Corona EconomyIl lavoro che si crea e quello che si distrugge, e il bilancio amaro di fine anno

Nella newsletter di questa settimana: lo shock da misallocazione provocato dal Covid, il crollo dell’occupazione femminile a dicembre, i temi sul tavolo del possibile nuovo programma di governo e l’indecisione di Stato da Aspi ad Alitalia. Ma anche il nuovo accordo in Belgio sullo smart working, il salario minimo americano e le competenze chieste nei nuovi colloqui. E pure il cuneo fiscale in Arabia Saudita. Ecco come iscriversi

(Unsplash)

MISALLOCAZIONE
La crisi Covid è uno shock da “misallocazione” settoriale del lavoro, spiega Tommaso Monacelli, ordinario di Economia alla Bocconi di Milano, su Lavoce.info. Significa che si perdono posti di lavoro nei settori più in crisi, come il turismo o la ristorazione, ma cresce la domanda in altri, dalla logistica alla sanificazione.

  • Di cosa parliamo Quando ripartiranno cinema, concerti e teatri, serviranno delle “guardie sanitarie”, ad esempio. Oppure potrebbero nascere nuovi lavori per l’assistenza degli anziani a casa, consegnando cibo o andando in banca al posto loro. O ancora il settore delle consegne, che sta letteralmente esplodendo: non serviranno solo nuovi fattorini, ma anche sviluppatori dei software, e-commerce manager ecc.

Cosa sta accadendo Il problema del mercato del lavoro italiano – spiega il professore – è la sua rigidità che non permette facilmente lo spostamento da un settore all’altro. Questo sta avvenendo solo in parte: come ci hanno spiegato da Adecco, l’agenzia ha riqualificato durante il picco della pandemia alcuni operai di settori in crisi per riallocarli nelle aziende agricole a corto di manodopera, o addetti alla reception degli alberghi chiusi per svolgere mansioni di sanificazione. Non si tratta di favorire l’impiego di un portiere di albergo come informatico in una società digitale, ma di trovare competenze più o meno allineate e reindirizzarle.

Cosa serve Sono urgenti politiche che favoriscano la riallocazione del lavoro inattivo in settori in profonda crisi, dagli hotel al commercio, verso settori in espansione – spiega Monacelli. Tre parole: servono politiche attive. Con interventi sulla cassa integrazione, permettendo al lavoratore in cassa di assumere altri impieghi temporanei e di formarsi verso competenze richieste nei settori dove c’è la domanda di lavoro.

  • Su al Nord In Svezia, un gruppo di assistenti di volo della Scandinavian Airlines, non operativi causa pandemia, è stato riqualificato come aiuto infermiere per alleviare il carico sul personale sanitario. In Svizzera, invece, i piloti aerei sono stati riqualificati come macchinisti dei treni.

 

PAZIENTE ITALIANO
31 marzo In attesa della formazione di un nuovo governo, la priorità assoluta è il decreto Ristori, il quinto, slittato a questa settimana. Il governo ha già ottenuto lo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro in Parlamento. Il provvedimento può essere varato perché ritenuto come disbrigo degli affari correnti, ha spiegato Gualtieri. Il decreto non solo erogherà gli aiuti a fondo perduto, ma dovrà anche rifinanziare la cassa integrazione e decidere sulla proroga del blocco dei licenziamenti.

  • L’idea prevalente sembra essere quella della proroga generalizzata per un certo periodo, per poi passare a un divieto di licenziamento solo per i settori più colpiti dalla crisi.
  • Sul fronte delle cartelle esattoriali, intanto, il governo ha approvato un nuovo rinvio fino a fine mese.

Contratto (di governo) Il capitolo lavoro sarà uno dei temi centrali del confronto di oggi tra il presidente della Camera Roberto Fico e i capi delegazione dei partiti di maggioranza per stilare il programma di un nuovo possibile governo. C’è da trovare un accordo su riforme centrali come ammortizzatori sociali, reddito di cittadinanza, politiche attive, modifiche al decreto dignità. Da decidere anche il futuro dell’Anpal di Mimmo Parisi e la sorte dei navigator, che hanno già annunciato uno sciopero per il 9 febbraio.

Recovery Italia L’altro tema sul tavolo è il Recovery Plan. Il governo ha aperto il confronto con sindacati e imprenditori, ma l’incontro con gli enti locali è saltato causa crisi. Il Parlamento ha deciso di proseguire con le audizioni (qui il calendario). I punti in sospeso, comunque, restano molti. I tecnici del Senato hanno già espresso dubbi sull’impatto sul deficit degli interventi aggiuntivi. E soprattutto non si è risolta la questione della governance, che poi è quella che ha scatenato la crisi di governo.

Totoministri Il presidente di Confindustria Bonomi difende il ministro Gualtieri, che invece Renzi vorrebbe sostituire. I sindacati pongono invece di più l’accento sulla necessità di avere un governo in fretta. E la leader della Cisl Furlan dice che è inopportuno che le parti sociali indichino dei nomi.

 

NUMERI
Zona rosa Nessuno doveva «perdere il lavoro per colpa del virus». E invece l’anno si chiude con un crollo del lavoro femminile a dicembre di quasi 100mila unità, dice l’Istat. Con la conferma del contraccolpo della crisi sui soliti noti: donne e giovani. Secondo i calcoli di Confprofessioni, nei soli primi sei mesi del 2020 la pandemia ha cancellato 30mila professionisti e 170mila lavoratori indipendenti hanno chiuso le proprie attività.

Bilancio di fine anno Domani dall’Istat arriverà pure l’atteso dato sul Pil nel quarto trimestre che, seppure in via preliminare, potrebbe dare una prima indicazione ufficiale su quanto è costata all’economia italiana l’emergenza Covid.

