Tratto da una storia veraI navigator di Di Maio scioperano contro il governo Conte (what a time to be alive!)

Il 9 febbraio ci sarà una manifestazione a Roma e in altre città con i sindacati di categoria: il contratto degli unici beneficiati delle politiche sul lavoro grilline termina il prossimo 30 aprile e le sigle UilTemp, Felsa Cisl e Nidil Cgil chiedono di prolungare almeno fino a fine anno. Al momento però la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo non ha ancora firmato la proroga

LaPresse/Claudio Furlan

Il prossimo 30 aprile scadrà il contratto di lavoro dei 2.680 navigator sparsi in tutta Italia. Si parla da settimane di una possibile proroga, ma agli atti ancora non c’è nulla di concreto. Nessuna traccia di quella stabilizzazione sbandierata dal Movimento Cinque Stelle nel 2019, quando l’allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio li aveva inquadrati come panacea per i mali del mercato del lavoro italiano.

Il prossimo 9 febbraio ci sarà una manifestazione a Roma, in piazza Montecitorio, e in altre città per chiedere al governo quanto meno un tavolo di confronto per prolungare l’accordo in essere.

«Parliamo di lavoratori il più delle volte laureati che hanno vinto un concorso, lavorato e fatto esperienza, e rappresentano per il settore pubblico delle professionalità che stanno maturando: riteniamo necessario non sciupare quanto percorso e ragionare in un’ottica di continuità occupazionale», dice a Linkeista Luca Barilà, segretario nazionale di Felsa Cisl, che ha organizzato la mobilitazione di martedì 9 febbraio con gli altri sindacati della categoria, UilTemp e Nidil Cgil.

«La proroga – aggiunge Barilà – serve anche per avere il tempo di fare un ragionamento più ampio sul futuro di questa figura. Solo che fino a oggi il ministero, che deve firmare il nuovo dispositivo di legge, non ci ha mai concesso un tavolo di confronto».

Già lo scorso dicembre i sindacati lamentavano in una nota l’assenza di un provvedimento in merito nella bozza della legge di bilancio: «Non vi è alcuna traccia del rinnovo contrattuale atteso dalle lavoratrici e dai lavoratori in forza presso Anpal Servizi. Ci saremmo aspettati ben altro approccio, anche in considerazione dell’annunciato sviluppo delle politiche attive da sempre sbandierato dal Governo. Invece andiamo incontro alla creazione della ennesima sacca di disoccupati». E nei prossimi mesi, in particolare dal 31 marzo, data di scadenza del blocco dei licenziamenti, potrebbe esserci un aumento notevole aumento della disoccupazione.

«Con i navigator è stato fatto un investimento importante da parte del governo. Buttarlo al vento, con l’attuale situazione economica e lavorativa, sarebbe una follia», dice il segretario organizzativo UilTemp Gianvincenzo Petrassi. «Anche la ministra Nunzia Catalfo aveva parlato dell’intenzione di prorogare il contratto dei navigatori, ma è venuto il momento di vedere dei riscontri ufficiali perché fin qui non è stato fatto nulla».

Il costo dei navigator non è certamente basso: sono stati impegnati 270 milioni in un anno e mezzo. E a inizio dicembre qui a Linkiesta avevamo raccolto un po’ di numeri: di poco più di 1,3 milioni di beneficiari del reddito attivabili al lavoro, 352mila hanno avuto un contratto; di questi solo 192mila sono ancora attivi. E in questo calcolo sono conteggiati tutti i tipi di contratto, anche quelli brevissimi di pochi giorni, mentre quelli stabili sono solo il 15,4%. Ma va ricordato che in questi dati (fonte Agenzia nazionale delle politiche attive) non è possibile distinguere quanti di questi posti sono stati trovati grazie ai navigator.

A ogni modo, da più parti è stata fatta richiesta di continuare a investire sui navigator. A inizio settimana il presidente dell’Agenzia nazionale delle politiche attive (Anpal) Mimmo Parisi, in audizione alla Camera, aveva spiegato che le risorse per prolungare almeno fino a fine anno ci sono, facendo un appello al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di cercare una strada per valorizzare «un percorso innovativo volto a trasformare le politiche del lavoro in Italia».

C’è stata soprattutto una presa di posizione anche da parte delle Regioni, in particolare tra quelle del Mezzogiorno. In Sicilia, ad esempio, i navigator sono oltre 400 e l’assessore regionale al Lavoro Antonio Scavone ha chiesto al governo di prolungare i contratti: «A oggi non risulta in alcun atto del governo nazionale la volontà di prorogare l’attività dei navigator e come Sicilia ci uniamo all’appello della Puglia». Il riferimento di Scavone è a una doppia lettera che l’assessore con delega al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo ha inviato al ministero e alla Conferenza delle Regioni giovedì scorso.

«Il ministro Catalfo non mi ha ancora risposto, ma siamo riusciti a inserire la discussione tra i punti all’ordine del giorno della prossima IX Commissione della Conferenza delle Regioni che si terrà martedì 26 gennaio e parteciperanno gli assessori di tutte le regioni», dice a Linkiesta l’assessore pugliese Leo.

Anche lui spiega che il focus principale deve essere quello della continuità lavorativa, unito al «controsenso logico di rinunciare a dei lavoratori ormai qualificati che sono già entrati in contatto con il tessuto imprenditoriali e i centri per l’impiego delle Regioni. Sarebbe un paradosso se producessimo disoccupazione da un personale incaricato di trovare posti di lavoro».

Il 30 aprile non è poi tanto lontano. I 2680 navigator hanno posti di lavoro con una data di scadenza. Adesso la palla passa alla ministra Nunzia Catalfo e al governo che fino a ora ancora non sono andati oltre la dichiarazione d’intenti: dovranno decidere se investire nelle tanto sbandierate politiche attive, soprattutto se farlo puntando ancora sui navigator.

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