Corona EconomyL’aiutino agile ai conti pubblici, la «smart working fatigue» e l’ossessione per lo sfondo

Nella newsletter di oggi, gli studi di Bankitalia sui benefici del lavoro a distanza per le casse dello Stato e quelli dell’Università Cattolica sugli effetti collaterali di dieci mesi senza ufficio. E poi: il Recovery Plan a rischio con la crisi politica, lo sciopero dei navigator e i corsi di preparazione dei precari delle politiche attive per la stabilizzazione, la richiesta di una vera politica industriale e la cattedra di Jill Biden

(Unsplash)

IL LAVORO DA CASA FA BENE AI CONTI PUBBLICI (MENO A NOI)
Anche la Banca d’Italia ora si occupa di smart working, con tre studi dedicati al tema. Per i ricercatori di Palazzo Koch, il lavoro da casa è stato un antidoto contro la cassa integrazione, riducendo quindi il peso della crisi sulle finanze pubbliche.

Chi è smart e chi no La retribuzione dei lavoratori in smart working – spiegano – è stata superiore del 6% rispetto a quelli che non hanno lavorato da casa, anche grazie a una media di 2 ore lavorate in più. Chi ha lavorato da remoto ha visto scendere la probabilità di finire in cassa integrazione (-10%), di cercare un altro lavoro (-2,3%), ma anche anche la preoccupazione di perdere il posto entro sei mesi (-3%).

L’Inps ringrazia Bankitalia sostiene quindi che il lavoro agile ha prodotto sia benefici privati, preservando posto di lavoro e buste paga, sia collettivi, poiché il minore ricorso alla cig riduce il costo implicito per i conti pubblici. «Ha consentito di limitare l’impatto negativo su produzione, fatturato e occupazione delle imprese». Senza lo smart working, le conseguenze dello shock della pandemia sulla domanda aggregata e sull’occupazione sarebbero state molto più pesanti, concludono.

E noi? Il bilancio di dieci mesi di lavoro forzato in casa, però, per gli smart worker è tutt’altro che positivo. L’Università Cattolica di Milano ha decretato l’esistenza della «smart working fatigue», con la comparsa di sintomi psicosomatici, ansia, percezione della riduzione della qualità della vita, diminuzione del tempo libero ed estensione incontrollata dell’orario di lavoro.

 

PAZIENTE ITALIANO
Indebitati Dopo il via libera del Parlamento al nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi, il quinto decreto ristori dovrebbe vedere la luce questa settimana. Anche se la crisi di governo rischia di farlo slittare.

  • Nella lettera alla commissione Ue, Gualtieri ha scritto che gli aiuti contro la pandemia ci saranno finché sarà «necessario», ma saranno «oculati», e che il deficit sarà solo temporaneo. Intanto, la ricaduta dei costi della pandemia tocca quota 165 miliardi. E il debito sale.

Deadline 31 marzo Il pacchetto lavoro del decreto dovrebbe essere intorno a 8 miliardi. Oggi i ministri Gualtieri, Catalfo e Patuanelli dovrebbero incontrarsi per provare a trovare una soluzione sul blocco dei licenziamenti oltre il 31 marzo. M5S e sindacati vorrebbero allungarlo fino all’estate per tutti; per il Pd si può arrivare a fine giugno solo per le imprese che usano la cig Covid; per Confindustria va prorogato solo a chi ha chiuso «per decreto».

Cercasi piano Dopo aver incontrato i sindacati, il governo questa settimana ha in programma il confronto con imprese (oggi) e banche (domani) sul Recovery Plan. Dall’Europa, cresce la pressione per rafforzare il piano. Il commissario Gentiloni ha ribadito la necessità di dettagliare riforme e tempi. Sassoli oggi ha scritto al Messaggero che «il Recovery Fund non aspetta». La proposta di piano è sul tavolo delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, che dovrebbero avviare l’iter di esame questa settimana, stilando il calendario di audizioni. Intanto Amendola nel weekend ha avvertito: «Se si sciolgono le Camere, salta il Recovery».

I numeri della crisi/1 Secondo i dati dell’Inps, si contano 662mila posti di lavoro in meno in un anno, nonostante il blocco dei licenziamenti e 4 miliardi di ore di cassa integrazione autorizzate.

