BiginoRidateci la nonna  

E nessuno si farà del male. Perché le nuove tendenze dell’alimentazione e dell’enogastronomia stanno facendo vacillare le poche certezze che ci rimangono. Compresa la nostra antenata, da sempre sinonimo di bontà

TRAMEZZINI

Momentaccio per il foie gras.

New York ne ha bandito l’uso da alcuni anni, anche se sarà ufficialmente vietato servirlo dal 2022. Bollato come anti-etico, questo prodotto tipico della gastronomia d’Oltralpe nelle ultime settimane è stato al centro di grande dibattito, sia in Italia che in Gran Bretagna.

Da noi, tutti i più grandi marchi della GdO hanno deciso di non proporlo più ai loro clienti, anche se in Italia nessuna legge ne vieti la vendita.

Gli animali da cui si produce il foie gras vengono nutriti con una pratica chiamata gavage, che si ritiene nociva per il benessere degli animali, ed è vietata in quasi tutta Europa, Italia compresa.

Il foie gras si può ancora produrre in Bulgaria, Belgio, Spagna, e ovviamente in Francia, dove è considerato un prodotto tradizionale. Nessun vincolo invece per l’importazione: il foie gras viene acquistato dai Paesi dell’Unione Europea senza problemi.

Tutti, tranne l’Inghilterra, che ha approfittato della sua uscita dall’Unione per vietare l’importazione di questo prodotto. Le motivazioni sono quelle che da sempre indicano come non etico questo prodotto, che solleva gravi preoccupazioni per la sua produzione, Questo divieto penalizza soprattutto la Francia, produttore del 98% del foie gras esportato in UK, che rifiuta il bollo della crudeltà per identificare uno dei suoi prodotti più conosciuti.

Per salvarlo, in Francia stanno studiando un modo per produrlo in modo etico: un gruppo di ricercatori di Tolosa ha notato che è una combinazione di batteri intestinali che determina l’accumulo di grasso. L’idea è quindi di riprodurre in laboratorio la giusta combinazione di batteri per stimolare la crescita biologica del fegato, senza ricorrere all’alimentazione forzata. Più caro, con un gusto più pulito, come ci ricorda il Gambero Rosso. Ma di sicuro molto meno impattante sugli animali.

Un altro focus della settimana è stato il fiorire di food truck e idee di grandi chef sullo street food: la tristellata francese Anne Sophie Pic dovrebbe aprire il suo truck di cibo a marzo, nella città di Valencia, dove si trova già gran parte delle sue attività. Non si sa ancora quale sarà l’offerta culinaria, ma di sicuro il messaggio che arriva anche dalla cucina gastronomica è che nuove frontiere vanno esplorate. Burger Montbéliard affumicato e Hot Fish con gamberi e luccio per la versione street della proposta di Matthias Marc, chef di Substance a Parigi e attuale candidato a Top Chef, alle prese con il suo nuovo format Jura StrEat Food.

A New York qualcuno ha anche ideato un food truck che serve solo cibo per cani. Ovviamente biologico, sostenibile, no OGM e conservanti, attento alla terra e alle esigenze alimentari degli amici dell’uomo.

Per quadrupedi o per umani, mangiare per strada è una tendenza evidente.

Da tendenza sono diventati realtà attuale la sostenibilità e il green: dopo averne tanto parlato, il tema ha ormai raggiunto anche il pubblico mainstream. Hamburger di non carne, prodotti surgelati sempre più basati su vegetali e addirittura il forno che ci serve ad essere migliori. Una nuova pubblicità che ci dimostra che siamo ormai oltre la tendenza ci racconta come l’elettrodomestico serva oggi non più per gratinare lasagne ma per cuocere al vapore le verdure, “per uno stile di vita sana e sostenibile”. Ridateci la nonna. 

Ma veniamo a noi, e a quello che è successo questa settimana e che vi abbiamo raccontato sulle nostre pagine.

MENU (PANDEMICO)

La scansione di prima colazione, pranzo e cena non ha basi biologiche ma è il risultato di un adattamento recente alle necessità della Rivoluzione industriale. La pandemia ha cambiato anche questa abitudine radicata.

