Il giorno più sanguinosoIn Myanmar sono morte almeno 38 persone durante le manifestazioni

Dal colpo di stato del primo febbraio le vittime sono più di 50 i manifestanti uccisi durante i cortei e gli scontri con le forze dell’ordine, diventati più frequenti negli ultimi giorni. Tra le vittime anche Deng Jia Xi, meglio nota come Angel, la ballerina e campionessa di taekwondo di 19 anni simbolo delle rivolte

lapresse

Mercoledì, in Myanmar, almeno 38 persone sono morte durante le manifestazioni contro la giunta militare, in cui l’esercito ha sparato contro la folla. I colpi sparati dai militari non avrebbero risparmiato – fa sapere Save The Children – nemmeno 4 bambini. L’Onu parla di «brutalità sistematica» e considera la giornata di ieri il «giorno più sanguinoso» dal colpo di stato del primo febbraio. Da allora più di 50 persone sono morte durante i cortei e gli scontri dei manifestanti con le forze dell’ordine, diventati più frequenti negli ultimi giorni.

Secondo le ultime notizie anche Deng Jia Xi, meglio nota come Angel, la ballerina e campionessa di taekwondo di 19 anni che si era unita ai dimostranti nelle strade di Mandalay diventando un simbolo della rivolta, è sarebbe stata uccisa durante gli scontri. Un proiettile, raccontano i giornali locali, l’ha colpita alla testa mercoledì mentre protestava contro il colpo di Stato militare.

Le manifestazioni di protesta vanno avanti da settimane ed è in corso anche uno sciopero nazionale, a cui stanno partecipando medici, ingegneri, lavoratori delle ferrovie e contadini, tra gli altri. Lo sciopero ha bloccato il paese, paralizzando di fatto anche la giunta militare.

Tra le richieste dei manifestanti c’è la liberazione di Aung San Suu Kyi, la ex leader di fatto del Myanmar, che era stata arrestata dai militari durante il colpo di stato. Il suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (NLD), aveva vinto nettamente le elezioni dello scorso novembre, nonostante i militari sostengano senza prova che siano il risultato di brogli.