Corona EconomyIl lavoro perduto delle donne, i sostegni in arrivo e la moltiplicazione dei contratti per i rider

Nella newsletter di questa settimana: la “she-cession” innescata dal Covid e i rischi di un Recovery Plan al maschile, il nuovo decreto per le attività colpite dalle chiusure, il nodo del blocco dei licenziamenti e i vaccini in azienda. E poi la mini Alitalia e il nuovo sindacato dei lavoratori Amazon in Alabama. Anche in podcast

(Unsplash)

LA RETROCESSIONE DELLE DONNE
Uno degli effetti del Covid è stato quello di aver bruciato, in meno di 12 mesi, anni di sforzi e battaglie per colmare il divario sul lavoro tra uomini e donne. I giornali anglosassoni parlano di “she-cession”, recessione al femminile, perché la crisi questa volta ha colpito soprattutto la parte femminile della forza lavoro. È una questione globale, che riguarda tutti i Paesi: negli Stati Uniti si calcola che 1,5 milioni di madri potrebbero non tornare sul posto di lavoro. Ma il problema per l’Italia è doppio, visto che già nel mondo pre-Covid eravamo tra gli ultimi in Europa per tasso di occupazione e reddito medio femminile.

Cartoline dall’Italia L’indagine di Almalaurea, pubblicata in occasione dell’8 marzo, dice che nonostante le donne siano più brave e veloci all’università, poi lavorano e guadagnano meno degli uomini. Il tasso di occupazione femminile lo scorso dicembre era al 48,5% (nel 2019 aveva toccato per la prima volta il 50,1%): significa che lavora meno di una donna su due. E tra le laureate, la retribuzione mensile netta è più bassa del 16,9% rispetto ai maschi, salendo al 24,6% in presenza di figli.

E poi è arrivato il Covid È da qui che bisogna partire per capire la crisi di genere innescata dal Covid. Come ha scritto Roberta Carlini, questa crisi ha sovrarappresentato le donne su vari fronti: per la perdita di lavoro, per la maggiore esposizione al contagio e per il surplus di lavoro domestico. Secondo il saldo di fine anno dell’Istat, si sono persi 444mila posti di lavoro nel 2020, di cui 312mila donne. Solo a dicembre, su 101mila lasciati a casa, 99mila erano lavoratrici. Durante la crisi economica del 2008, l’occupazione femminile ha tenuto, mentre hanno perso soprattutto i lavoratori maschi. Questa volta sta accadendo il contrario.

  • In primis, perché le donne sono più presenti nei settori dei servizi più colpiti dalla pandemia, dal commercio alla ristorazione, frutto anche di quella “segregazione occupazionale” per cui ci sarebbero mestieri più adatti alle donne e altri più adatti agli uomini (basta guardare il divario di genere nelle lauree Stem).
  • E poi perché nella fascia femminile sono anche concentrati i contratti di lavoro non a tempo indeterminato e le varie forme di collaborazione – non protette da cassa integrazione e blocco dei licenziamenti – a cui ricorrono spesso ristorazione, commercio e turismo per far fronte ai picchi stagionali. Nel 2020 sono stati attivati 1,4 milioni di contratti a termine in meno.
  • Inoltre c’è da considerare il peso ulteriore della cura dei figli a casa con le scuole chiuse: secondo un sondaggio di Ipsos, durante il lockdown il 31% delle donne ha annullato o posticipato la ricerca di lavoro.
  • Ma la sovrarappresentazione riguarda anche la presenza di donne tra le lavoratrici essenziali a rischio contagio. In quest’anno di pandemia, le donne che hanno denunciato all’Inail il contagio da Covid sono state 102.942 a fronte di 147.875 denunce complessive, circa il 70% del totale. «I lavori più a rischio sono anche quelli meno pagati. E sono le donne a farli», ha fatto notare la deputata del Pd Chiara Gribaudo.

