Sorpresa?Per fare un governo ci vuole Renzi, il quale pensa a un dream team (senza Conte)

Il nuovo gruppo europeista non porta nuovi voti al premier grillino, il quale probabilmente verrà incaricato da Mattarella. Ma si tornerà al punto di partenza: che farà il leader di Italia Viva?

Mauro Scrobogna/LaPresse

Cercasi Matteo Renzi abbastanza disperatamente, e in fondo lo dicono i numeri prima ancora che le persone in carne e ossa.

Senza Italia viva i numeri non ci sono, come da giorni sanno tutti i politici mediamente esperti, solo che si è continuato e si continua tuttora in questa pochade alla ricerca di immaginifici “responsabili” trovati qua e là tra gli sgocciolamenti dei gruppi minori salvo scoprire alla fine che è tutta gente che già aveva votato la fiducia al Conte 2, quindi si tratta di una specie di mascherata degli ultimi giorni di Carnevale.

Al Senato per esempio si sono sudate sette camicie per affastellare 10 persone, non ci si arriva, e si chiede alla senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc di aderire e dunque non sabotare il neonato gruppo Europeista, nato fra le turbolenze degli adepti su chi doveva fare il capogruppo, alla fine l’ha spuntata un senatore che si chiama Raffaele Fantetti che oggi avrà l’onore di salire al Colle per la seconda giornata di consultazioni (ieri solo gli incontri con Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico).

E allora si torna a Renzi, dopo gli anatemi di due settimane alimentati dai Cinquestelle (sempre più incomprensibili) ma anche dal Partito democratico, tanto che i segretari provinciali dem dell’Emilia avevano scritto una lettera per dire «mai con Renzi» interpretando la linea di quel momento, linea che però poi è piano piano cambiata visto che conduceva in un vicolo cieco.

E dunque si arriva alla Direzione del partito di ieri dove Nicola Zingaretti (ha parlato solo lui, tipico dei momenti difficili, e ha avuto l’unanimità) ha svolto un discorso molto impegnato, consapevole della difficoltà del momento: è stato un intervento diverso che, pur nella dura critica, ha di fatto auspicato la ripresa del dialogo con Renzi nello stesso momento in cui ha parlato di «un governo con ampia base parlamentare», che non è esattamente l’identikit di un esecutivo affidato ai ghiribizzi e agli starnuti dei cosiddetti Responsabili. Lo spauracchio delle elezioni non viene più brandito, anzi ha negato di averle mai desiderate.

Somiglia molto alla linea di Base riformista che da giorni lavora per il dialogo con Italia viva ben comprendendo che i numeri senza quelli di Renzi non ci sono (e forse nemmeno spaccando Italia viva, ipotesi accarezzata da molti): Giuseppe Conte – nome secco che Zingaretti farà a Sergio Mattarella – dovrebbe guidare un nuovo governo proprio con la maggioranza di prima con in più i Responsabili e altri che vorranno venire.

Già, ma Renzi? Renzi non scopre le carte per ora. Non dirà né sì né no su Conte e non farà altri nomi. Se l’avvocato del popolo dopo le consultazioni, cioè nel fine settimana, riceverà l’incarico (o un meno impegnativo pre-incarico) – a meno che il Presidente della Repubblica non voglia ulteriormente approfondire la riflessione con un secondo giro – dovrà trattare con Renzi sul programma e la compagine.

E le premesse non sono delle migliori. Italia viva potrebbe definitivamente staccare la spina al premier e cambiare completamente spartito, gettando sul tavolo una proposta a sorpresa che scompiglierebbe i tradizionali giochi dei partiti, una novità che azzererebbe la situazione. Sono solo voci, impressioni.

Si sente parlare di dream team, di un premier fuori dai giochi parlamentari. Idee che toglierebbero Renzi fuori dal dilemma Conte sì-Conte no. L’unica cosa chiara finora è che la crisi si allunga.

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