Come ha cambiato le nostre riflessioni in tema enogastromico, portandoci a riflettere meglio su aspetti gastronomici che avevamo relegato in ultimissima fila e a far emergere storie dimenticate e reinventare vecchie abitudini.

E ha anche permesso di sviluppare nuove idee: una semplice bistecca impanata è diventata un business su scala globale made in Milano. La cotoletta dei miracoli venduta in tutto il mondo è nata grazie a una gentilezza per aiutare un fornitore, una macchina sottovuoto da vendere, e un’illuminazione a pochi giorni dal lockdown.

E se la cotoletta viaggia, gli chef italiani che lavorano nel mondo sono per la maggior parte fermi. Abbiamo raccolto le testimonianze dei cuochi all’estero per capire la situazione che affrontano quotidianamente, tra restrizioni, nuove scoperte e missioni gastronomichePer qualcuno, invece, le cose stanno cominciando a tornare alla normalità: in Sardegna si va verso una nuova quotidianità, diversa da quella vecchia e da quella appena lasciata.

PIATTO DEL GIORNO

La giornata internazionale per i diritti delle donne è stata l’occasione per raccontare cinque chef e ribaltare un paradosso. Come si passa da angeli del focolari a cuoche stellate? La trasformazione non è mai stata facile, ma queste storie raccontano che è possibile e ci fanno sperare in un futuro sempre più egualitario

Ne vogliamo ribaltare un altro? Ecco tutto quello che le donne dicono sul vino. Freschi, leggeri, profumati, possibilmente rosa: i cliché del gentil sesso si perdono in un bicchiere. Contro gli stereotipi di genere abbiamo chiesto alle “signore” del vino di raccontare il loro gusto e di proporre una bottiglia ciascuna. Pronti a cambiare idea?

ALLA CARTA 

Va di moda cucinare lento: dalla geniale (e sociale) intuizione del Conte Rumford alle tavole moderne: torna alla ribalta la pentola che invita alla preparazione “senza fretta” e unisce un concetto contemporaneo di cucina con il sapere e sapore antico del tempo. Solo per donne e uomini pazienti.

Se avete fretta, perché non prepararvi un bel piatto con le uova? Saper leggere le confezioni e i gusci è indispensabile se volete conoscere – oltre alla data di scadenza – tantissime informazioni riportate in etichetta, dal tipo di allevamento alle dimensioni.

E se invece volete essere maltrattati mentre tentate invano di imparare a cucinare, abbiamo scoperto una dittatura illuminata. Primo post, 15 ottobre. Oggi, cinque mesi dopo, a seguirla sono in oltre 48mila: ecco come Sofia aka Cucinare Stanca sta riscrivendo l’approccio al cibo di noi incorreggibili incapacy.

MENU BIMBI

Parte “Vivismart”, il progetto per spiegare ai bimbi un corretto stile di vita. I dati degli ultimi anni parlano chiaro: le generazioni più giovani corrono maggiori rischi di obesità e squilibri alimentari. Per invertire la tendenza le grandi aziende coinvolgono scuole e famiglie.

E se non mangiano? Raccontiamogli una favola. Abbiamo provato a costruire attraverso il cibo un portale magico per entrare nel mondo delle fiabe. Dalla pappa d’avena di Riccioli d’oro alla lepre in salmì del Gatto con gli stivali, dalle lenticchie di Cenerentola alla casetta di marzapane di Hansel e Gretel: dieci favole, dieci sapori che ci faranno tornare bambini, in una selezione di ingredienti, locali e ricette.

PICCOLA PASTICCERIA 

Vi lasciamo con qualche madeleine. Un libro da sfogliare per capire meglio il mondo della Mixology, con Dario Comini, titolare e gestore del Nottingham Forest, noto locale milanese citato tra i 50 migliori bar al mondo.

Le gastropagelle di Sanremo, se volete rivivere nei piatti quello che è successo al Festival. E le nuove responsabilità del vincitore di Masterchef. Zio Bricco, ha vinto Aquila e ora?

Noi torniamo a cercare notizie buone dal mondo del cibo: se voi avete ricette della nonna, scriveteci.

Il resto che non è qui, è sul sito, sui social network e su ClubHouse: vi aspettiamo!

 

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