Corona EconomyIl partito giovane di Draghi, la riforma degli ammortizzatori e gli imprenditori fai da te

Nella newsletter di questa settimana: i giovani al centro dell’agenda del nuovo governo, le decisioni su licenziamenti, cassa integrazione e Recovery Plan. E poi le crisi evergreen, da Ilva ad Alitalia. E ancora le transizioni necessarie di milioni di lavoratori e la nuova sentenza inglese sulla gig economy. Anche in podcast

Foto LaPresse - Matteo Corner

IL PARTITO DI DRAGHI
C’è chi ha detto che sono i giovani il vero partito di Mario Draghi. Un riferimento non di maniera, per il presidente del Consiglio. Come spiega Alberto Orioli sul Sole 24 Ore, Draghi da tempo ha aderito ai nuovi filoni dell’economia che legano istruzione e sviluppo e puntano sul capitale umano: la corrente dei teorici della cosiddetta crescita endogena. «Quale Paese lasceremo ai nostri figli?». Draghi se l’era chiesto anche nel discorso di commiato da governatore della Banca d’Italia nel 2011. Il tema è tornato nell’intervento al Meeting di Rimini nel 2020, e pure in un intervento inusuale al summit europeo della società di cardiologia. Fino al discorso del 17 febbraio in Senato, offrendo una rappresentanza che al partito dei giovani italiani è da sempre mancata.

Uno non basta L’associazione Officine Italia, in una lettera indirizzata al nuovo governo, ricorda che ben prima della pandemia gli investimenti per un giovane italiano erano inferiori a quelli di un coetaneo europeo. In Italia si investono 320mila euro nei primi 25 anni di vita di un giovane, 440 mila in Francia, 540 mila in Germania. Una differenza che ammonta a 85 miliardi, risorse che mancano ogni anno e che si traducono in un preoccupante tasso di abbandono scolastico e nel numero di Neet più alto d’Europa. Il Consiglio nazionale dei giovani era stato ascoltato ai famosi Stati Generali di Villa Pamphilj del governo Conte due. Ma poi nel Recovery Plan a loro è stato destinato solo l’1,8% dei fondi. Ed è stata lanciata la campagna #UnoNonBasta, per chiedere di destinare ai giovani almeno 10% dei fondi puntando su orientamento, politiche attive del lavoro e formazione.

Sos giovani Queste parole chiave le abbiamo ritrovate nel discorso in cui Draghi ha illustrato il suo programma. E mentre si attende la messa in pratica, per capire quali potrebbero essere le soluzioni lo abbiamo chiesto agli esperti di Adecco. Che propongono di puntare su due contratti poco conosciuti e attorno ai quali ruotano preconcetti ingiustificati, come se fossero contratti di serie B: l’apprendistato e lo staff leasing. Che hanno entrambi il valore aggiunto di focalizzarsi su formazione e competenze. Ma prima di tutto, dicono, bisognerà mettere mano agli Its, Istituti tecnici superiori, dei quali ha parlato anche Draghi (confondendoli anche per un attimo con gli Itis).

Its, vi dice qualcosa? In Italia ci sono 107 Istituti tecnici superiori, che offrono percorsi formativi post diploma altamente qualificati in collaborazione con imprese, università e centri di ricerca. L’80% degli studenti trova un lavoro entro un anno dalla fine degli studi, eppure gli iscritti sono poco più di 18mila. Il Recovery Plan ora assegna 1,5 miliardi agli Its, venti volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Ma «senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate», ha detto Draghi. La prima cosa da fare è un investimento sulla formazione dei dirigenti scolastici: la vocazione personale da sola non basta.

🎧ASCOLTA IL PODCAST 🎧

 

PAZIENTE ITALIANO
Agenda Draghi Il quinto decreto ristori da 32 miliardi, rimasto congelato con la crisi di governo, sarà il primo banco di prova del nuovo esecutivo.

  • Fino ad oggi, la logica del “fondo perduto” prevedeva che i ristori venissero calcolati in percentuale del fatturato. Ora l’idea che sembra emergere è che prima si fa un monitoraggio di quanto serve e poi si stabilisce quali imprese aiutare e quanto, tenendo conto dei costi fissi che servono per mantenere in vita le aziende.
  • Poi c’è il blocco dei licenziamenti, che scade il 31 marzo. Un’opzione allo studio, che vede convergere Pd e Lega, prevede di prorogarlo fino al 30 giugno, in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali.

31 marzo Secondo un sondaggio dell’Associazione dei direttori del personale, si scopre in realtà che il 53,5% non ha in programma nessun licenziamento. Il 20% ha dichiarato che darà seguito ai licenziamenti previsti. E il 24% dice che non ha ancora preso una decisione e che molto dipenderà dalle misure a sostegno delle imprese che verranno messe in campo.

  • Su questo sono tornati a confrontarsi dal vivo sindacati e Confindustria in un incontro informale per trovare un terreno comune di proposte da presentare al governo. Ma su cassa integrazione e blocco dei licenziamenti le posizioni sono ancora distanti.

Prima bozza La bozza di riforma degli ammortizzatori sociali preparata dagli esperti della commissione nominata dalla ex ministra Catalfo comincia a prendere forma e sarà consegnata questa settimana al neoministro Orlando. Restano cassa integrazione ordinaria e straordinaria, ma scompare quella in deroga. Cambiano le causali, scompaiono Naspi e Discoll e arriva la protezione universale estesa a tutti, anche alle partite Iva, con un reddito minimo per i professionisti. Cambiano le aliquote di contribuzione alla cassa ma tutti dovranno pagare. Nel frattempo saranno potenziate le politiche attive, a partire dall’assegno di ricollocazione.