I numeri della crisi/2 Circa 1,2 milioni di lavoratori di 200mila imprese non hanno ancora ricevuto l’assegno della cassa integrazione, molti di loro da marzo 2020 – scrive Repubblica. Questa settimana, intanto, torna a riunirsi a Roma il tavolo per la riforma degli ammortizzatori sociali.

Politiche attive I navigator manifesteranno a Roma e in altre città il 9 febbraio per chiedere il rinnovo del contratto in scadenza ad aprile. I sindacati UilTemp, Nidil Cgil e Felsa Cisl hanno proclamato una giornata di mobilitazione nazionale. La Cgil chiede di inserire il rinnovo del contratto per un anno nel milleproroghe in discussione alla Camera. I precari storici di Anpal, intanto, hanno avviato dei laboratori di autoformazione per prepararsi alle selezioni per la stabilizzazione.

Cronache da Chigi Non si sblocca la trattativa per il rinnovo del contratto dei dipendenti di Palazzo Chigi. È stata rimandata al mittente la proposta di un aumento di 125 euro, nonostante sia superiore del 50% rispetto a quello ottenuto dagli altri statali.

 

POLITICA INDUSTRIALE
Autostop Dopo l’incontro con il ceo di Stellantis Carlos Tavares, il segretario della Fim Benaglia ha spiegato a Linkiesta che il governo dovrebbe prestare attenzione alla partita che si sta giocando per gli stabilimenti italiani. E chiede che si faccia politica industriale con atti concreti, non con gli annunci. Intanto il viceministro Misiani ha detto che la presenza dello Stato nel nuovo gruppo automobilistico non deve essere un tabù.

Patto d’acciaio Per il rilancio dell’Ilva, il governo starebbe pensando di affidare la presidenza a Stefano Cao, ad di Saipem. Ma mentre il prezzo dell’acciaio ha raggiunto i massimi da dieci anni, gli impianti continuano a lavorare ai minimi. Arcuri, a Genova per la commemorazione di Guido Rossa, ha promesso investimenti a breve.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Professor Flotus Jill Biden continuerà a insegnare inglese anche dopo l’insediamento del marito alla Casa Bianca: è la prima first lady della storia americana a mantenere un lavoro retribuito. Nel suo primo discorso, ha ringraziato gli insegnanti.

Ognuno è smart a modo suo In attesa di una regolamentazione generale dello smart working, in Italia ogni azienda si fa le sue regole. Ad esempio: per Enel niente mail la sera e nei festivi, mentre Poste ha stabilito che chi fa pausa oltre 90 minuti deve avvisare.

Ossessionati dallo sfondo Il lavoro da remoto ci sta facendo diventare paranoici? Il New York Times racconta che siamo sempre più ossessionati dal giudizio dei colleghi sulle nostre case quando ci colleghiamo nelle videoriunioni.

ECONOMIA IN QUARANTENA
Solo Pechino cresce Nell’anno orribile della pandemia, la Cina è l’unico Paese sviluppato al mondo a chiudere il 2020 con l’economia in crescita anziché in calo. A spingere la ripresa, sono state le esportazioni e gli investimenti. Ma nel Paese è aumentata la disparità tra ricchi e poveri e il reddito delle famiglie è cresciuto più lentamente rispetto al Pil. E anche loro hanno problemi col debito.

Domande per il 2021 Com’è possibile che un vestito costi meno di un panino? Dal magazine de Linkiesta con il New York Times.

AGENDA Si aprono oggi i lavori “virtuali” del World Economic Forum di Davos, mentre giovedì arriva il dato sul Pil americano del terzo trimestre. Sul fronte italiano, oltre al voto decisivo di mercoledì sulla relazione Bonafede sulla giustizia, è una settimana di confronti tra governo e parti sociali sul Recovery Plan. Sempre sul piano dovrebbero partire le audizioni in Parlamento e giovedì arriva il dato sulla fiducia di consumatori e imprese.

 

Ps: Avete già sfogliato il nuovo magazine Linkiesta Forecast, in collaborazione con il New York Times? Si può comprare qui, in un circuito di librerie indipendenti e nelle edicole di Milano e Roma.

Buona settimana,
Lidia Baratta

 

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