Il Recovery che vorrei La bozza del piano di rilancio italiano ha tra gli obiettivi la crescita dell’occupazione e dell’imprenditorialità femminile. La ministra Bonetti in un’intervista annuncia che ci saranno in tutto 6 miliardi per asili, lavoro e imprese guidate da donne. E per oggi è previsto un video messaggio di Draghi alla commissione Pari opportunità in cui spiegherà che senza ridurre il divario di genere non potrà esserci il rilancio del Paese.

  • Ma nei settori su cui punta il Next Generation Eu – green e digitale – l’occupazione è per l’85% maschile. Il rischio, come denuncia la campagna #halfofit (che chiede di destinare la metà dei fondi alle donne) è che se non si fanno investimenti mirati a sanare i divari di genere la crisi per tutti si accelera, non si contrasta. Non servono bonus o assegni – dicono – ma sostegno all’imprenditorialità, formazione e riqualificazione mirata nelle nuove competenze.
  • Secondo McKinsey, impegnarsi da subito per colmare il gap di genere che si è allargato con la pandemia permetterebbe di aumentare il Pil globale di 13 trilioni di dollari entro il 2030.

🎧ASCOLTA IL PODCAST 🎧

 

PAZIENTE ITALIANO
Dai ristori al sostegno È atteso questa settimana il decreto sostegno, ex ristori 5, che può contare sui 32 miliardi di extradeficit autorizzati dal Parlamento. La scorsa settimana sono circolate le prime bozze, non ancora definitive.

  • I nuovi aiuti alle imprese, pari a circa 9,5 miliardi, si configurano come un risarcimento-conguaglio, seppure parziale, delle perdite di gennaio e febbraio. Il criterio per calcolare l’indennizzo è un raffronto tra il fatturato registrato a gennaio-febbraio 2021 e quello dello stesso periodo del 2019;
  • Per le partite Iva più in difficoltà è in arrivo una sanatoria fiscale, nel caso di una riduzione del volume d’affari di almeno il 33% nel 2020;
  • Circa 10 miliardi saranno destinati al lavoro, con una nuova tranche di cassa integrazione Covid per tutto l’anno e la probabile proroga del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno e dell’indennità di disoccupazione;
  • Dovrebbe essere rifinanziato il reddito di cittadinanza con 1 miliardo. Prevista anche la proroga del reddito d’emergenza. Soprattutto dopo che i dati Istat la scorsa settimana hanno certificato un aumento dei poveri assoluti, arrivati a 5,6 milioni. I soldi per il cashback invece dovrebbero essere dimezzati.

Recovery Italia Mentre è esplosa la polemica politica per il contratto di consulenza da 25mila euro a McKinsey sul piano di rilancio, il gruppo di lavoro incardinato al ministero dell’Economia prevede di presentare i primi progetti su infrastrutture, istruzione e salute alla Commissione europea entro metà marzo. E in un documento riservato, Bruxelles ha criticato il piano inviato dal Conte 2, chiedendo al nuovo governo di fornire maggiori dettagli su risparmi energetici e riforme associate.

L’Europa ci guarda La Commissione europea è orientata a mantenere la clausola di salvaguardia anche nel 2022: il Patto di stabilità e crescita resterà quindi sospeso anche l’anno prossimo. Ma il vicepresidente Dombrovskis ha avvertito che soprattutto i Paesi più indebitati come l’Italia dovranno essere molto attenti a tenere il debito sotto controllo.

Proposte Stefano Rizzi, country manager di Global Blue Italia, chiede al nuovo ministro Garavaglia un piano per il turismo. E dice che bisogna puntare sui Paesi più avanti con i vaccini, muovendosi già ora con una campagna digitale che faccia leva sulle emozioni e porti a scegliere l’Italia come meta per tornare a viaggiare. Gli altri lo stanno già facendo, noi no.

