Per favorire TrumpCosì Russia e Iran hanno interferito nelle elezioni presidenziali americane

Secondo un rapporto dell’intelligence americana, Putin e i servizi iraniani hanno autorizzato ampi sforzi per danneggiare la candidatura di Biden e per influenzare persone vicine all’ex presidente degli Stati Unti

LaPresse

Il governo russo ha interferito nelle elezioni presidenziali americane cercando di favorire la rielezione di Donald Trump. Secondo un rapporto dell’intelligence americana declassificato e pubblicato dal New York Times, il presidente Vladimir Putin ha infatti autorizzato ampi sforzi per danneggiare la candidatura di Biden durante le elezioni dello scorso anno, anche organizzando operazioni segrete per influenzare le persone vicine al presidente Trump.

Il verdetto arriva da un rapporto del National Intelligence Council americano sul voto del novembre 2020. La Russia – recita il documento pubblicato martedì sera – ha tentato di «denigrare la candidature del presidente Biden e del Partito Democratico, di supportare l’ex presidente Trump, di minare la fiducia pubblica nel processo elettorale e di esacerbare le divisioni socio-politiche negli Stati Uniti».

Insieme alla Russia, anche l’Iran ha cercato di alterare dall’esterno il risultato elettorale, ma con una campagna nella direzione opposta, concludono gli 007 di Washington DC. La Repubblica islamica «voleva diminuire le possibilità di rielezione dell’ex presidente Trump – pur senza promuovere direttamente i suoi rivali – indebolire la fiducia dei cittadini nel processo elettorale e nelle istituzioni americane, seminare divisioni e fomentare le tensioni sociali».

Nel documento dell’intelligence viene invece “assolta” la Cina, che «non ha cercato di mettere in campo operazioni per alterare il risultato dell’elezione di Trump e Biden».

La campagna russa, svela il rapporto redatto dal Dipartimento della Giustizia e dell’Interno insieme all’Fbi e alla Cisa (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency), ha avuto la regia direttamente al Cremlino. «Affermiamo che il presidente russo Vladimir Putin ha autorizzato operazioni di influenza, condotte da una serie di organizzazioni governative russe, con l’obiettivo di minare la candidatura di Biden».

Nello specifico, i Servizi segreti americani accusano Putin di aver manovrato un politico ucraino, Andrii Derkach, per fornire all’avvocato di Trump Rudy Giuliani informazioni per discreditare Joe Biden e suo figlio Hunter all’interno del caso “Ucraina-gate”. «La Russia ha condotto con successo un’operazione di intelligence che ha penetrato il cerchio di fiducia dell’ex presidente», accusa in una nota il presidente democratico della Commissione intelligence della Camera Adam Schiff.

Quanto all’Iran, invece, il report sottolinea che la campagna denigratoria è riconducibile direttamente ai servizi iraniani ed è partita su indicazione dei vertici politico-religiosi del Paese: «Il Leader Supremo Khamenei ha autorizzato la campagna e l’esercito e i Servizi iraniani l’hanno attuata usando messaggi aperti e coperti e operazioni cyber», conclude il report.

Gli sforzi stranieri per influenzare le elezioni negli Stati Uniti, si legge ancora, dovrebbero continuare anche nei prossimi anni, hanno detto i funzionari americani. «Il pubblico è diventato più consapevole degli sforzi di disinformazione e le società di social media agiscono più rapidamente per rimuovere account falsi che diffondono falsità», puntualizza il documento. Ma un gran numero di americani «rimane vulnerabile alle teorie del complotto spinte dalla Russia e da altri avversari», hanno avvertito i funzionari.