 

INDECISIONE DI STATO
Autostop È slittata per la quarta volta l’offerta di Cdp e fondi sull’88% di Autostrade. Mentre dalla Commissione europea, ha raccontato il Corriere, sta partendo una lettera in cui si avanzano una serie di dubbi sull’intervento del governo, in particolare sul ruolo di Anas e la revoca.

Nazionalizzazione La Commissione europea invece ha dato il via libera al nuovo assetto proprietario dell’ex Ilva, con l’intervento di Invitalia.

C’est fini Così ha titolato La Tribune per dare notizia del fallimento del tentato matrimonio tra Fincantieri e Chantiers de l’Atlantique. Con un comunicato congiunto italo-francese, è stata decretata la fine della partita, causa crisi Covid.

Mayday Complici anche le fibrillazioni nella maggioranza, è stato rinviato a metà anno il decollo della nuova Alitalia di Stato. Nessuna indicazione dal Mise sul bando di gara per cedere aerei e brand sul mercato.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Smart alla belga «Non ho mai lavorato così tanto come questi mesi in smart working», ha detto pure il leader della Cgil Landini. E mentre in Italia il lavoro da remoto è lasciato in mano alle aziende, in Belgio le parti sociali hanno chiuso invece un accordo collettivo per gestire la fase pandemica.

Minimo all’americana Tra i primi provvedimenti del neo presidente Biden, ce n’è anche uno che getta le basi per l’aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora. Ne beneficerebbe un lavoratore su cinque e un terzo dei lavoratori afroamericani. Ma sarebbe ancora al di sotto della media del salario minimo/mediano dell’Ocse nel 2020, fa notare l’economista Andrea Garnero.

Tasse nomadi Lo avevamo raccontato già per l’Europa. Ora anche negli Stati Uniti cominciano a porsi il problema su dove devono pagare le tasse gli smart worker e quale effetto potrà avere il lavoro a distanza sul gettito fiscale delle grandi città come New York e San Francisco.

Via dalla Baia Mentre la Silicon Valley si svuota, Miami e Austin vengono indicate come le nuove mete per gli imprenditori tech. Con la nascita di nuovi ecosistemi locali che potrebbero rappresentare una nuova opzione per chi vorrà lavorare nel mondo digitale.

Nuovi colloqui Abbiamo chiesto a Monica Magri, Hr & Organization Director di Adecco Italia, quali sono le competenze “soft” più ricercate dai recruiter per lavorare a distanza. Al primo posto l’adattabilità, seguita da tutte le “deep skill” con il “self” davanti: autorganizzazione, autosviluppo e autoefficacia.

 

IN BORSA E IN ARABIA
Robin Hood Archiviato il caso GameStop, adesso tocca all’argento. È da 48 ore che l’hashtag #silversqueeze è diventato popolare su Twitter. È la nuova frontiera dei gruppi di piccoli investitori che da Reddit stanno mettendo in crisi i big della finanza di Wall Street e le autorità di regolamentazione. E dopo l’argento, potrebbe arrivare anche l’attacco all’oro.

 

 

Dietro le polemiche Matteo Renzi a Ryiad ha detto al principe Bin Salman di essere «invidioso» del costo del lavoro in Arabia Saudita. Cosa sappiamo?

  • Il tasso di disoccupazione in Arabia Saudita è alto soprattutto tra donne e giovani. Gran parte dei sauditi è impiegato nel settore pubblico, mentre gli stranieri lavorano nelle imprese private con salari molto più bassi e protezioni minori, alla totale dipendenza dei datori di lavoro che sponsorizzano l’ingresso nel Paese: nel 2012 lo stipendio medio di un saudita era di 1.280 dollari, per gli stranieri di 250 dollari.
  • Il cuneo fiscale, secondo i dati della Banca Mondiale, è al 13,5%, molto più basso di quello italiano.

 

AGENDA Oggi parte la lotteria degli scontrini. Domani è attesa la stima preliminare del Pil del quarto trimestre 2020, mercoledì la stima sull’inflazione a gennaio. Sempre mercoledì si tiene un incontro tra il commissario di Alitalia Giuseppe Leogrande e i sindacati. E nella settimana entra nel vivo la nuova stagione delle trimestrali.

 

Buon compleanno! Linkiesta ieri ha compiuto i suoi primi dieci anni. Il giornale, in questa decade, è cambiato molto. Ma la voglia di sperimentare e innovare nel difficile mondo dell’editoria rimane. Continuate a seguirci!

 

Buona settimana,
Lidia Baratta


Non hai tempo di leggere? Puoi ascoltare anche il podcast di “Corona Economy”.

Per iscriverti a “Corona Economy” e alle altre newsletter de Linkiesta, basta andare qui.

Per segnalazioni, integrazioni, critiche e commenti, puoi scrivere a lidia.baratta@linkiesta.it

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta

Linkiesta PaperIl nuovo numero quintuplo de Linkiesta Paper – ordinalo qui

In edicola a Milano e a Roma dal 4 marzo, oppure ordinabile qui, il nuovo super numero de Linkiesta Paper questa volta è composto di cinque dorsi: Linkiesta, Europea, Greenkiesta, Gastronomika e Il lavoro che verrà.

Con un inserto speciale su Alexei Navalny, un graphic novel di Giovanni Nardone, l’anticipazione del nuovo libro di Guia Soncini “L’era della suscettibilità” e la recensione di Luca Bizzarri.

Linkiesta Paper, 32 pagine, è stato disegnato da Giovanni Cavalleri e Francesca Pignataro. Costa dieci euro, più quattro di spedizione.

Le spedizioni partiranno lunedì 1 marzo (e arriverrano entro due giorni, con corriere tracciato).

10 a copia