 

DOSSIER CALDI
Mini compagnia Sta prendendo forma una nuova Alitalia in versione ridotta, con 45 aerei e meno di 5mila dipendenti (circa la metà rispetto agli attuali). La discontinuità richiesta dall’Europa però preoccupa i sindacati, che chiedono di essere convocati. Il governo Draghi vuole portare la trattativa in porto ma non è disposto a spendere altre risorse pubbliche per tenere in vita la vecchia società. Tant’è che Giorgetti ha nominato altri due commissari in affiancamento a Leogrande per chiudere in fretta il dossier. Anche perché l’Europa ci ha dato non più di quattro mesi per il rilancio della newco.

Scudo per Pechino Il ministro Giorgetti ha detto che si sta ragionando sulla adozione della golden power per Iveco, finita nel mirino del gruppo cinese Faw per il 100% del capitale. L’offerta non è stata ancora formalizzata, né accettata da Cnh Industrial, ma Giorgetti ha lasciato intendere che il governo potrebbe decidere di intervenire.

 

PARTI SOCIALI
Dagli industriali Il presidente di Confindustria Bonomi chiede la convocazione immediata delle parti sociali in vista dell’approvazione del decreto sostegno. Una proroga del blocco dei licenziamenti rischia di fare ulteriori danni, dice. «Chiediamo misure per assumere, non per licenziare».

… Ai sindacati Nel suo primo discorso come nuovo segretario della Cisl, invece, Luigi Sbarra ha chiesto una proroga del blocco dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali Covid finché durerà l’emergenza. E poi ha avvertito i politici: «Il legislatore stia lontano dai temi propri della libera contrattazione. Imbrigliare nella rigidità della legge organizzazione del lavoro, rappresentanza, causali, mortifica la contrattazione».

Dosi in azienda I ministri Orlando e Speranza hanno incontrato le parti sociali e ora puntano a rivedere il protocollo tra imprese e sindacato sulla sicurezza del 14 marzo, integrandolo con un addendum che consenta alle aziende di vaccinare dipendenti e familiari sul posto di lavoro. Ma i sindacati chiedono anche garanzie contro i licenziamenti di chi dovesse rifiutare il vaccino.

 

MONDO ANPAL
La procura della Corte dei conti del Lazio sta indagando sulle spese del presidente dell’Anpal Mimmo Parisi, tra i voli in business class, l’autista e la casa in centro a Roma. Intanto, l’organizzazione Clap ha denunciato l’esclusione dalla selezione per la stabilizzazione di uno dei precari impossibilitato a partecipare al concorso perché malato di Covid.

 

LAVORO IN QUARANTENA
La carica dei 600 I contratti depositati al Cnel per l’inquadramento dei rider sono passati dai 551 del 2012 ai 935 del 2020. Di questi, circa 600 sono “contratti pirata”, sottoscritti da sindacati di dubbia rappresentatività e che molto spesso hanno il solo obiettivo di fare dumping ai danni dei lavoratori – spiega Repubblica.

E-commerce L’elezione del nuovo sindacato dei magazzinieri di Amazon in Alabama ha attirato l’attenzione negli Stati Uniti. Persino il presidente Joe Biden ha espresso il suo sostegno per quella che potrebbe essere la base di partenza di una nuova rappresentanza sindacale in Amazon.

 

AGENDA Tra gli appuntamenti principali della settimana, c’è l’audizione sul Recovery Plan in Parlamento del ministro dell’Economia Daniele Franco. Martedì 9 marzo l’Istat diffonde i dati sulla produzione industriale e la nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, mentre il ministro Brunetta illustra le linee programmatiche del dicastero della Pubblica amministrazione. Il 10 marzo è atteso il rapporto Bes dell’Istat. Giovedì 11 è previsto il direttivo della Bce, mentre in commissione Lavoro il ministro Orlando illustra le linee del suo dicastero. Venerdì arrivano i dati Istat sul mercato del lavoro nel quarto trimestre 2020 (mentre i dati mensili di gennaio verranno diffusi il 6 aprile insieme a quelli di febbraio).

Buona settimana,
Lidia Baratta


Per iscriversi a “Corona Economy” e alle altre newsletter de Linkiesta, basta andare qui.

Per segnalazioni, integrazioni, critiche e commenti, puoi scrivere a [email protected] 

 

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter