: Elena Pintar lo prepara nella sua Trattoria alla Luna, a Gorizia: uno di quei locali davvero tipici, dove si possono assaggiare piatti tradizionali che tanti ristoranti non ripropongono più, ma che raccontano la storia e la cultura di una regione. Lo strucolo è così: «Come è evidente dagli ingredienti e dagli accostamenti – spiega Elena – deriva direttamente dalla tradizione mitteleuropea, componente fondamentale della cucina goriziana, dove confluiscono anche suggestioni friulane e veneziane, in uno straordinario melting pot che rende unica la tavola di questa città di confine, che è stata a lungo sotto l’Impero austroungarico». Ci vuole pazienza, per preparare lo strucolo, ma il risultato è eccezionale: «Per le feste la nonna preparava la versione dolce, condita con burro fuso zucchero e cannella. Ma usava fare anche quella salata, condita con burro fuso e una grattugiata di formaggio, e farcita di spinaci e ricotta o con la preziosa rosa di Gorizia, varietà di radicchio tipica della nostra terra»

Kuhani štrukji – strucolo in straza

Ingredienti

Per la pasta: 1 kg di farina, 70 g di lievito, 1 bustina di vanillina, 2 cucchiai di zucchero, 1pizzico di sale, 4 tuorli,100 g di burro, 8 cucchiai di olio

per il ripieno: 500 g di noci tritate, 2 manciate di pinoli tagliati grossolanamente, 300 g di uvetta ammollata nel rum e vino almeno un giorno prima, 6 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di pangrattato, 4 albumi, 5 dl di latte, la buccia di 1 limone biologico grattugiata, 100 g di burro

Per completare: burro, zucchero semolato, cannella in polvere, sale

Preparate la pasta: sciogliete il lievito in acqua tiepida assieme allo zucchero; fate fondere il burro su fuoco dolce. In una terrina capiente raccogliete la farina e tutti gli altri ingredienti; amalgamate e lavorate bene il tutto, quindi lasciate lievitare l’impasto, coperto con un canovaccio, per circa mezzora.

Nel frattempo preparate il ripieno: portate a ebollizione il latte; montate gli albumi in neve ben ferma; in un pentolino fate sciogliere il burro e fatevi rosolare il pangrattato fino a che non diventa dorato, quindi versatelo in una ciotola in cui avrete raccolto tutti gli altri ingredienti. Mescolate con cura.

Quando l’impasto sarà lievitato, stendetelo con un matterello in un rettangolo non troppo spesso né troppo sottile: le dimensioni saranno le stesse di un normale strudel. Stendete sopra il rettangolo di pasta uno strato di ripieno e arrotolatelo su se stesso; con le dita chiudete bene tutte le estremità. Avvolgete in un canovaccio di lino bianco lo strucolo, chiudetelo come fosse una caramella e legatelo; fatelo riposare in un luogo tiepido: deve lievitare ancora.

Intanto in una grande pentola fate bollire abbondante acqua salata; appoggiate sopra la pentola un mestolo di legno a cui avrete legato alle due estremità il canovaccio con lo strucolo; immergete lo strucolo nell’acqua in modo che resti in sospensione e non tocchi il fondo; fate cuocere per 10 minuti. Togliete lo strucolo dall’acqua, liberatelo dal canovaccio, tagliatelo a fette alte un dito e disponetele nei piatti. Condite ogni fetta con burro spumeggiante, zucchero e cannella.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club