Tattica grillinaDi Battista: con i responsabili (ma se non indagati) pur di battere Renzi

L’ex parlamentare Cinque Stelle dice alla Stampa che «il governo andava assolutamente derenzizzato», quindi «ben vengano anche Ciampolillo e la Rossi». E chiede alla maggioranza: «Si cerchino legittimamente i numeri in Parlamento tra chi non ha gravi indagini o condanne sulle spalle»

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

Dopo le notizie sull’inchiesta della Procura di Catanzaro che vede indagato anche il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, il Cinque Stelle Alessandro Di Battista ha subito dichiarato alle agenzie che bisognava prendere le distanze dal partito. «Con chi è sotto indagine per associazione a delinquere nell’ambito di un’inchiesta di ‘ndrangheta non si parla. Punto», ribadisce in un’intervista a La Stampa. «Tutti sono innocenti fino a sentenza definitiva, ma non tutti possono essere interlocutori in questa fase. Si cerchino legittimamente i numeri in Parlamento tra chi non ha gravi indagini o condanne sulle spalle».

Ma il chiodo fisso di Dibba è un altro: Matteo Renzi. «Rappresenta ciò che è rimasto del Giglio magico, il peggio dell’establishment politico», dice. «Il governo andava assolutamente derenzizzato perché non è ammissibile che uno che ha il 2% dei consensi si metta in testa di poter dettare legge agli altri».

Niente da dire, invece, sul soccorso dell’ex Cinque Stelle Ciampolillo e dell’ex fidatissima di Berlusconi Mariarosaria Rossi. «Un governo senza Renzi val bene una messa», dice Di Battista. «Quindi ben vengano anche Ciampolillo e la Rossi… A mio avviso, l’importante è non stare dietro le farneticazioni di Matteo Renzi. Continua a dire che il premier Conte ha fatto l’inciucio con Clemente Mastella. Ma che inciucio se Mastella non siede neanche in Parlamento! Sono tutte polemiche sterili figlie del peggior renzismo!».

Ma Di Battista esclude le elezioni: «In questo momento il Paese non può permetterselo». Anche perché, dice, «non mi pare eticamente giusto spendere 350 milioni di euro per mettere in piedi la macchina elettorale… Abbiamo un capo del governo, Giuseppe Conte, e dobbiamo andare avanti. L’importante è non avere più Matteo Renzi tra i piedi».

E poi chiude: «La gestione del Recovery Fund fa parte del M5S è una garanzia perché abbiamo sempre dato prova di essere un movimento parsimonioso che agisce nell’interesse degli italiani».

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