Il nuovo Recovery Mario Draghi ha riconosciuto a Conte il lavoro fatto sul Recovery Plan, ma ha già annunciato grandi cambiamenti. A partire proprio dalla governance, che sarà «incardinata nel ministero dell’Economia, con la strettissima collaborazione dei ministeri competenti che definiscono le politiche e i progetti di settore». Il coordinamento, sul modello del Recovery francese, sarà nelle mani del ministro dell’Economia Daniele Franco, che starebbe già lavorando a un decreto di semplificazioni per accelerare le opere del Recovery seguendo il cosiddetto «modello Genova» adottato per la ricostruzione del Ponte Morandi.

Giù a Sud La Commissione europea ha dato il via libera alla decontribuzione del 30% per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno con un Pil pro capite inferiore al 75% della media dell’Europa a 27 e un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale. Ma per il momento solo per il 2021.

No vax L’Inail sarebbe orientato a non risarcire chi ha rifiutato di farsi vaccinare contro il Covid e poi denuncia la positività come infortunio sul lavoro. Almeno per le categorie più a rischio, a partire dalla sanità.

 

CRISI EVERGREEN

  • Ilva – Il neoministro dello Sviluppo economico Giorgetti ha convocato i sindacati al Mise per discutere dell’ex Ilva dopo la sentenza del Tar di Lecce che impone lo spegnimento dell’area a caldo per il 14 aprile. Mentre il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da Arcelor Mittal, rinviando la decisione all’11 marzo. Giorgetti ha detto che saranno usati i fondi del Recovery Plan per risanare l’acciaieria e che si va avanti con il piano Invitalia. Questa settimana incontrerà Comune di Taranto e Regione Puglia.
  • Whirlpool – Giorgetti ha anche incontrato i lavoratori della Whirlpool di Napoli. I sindacati hanno chiesto la riconvocazione del tavolo permanente e il ministro si è impegnato perché il 31 marzo non partano i licenziamenti.
  • Alitalia – Giorgetti ha anche convocato per i prossimi giorni un tavolo su Alitalia e vedrà il commissario Leogrande e l’ad della newco Ita Lazzerini. Martedì è previsto l’incontro tra sindacati e Leogrande. Nei giorni scorsi è circolata l’ipotesi di un coinvolgimento di Lufthansa, già bocciata dai sindacati che per giovedì preparano una giornata di mobilitazione del comparto. L’ingresso di Lufthansa sarebbe tra l’altro ostacolata dalle norme europee.
  • Autostrade Oggi il consiglio d’amministrazione di Cdp varerà l’offerta vincolante per l’88% di Aspi. La scadenza era prevista per domani. L’offerta si collocherebbe tra 8,5 e 9,5 miliardi di euro. Atlantia venerdì riunirà il suo cda.

 

PARTI SOCIALI
Cambio di guardia La segretaria della Cisl Annamaria Furlan ha annunciato che a marzo lascerà la carica, proponendo il nome di Luigi Sbarra alla guida del sindacato. Saranno avviate le consultazioni con tutti i segretari delle categorie, per arrivare a marzo già all’elezione di Sbarra.

Immunizzati Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha annunciato che gli industriali sono pronti ad aprire fabbriche e uffici per vaccinare i dipendenti e i loro familiari. La «proposta operativa» è già stata trasmessa a Palazzo Chigi.

 

LAVORO IN QUARANTENA
Transizioni Secondo un nuovo rapporto del McKinsey Global Institute, 100 milioni di lavoratori nel mondo potrebbero aver bisogno di trovare una nuova occupazione entro il 2030. Decine di posti di lavoro nella vendita e nel turismo saranno persi per sempre, mentre crescono nuovi ruoli dall’assistenza sanitaria al commercio elettronico. La principale preoccupazione dei governi sarà riqualificare enormi fette del mercato del lavoro, dicono. Ma non tutti sono preparati a farlo.

Imprenditori fai da te Il New York Times ha raccontato le storie di alcuni americani che hanno trasformato i loro hobby in lavoro durante la pandemia. Qualche esempio: un parrucchiere ora vende panini bao fatti in casa e un autista che ha dovuto lasciare il lavoro per restare a casa con i figli ha iniziato a produrre e vendere saponi.

In salita La Germania ha presentato un progetto di legge che si propone di frenare lo sfruttamento dei lavoratori, soprattutto se minori, nelle aziende straniere che producono per conto delle imprese tedesche. Se approvata, la legge imporrà l’obbligo di controllare che i fornitori stranieri rispettino standard minimi sociali ed ecologici.

Workers La Corte Suprema di Londra ha deciso che gli autisti di Uber devono essere considerati come worker e non come autonomi autonomi. La categoria dei worker – spiega Antonio Aloisi – nel Regno Unito è una forma intermedia a cui si attribuiscono tutele in tema di salario minimo, orario di lavoro, garanzie antidiscriminatorie e diritti sindacali. Ma lo stesso ragionamento si trova in sentenze delle corti supreme francese e spagnola.

 

AGENDA Martedì 23 il commissario straordinario di Alitalia Leogrande ha convocato i sindacati. Nello stesso giorno è prevista la manifestazione dei lavoratori dello spettacolo a Roma. Giovedì 25 febbraio l’Istat diffonde i dati sulla fiducia dei consumatori e delle imprese e i sindacati del trasporto aereo manifestano a Montecitorio. Venerdì parte il G20 dell’economia, con il debutto del ministro Daniele Franco come padrone di casa.

Buona settimana,

Lidia Baratta

 

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