Un 2021 fuori programmaL’anno più strano dello sport

La pandemia ha costretto a posticipare Olimpiadi, Europei e Copa América, così sono cambiate aspettative e prospettive di campioni che hanno dominato le competizioni degli ultimi vent’anni: da Simone Biles a Federica Pellegrini, da Roger Federer a Cristiano Ronaldo e Lionel Messi

Alfredo Falcone/LaPresse

Il 2021 sarà un anno insolito per lo sport. Solitamente le manifestazioni più importanti, a partire dalle Olimpiadi, ma anche Europei e Mondiali di calcio, si svolgono in anni pari, così come la Ryder Cup di golf da vent’anni a questa parte. La pandemia però ha costretto a ricalibrare e riposizionare in calendario le competizioni, stravolgendo i programmi di atleti, squadre, federazioni.

Il caso più evidente è quello delle Olimpiadi di Tokyo e degli Europei di calcio. Le due manifestazioni hanno scelto di mantenere la denominazione ufficiale, con il 2020. Soprattutto per motivi di marketing, come spiega il New York Times: «Quando sono stati rinviati gli Europei, la pianificazione era già completata, i biglietti erano pronti all’emissione e il merchandising con il marchio Euro 2020 era pronto per arrivare nei negozi. Molti dei partner commerciali della Uefa hanno preferito che il torneo mantenesse il nome di Euro2020, per ridurre al minimo le perdite sui prodotti già realizzati».

I Giochi di Tokyo del 2021 saranno un ponte generazionale. Intanto non ci saranno due fenomeni che hanno dominato le loro discipline dall’inizio del secolo. L’assenza di Michael Phelps e di Usain Bolt creeranno enormi vuoti di potere ad uso e consumo delle nuove generazioni. Ma sarà anche l’occasione per vedere all’opera alcuni veterani che hanno un’ultima Olimpiade da sfruttare. Come ad esempio Ryan Lochte e Justin Gatlin, con quest’ultimo che in caso di oro sui 100 metri, a 39 anni, batterebbe il record Linford Christie a Barcellona, quando vinse a 32 anni e 121 giorni.

Per molti atleti nell’ultimo tratto della carriera un anno di ritardo potrebbe cambiare ogni prospettiva di successo a Tokyo. È il caso di Simone Biles, probabilmente la ginnasta migliore di tutti i tempi. Biles arriverà in Giappone a 24 anni compiuti e per una ginnasta vuol dire essere già molto oltre il prime fisico: 9 delle ultime 11 vincitrici di ori olimpici nella ginnastica artistica avevano meno di 19 anni, e una delle eccezioni è proprio Simone Biles, che aveva poco più di 19 anni quando vinse l’oro all-around ai Giochi di Rio nel 2016.

Per lei il rinvio delle Olimpiadi significa quasi sicuramente perdere elasticità e flessibilità rispetto alle concorrenti di 16, 17 o 18 anni. Ma se c’è un fenomeno che può sconfiggere anche Father Time nella ginnastica è sicuramente Simone Biles.

Sarà l’ultimo valzer anche per Roger Federer, che dopo un 2020 quasi senza partecipazioni alle competizioni tennistiche ha annunciato che salterà anche gli Australian Open di febbraio. Il suo obiettivo è arrivare al top alle Olimpiadi di fine luglio: a 40 anni cercherà l’ultimo grande titolo che manca a una delle carriere più brillanti della storia dello sport.

Anche l’Italia saluterà a Tokyo una grande atleta: «Pensavo che il 2020 fosse l’ultima stagione agonistica. Avrei preferito gareggiare quest’anno, ma si tratta solo di riprogrammare tutto. E speriamo che il fisico regga ancora per un anno», aveva reagito così Federica Pellegrini alla notizia del rinvio dei Giochi. Inoltre lei stessa ha recentemente parlato della fatica che sta facendo per ritrovare il top della condizione, fisica e psicologica, dopo il Covid.

Ha una prospettiva diametralmente opposta la giovanissima Benedetta Pilato, che può lavorare per perfezionare i suoi movimenti in vasca da qui al 13 dicembre 2021, quando inizieranno i Mondiali di nuoto in vasca corta (25 metri) inizialmente in programma a dicembre 2020. A 15 anni Pilato è la nuova promessa del nuoto italiano: a ottobre è entrata nella storia del nuoto azzurro grazie al tempo record – 28 secondi e 97 centesimi – ottenuto a Budapest nei 50 metri rana, primato poi ritoccato due volte fino ai 28’’81. Il 17 dicembre invece ha infranto un nuovo record italiano sui 100 metri rana in vasca lunga agli Assoluti di Riccione, con il tempo di 1’06’’02 con cui ha conquistato il pass per i Giochi di Tokyo.

Prima delle Olimpiadi però ci saranno la Copa América e gli Europei di calcio, e potrebbero essere l’ultimo appuntamento nei tornei continentali per Nazionali di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Quando si disputeranno le edizioni del 2024, infatti, i due avranno rispettivamente 37 e 39 anni: potrebbero essere ancora in campo, certo, ma non è così scontato. E non necessariamente saranno dominanti in campo come lo sono oggi. Negli ultimi 15 anni sono stati l’attrazione migliore dell’intero panorama calcistico ma, la prossima estate, vederli condurre Argentina e Portogallo alla ricerca del titolo continentale – sarebbe il primo per Messi, il secondo per Ronaldo – sarà un’esperienza diversa da tutte le altre del passato.

Il 2021 potrebbe essere anche l’anno in cui l’Italia si ritrova al centro del mondo tennistico. C’è il valore simbolico del torneo Masters di fine anno, che si organizzerà a Torino – accordo con la Atp fino al 2025 – ma la vera curiosità è tutta per la nuova generazione di talenti. L’Italia sta vivendo un periodo particolarmente brillante, come non lo si vedeva da tempo, soprattutto nel circuito maschile: ci sono 8 tennisti in Top 100 (quarta nazione al mondo dietro Francia, Spagna e Stati Uniti) ma soprattutto c’è l’hype per l’esplosione dei due migliori teenager al mondo, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Senza dimenticare che Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego hanno rispettivamente 24 e 25 anni. Il 2021 non dovrà necessariamente portare trofei e vittorie, ma era da tempo che l’Italia non sentiva di avere tra le mani una mole simile di talento tennistico da modellare, sviluppare e aspettare con trepidazione.

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