Ultimo giorno di consultazioniBerlusconi dice che la svolta di Salvini è «un atto di saggezza»

Il leader di Forza Italia si rammarica per il «no» di Giorgia Meloni al nuovo governo Draghi. E definisce le resistenze dei Cinque Stelle a governare con lui come «dimostrazioni di infantilismo politico». E sul nuovo esecutivo: meglio senza leader politici

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il governo che sta per nascere sarà politico, sebbene con la presenza di tecnici, perché politico è un governo di «unità nazionale». Silvio Berlusconi parla per la prima volta a Repubblica dopo l’incarico a Mario Draghi, a cui chiede di «tenere conto delle indicazioni dei partiti», ma di far prevalere la «qualità». Della svolta di Salvini non si stupisce: «Era stato già al governo col M5S». Mentre della scelta della «signora Meloni» si «rammarica». Quanto ai grillini insofferenti per la convivenza con lui, commenta: «Infantilismo politico».

Il Conte ter, secondo Berlusconi, non era la soluzione davanti a una situazione così drammatica: «Di fronte a tutto questo non era pensabile una prosecuzione dell’esperienza precedente, né un suo allargamento. Occorreva qualcosa di totalmente nuovo, una soluzione autorevole intorno alla quale l’intero Paese potesse riconoscersi. Sono stato il primo a invocarlo, nelle scorse settimane, mentre la crisi politica si trascinava. Come avevo suggerito, la saggezza del presidente Mattarella ha individuato la sola strada adeguata al momento».

Berlusconi parla di Draghi: «Posso dire che in tutte le sedi nazionali e internazionali ho visto una persona misurata, garbata, affabile, rispettosa dei ruoli, di grande cultura e di grande capacità nel gestire le situazioni complesse. Non si è mai tirato indietro quando gli abbiamo chiesto di guidare in momenti difficili prima la Banca d’Italia e successivamente la Bce. In quella veste avrebbe salvato l’Euro e in particolare il nostro Paese. Credo, per antica abitudine di imprenditore, di avere una certa capacità di valutare le attitudini delle persone. Su Draghi non mi sono mai sbagliato. E sono certo di non sbagliare neppure questa volta».

Ma, precisa il leader di Forza Italia, «questo non è un governo tecnico, è un governo di unità nazionale per fronteggiare l’emergenza. I governi tecnici in passato hanno dimostrato di non avere il polso della realtà del Paese. Per questo auspico un giusto equilibrio di competenze tecniche e di rappresentanza politica. Ma soprattutto suggerirò al presidente Draghi di tenere conto delle indicazioni dei partiti, come è giusto, ma di decidere sulla base di un solo criterio: la qualità». Senza però coinvolgere i leader: «Non ne vedo l’utilità, e non credo che questo renderebbe né più stabile né più efficiente l’azione di governo. Abbiamo bisogno di ministri che si occupino a tempo pieno del loro dicastero, i leader politici hanno una responsabilità diversa».

Il centrodestra, però, si è diviso nell’appoggio a Draghi. «Quando ho indicato la strada dell’unità delle migliori energie del Paese come unica soluzione possibile, ho espresso l’auspicio che tutto il centrodestra condividesse la scelta di privilegiare la salvezza della nazione rispetto all’interesse di parte», spiega Berlusconi. «Sono contento che un grande partito come la Lega abbia maturato questa scelta. Non so se definirla una svolta, in fondo la Lega ha già governato con i Cinque Stelle, ma è certamente un atto di saggezza che anche in Europa sarà apprezzato». Mentre su no di Giorgia Meloni dice: «Ne prendo atto, con rispetto e con rammarico, perché l’apporto di tutte le forze responsabili sarebbe stato importante».

E all’ala ortodossa del Cinque Stelle che ritengono incompatibile la loro presenza al governo proprio lui e Forza Italia, risponde: «Credo che dimostrazioni di infantilismo politico come queste non meritino neppure un commento. Piuttosto, direi che spiegano il declino di quel Movimento. Del resto, questa non è un’alleanza con i 5S, che per noi sarebbe inconcepibile. È la risposta a un’emergenza. Immagino che anche i più consapevoli tra loro se ne rendano conto».

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