Crisi in corsoMatteo Renzi ha ritirato la delegazione di Italia viva dal governo

Il premier è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un incontro interlocutorio. In conferenza stampa il senatore di Rignano annuncia le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti, e del sottosegretario Scalfarotto

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

«La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi», ha detto Matteo Renzi in conferenza stampa da Montecitorio dove ha annunciato le dimissioni dal governo della delegazione di Italia viva, formata dalle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti, e il sottosegretario Ivan Scalfarotto.

«C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali. Qualcuno può dire che siamo un modello, io dico che dobbiamo darci una smossa». E sul Mes il leader di Italia viva ha spiegato che «vuol dire più fondi per la sanità, e non prenderli per un motivo ideologico è inspiegabile, irresponsabile. Noi non saremo mai dalla parte dell’irresponsabilità». Mentre sulla crisi di governo ribadisce che «non si fa politica con i like, ma nelle aule di governo, con tavoli istituzionali».

Nel primo pomeriggio il premier Giuseppe Conte è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per poi fare ritorno a Palazzo Chigi. Lo si apprende da fonti di maggioranza che fanno sapere che si è trattato di un incontro interlocutorio. Intanto il Recovery Plan è stato approvato stanotte nella riunione di Palazzo Chigi.

Il presidente Mattarella ha sottolineato la necessità di uscire velocemente da questa condizione di incertezza, a fronte dell’allarmante situazione causata dalla pandemia. Mentre Conte, fuori Palazzo Chigi dopo l’incontro al Quirinale, ha risposto così sulle sue possibili dimissioni in caso di un’uscita di Italia Viva. «Spero che non si arrivi a questo, sto lavorando ad un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo». Aggiungendo: «Ho sempre detto che il governo può andare avanti solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza» e «credo che una crisi non sarebbe compresa dal Paese in un moneto in cui ci sono tante sfide». Mentre sull’incontro al Quirinale ha detto: «Oggi ho chiesto un colloquio per aggiornarlo (il presidente della Repubblica ndr) del fatto positivo dell’approvazione del Recovery. La bozza ci consente di andare avanti in questo progetto».

La crisi di governo, tuttavia, non è affatto scongiurata. Lo strappo finale potrebbe infatti arrivare oggi alle 17.30, ora in cui è fissata la conferenza stampa di Matteo Renzi. In quell’occasione, come ripete da ore il leader di Italia Viva, annuncerà la decisione finale sul ritiro o meno delle ministre e del sottosegretario dall’esecutivo. Ieri sera c’è stato il primo passo verso la crisi di governo in consiglio dei ministri: le esponenti di Italia viva hanno deciso di astenersi sul Recovery plan lamentando l’assenza del Mes.

Nel frattempo il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, sta cercando di arginare la situazione: a metà mattinata Zingaretti ha chiesto che «si riapra il dialogo» perché «il patto di legislatura è possibile». Subito dopo, invece, Beppe Grillo ha lanciato un appello che ha destato ulteriore sconcerto. «Si lavori a un patto tra i partiti costruttori» scrive il capo del Movimento Cinque Stelle. Che ha specificato che il governo da difendere, secondo lui, è quello di Conte.