Il successo dell’EpiroLa regione europea che ha contenuto meglio la pandemia

La Periferia al confine con l’Albania ha registrato i numeri migliori del continente nella prima ondata e a gennaio. Gli aumenti dei contagi sono sporadici e molto brevi: merito dell’attenzione rivolta alle fasce più deboli della popolazione, anziani e migranti, di una comunicazione efficace e di misure restrittive molto rigide

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La Grecia è tra gli Stati europei che hanno contenuto meglio la pandemia, almeno da un punto di vista della diffusione del virus sul territorio nazionale: i contagi per 100mila abitanti sono circa 1.500, solo Finlandia e Norvegia hanno fatto meglio in Europa. Ma c’è una regione della Grecia che ha registrato numeri particolarmente virtuosi. L’Epiro, Periferia a Nord-Ovest, al confine con l’Albania, fin da marzo 2020 ha tenuto tutti gli indicatori – dalle positività alle terapie intensive e i decessi – a livelli molto bassi, tra i migliori del continente. Ed è anche tra le regioni che fanno più test secondo i dati dello European Centre for Disease Prevention and Control: il basso numero di positivi non dipende da un’incapacità di individuarli.

Al 18 febbraio l’indice di positività è sotto lo 0,04, e questo nonostante nelle ultime due settimane sia siano registrati più casi del solito. «Siamo stati la miglior regione d’Europa per tutta la prima ondata del 2020, poi abbiamo avuto un aumento dei contagi dopo l’estate e solo a dicembre abbiamo riportato tutto sotto controllo. Adesso c’è stata quest’ultima piccola crescita del numero di positivi», dice a Linkiesta Moses Elisaf, sindaco di Ioannina (o Giannina), capoluogo dell’Epiro. «Nella nostra municipalità – aggiunge – si registra una decina di casi al giorno su 120mila abitanti, ma un mese fa erano giusto due o tre nel calcolo quotidiano».

Moses Elisaf è un docente della facoltà di medicina all’Università di Ioannina ed è presidente della comunità ebraica della città. È stato eletto nel 2019 con il 51% dei voti grazie a una campagna elettorale basata sul miglioramento della governance cittadina e sul turismo culturale che avrebbe dovuto far crescere l’immagine di una città storica: la città attira visitatori in ogni momento dell’anno, non solo d’estate, per un turismo legato soprattutto a eventi culturali e congressi.

La pandemia ha stravolto tutto, come in qualsiasi altra città. L’amministrazione cittadina ha deciso di prendere subito contromisure molto rigide: «Fin dai primi di marzo abbiamo preso tutti gli accorgimenti del caso – spiega il sindaco Elisaf – che poi sono quelli che ripetono in tutto il mondo sul distanziamento, l’igiene, la chiusura di ogni attività, dalle scuole ai teatri, dallo sport agli esercizi commerciali. Tutti provvedimenti obbligatori: abbiamo cercato di fare quante più multe è possibile per evitare che i cittadini aggirassero il lockdown».

Ma non solo. Un altro elemento fondamentale è stata la comunicazione: in tutta la regione sono stati diffusi messaggi su ogni piattaforma, su ogni media possibile – da quelli tradizionali ai social – creando anche spazi di discussione con i cittadini. «C’è stato un grande coordinamento tra tutte le autorità locali, con molte campagne di sensibilizzazione e la distribuzione di dispositivi di protezione individuale e materiale per l’igiene, per sottolinearne l’importanza», dice Moses Elisaf.

Da un punto sanitario il sindaco di Ioannina evidenzia due aspetti che hanno contribuito a tenere la pandemia sotto controllo. Da un lato il lavoro del personale degli ospedali, che ha saputo rispondere alla necessità di eseguire la maggior quantità possibile di esami, dai tamponi ai test rapidi; dall’altro l’aver concentrato l’attenzione «sulle fasce di popolazione più deboli e più a rischio, quindi gli anziani e le case di riposo prima di tutto, ma anche i migranti, i campi profughi e i centri di accoglienza».

Anche in Grecia la seconda ondata è arrivata subito dopo l’estate. Dal 7 novembre il Paese è tornato in lockdown, attualmente in vigore fino al 1 marzo. Ma a seconda dell’indice di contagio nelle singole regioni, vengono applicate misure di prevenzione variabili. L’Epiro è tra le virtuose, con qualche libertà in più – «abbiamo riaperto le scuole a metà gennaio», spiega il sindaco di Ioannina – aiutati anche da una conformazione territoriale particolare. «L’unica grande città – dice Elisaf – è proprio Ioannina, che ha un’elevata densità. Ma all’interno della municipalità sono considerati anche una quarantina di piccoli villaggi dove è più semplice tenere la situazione sotto controllo. Anche per questo siamo stati capaci meglio di tracciare i contatti rispetto a città più grandi come Atene, Salonicco o Larissa».g

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