Meno seiImpeachment, la settima bancarotta di Trump e altre cose degli ultimi giorni dell’incubo americano

Il presidente è ormai è agli sgoccioli: senza social non ha più attenzioni, lavora meno del solito, l’agenda è vuota. Gli restano solo i problemi, deve organizzare una difesa per i tribunali ma non trova gli avvocati. Intanto Washington si prepara per l’Inauguration day di Biden, e dopo i fatti del 6 gennaio non sarà facile organizzare un evento in tutta sicurezza

Lapresse

Trump è invisibile
Nel giorno del secondo impeachment, Trump è rimasto alla Casa Bianca. Ha parlato al telefono più del solito perché è stato cacciato da tutti i social network, e non è ricomparso su Gab e altre piattaforme di estrema destra che lo avrebbe preso solo perché il genero si è messo di traverso. I commentatori parlano di «quasi invisibilità sociale nel momento più pericoloso della sua presidenza», e quasi nessuno pensa sia un male.

In questi giorni, raccontano, Trump sta lavorando meno del solito, insomma non lavora affatto. Si occupano di tutto il suo staff e Mike Pence, che ieri ha presieduto la task force sul Covid (gli Stati Uniti sono a tremila morti al giorno). Questa settimana, Trump aveva un solo evento in agenda, la consegna della Medal of Freedom all’allenatore dei New England Patriots Bill Belichick, ma dopo l’insurrezione trumpiana del 6 gennaio Belichick ha deciso di rifiutare.

Trump verso la settima bancarotta
Le banche con cui faceva affari ovvero debiti (centinaia di milioni di dollari) lo hanno lasciato. La federazione golfistica ha deciso di non tenere tornei al suo club di Bedminster nel New Jersey. Ieri il sindaco Bill de Blasio ha annunciato che rescinderà i contratti della Trump Organization con la città di New York. E molti prevedono che il quasi ex presidente viaggi verso la settima bancarotta (le altre sono state quelle dei suoi tre casinò ad Atlantic City, dell’Hotel Plaza di Manhattan, della Trump Hotels Casinos and Resorts, della Trump Entertainment Resorts).

Dopo l’annuncio di de Blasio, il terzogenito Eric Trump, intervistato dalla Associated Press, ha spiegato che anche questo è un caso di «liberal cancel culture». E che suo padre lascia la presidenza con un “brand potente” sostenuto da milioni di elettori che lo seguiranno “fino alla fine del mondo” (la confusione di Eric tra attività commerciali e consenso politico è cosa di famiglia).

Trump ha problemi con gli avvocati
Secondo due fonti della Cnn, Trump sta ri-ingaggiando Alan Dershowitz, come ai bei tempi del primo impeachment. Dovrebbe esserci anche Rudy Giuliani, non sembra esserci una strategia legale. Molti avvocati di Trump, tra cui Jay Sekulow e l’ex procuratore dell’impeachment a Bill Clinton, Kenneth Starr, non hanno voluto essere coinvolti. Il capo dell’ufficio legale della Casa Bianca, Pat Cipollone, stava per dimettersi dopo l’assalto al Campidoglio, e Trump non lo ama (non si capisce poi se ci saranno auto-perdoni presidenziali per Trump e i suoi cari, o se si dimetterà al novantesimo per farsi perdonare da Pence).

Golpidioti in Campidoglio
Quelli del 6 gennaio sono stati gli insorgenti più facili da rintracciare degli ultimi decenni, si sono filmati, fatti selfie, andati in streaming, postato video. Tra loro ci sono vittime delle disuguaglianze, specie scolastiche, e poi molti piccoli imprenditori, molti veterani e poliziotti, e qualche parlamentare statale molto sicuro del successo del golpetto, o molto fesso. Come Doug Mastriano, State senator della Pennsylvania, che ha affittato pullman per portare trumpiani a Washington e si è fatto molte foto. E come Derrick Evans, neoeletto al Camera del West Virginia, premio per il miglior Golpidiota: entrato in Campidoglio indossando un casco da motociclista, è andato in diretta col telefono, e gridava «siamo dentro! Siamo dentro! Derrick Evans è nel Campidoglio!» (Poi è stato arrestato e si è dimesso).

Mikie Sherrill e i repubblicani in giro
Con un video su Facebook, la deputata del Maryland Mikie Sherrill ha fornito una possibile spiegazione dell’abilità degli assaltatori di muoversi dentro il Campidoglio, dove tutti si perdono. Sherrill ha raccontato di aver visto deputati repubblicani, il 5 gennaio, portare in giro per il palazzo gruppi di persone che lei ha riconosciuto il giorno dopo. Il suo collega Tim Ryan dell’Ohio ha detto di conoscere «un paio di nomi», Sherrill ha denunciato, dicendo «voglio assicurarmi che non servano più in Congresso» (in effetti).

L’inaugurazione in guerra
«Joe e Kamala dovrebbero scappare a Las Vegas e inaugurarsi senza dircelo», ha twittato ieri il comico Randy Raimbow, e pare sia una buona idea. Perché a Washington ci sono 15 mila soldati della National Guard, la zona tra Campidoglio e Casa Bianca è occupata militarmente, la sindaca Muriel Bowser ha chiesto ai cittadini di stare lontani dal centro. Airbnb ha cancellato tutte le prenotazioni per i giorni dell’insediamento di Biden-Harris. Google ha sospeso le pubblicità politiche fino a dopo l’inaugurazione.

Dopo il briefing per i deputati, Conor Lamb, democratico della Pennsylvania, ha parlato con i media: «Prevedono 4.000 patrioti armati venuti a circondare il Campidoglio per impedire di entrare». Intanto i patrioti si sono spostati sulle chat di Telegram, dove organizzano prossime violenze e condividono manuali militari come lo “US Army explosives and demolitions manual” e lo “US Army Engineer course”, e poi cose suprematiste (il canale più seguito, con 28 mila membri, è quello dei Proud Boys).

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