OutdoorDieci attività da programmare all’aperto a tema enogastronomico

Dal picnic in vigna alla raccolta di erbe spontanee commestibili, dal tour storico nella capitale con annesse tappe culinarie alla caccia al tartufo: dieci modi per riallacciare un rapporto armonico con se stessi, la natura e la tavola

In questi giorni quello degli spazi all’aperto è un tema caldo per i ristoratori che provano a far quadrare i loro dehors in prospettiva della graduale ripresa delle attività economiche e sociali. Le righe che seguono, però, si astengono dall’argomento “occupazione suolo pubblico” per ritrovare il contatto con la natura, riappropriandosi del territorio, oltre che del proprio tempo. Nel pieno della bella stagione proponiamo dieci originali attività outdoor sempre connesse alla buona cucina e al bien vivre: tutte hanno a cuore il benessere della comunità e la valorizzazione della terra per una continua ed entusiasmante scoperta che ha ricadute positive anche sul nostro umore e sulla socialità.

 

  1. “A casa Varvaglione”: picnic tra il vigneto e l’uliveto secolare | Leporano (TA), Puglia

Per Varvaglione 1921 quest’anno ricorre il suo primo centenario dalla fondazione, un affare di famiglia nato in un’antica masseria tra vigneti ricchi di storia. Durante il primo lockdown è stato attivato il progetto social “A casa Varvaglione”, sviluppato poi attraverso il coinvolgimento in presenza: un insieme di pacchetti e di offerte per vivere l’esperienza del vino in maniera totalizzante. Tra i caratteri distintivi dell’azienda vitivinicola, l’accoglienza oggi brilla ancora di più grazie alle attività enoturistiche e, in particolare, nella loro sezione Al Fresco scorre una gallery di proposte come quella del Picnic diVino. Questa esperienza inizia con una visita alla cantina e prosegue con una passeggiata in vigna tra la tradizione e la terra della famiglia Varvaglione, viticoltori da quattro generazioni. L’uscita si conclude con un pranzo al sacco tipico nell’uliveto, tra piante secolari e circa sette ettari di campagna entrata nel patrimonio Varvaglione con l’acquisizione di Masseria Pizzariello. All’aria aperta vengono stappati tre vini della collezione 12emezzo, quindi Malvasia Bianca, Negroamaro Rosato e Primitivo del Salento, in abbinamento a specialità pugliesi, incluso il loro olio extravergine di oliva.

  1. Tour delle donne a Roma con annesse tappe enogastronomiche | Roma, Lazio

Tra i cliché con cui viene caratterizzata Roma, quello di essere “un museo a cielo aperto”. Nonostante la sua immensità senza un tetto sono pochi i luoghi dove sviluppare attività all’aperto prettamente culinarie, oltre ai picnic nei verdeggianti parchi romani o ai pasti nei dehors dei ristoranti capitolini. Nelle 10 tappe della visita guidata “Le Donne di Roma”, organizzata da Lietta Sassetti, storica dell’arte ed esperta in Quattrocento e Cinquecento, è possibile abbinare l’arte alla buona tavola. Quella organizzata da Lietta è una passeggiata molto “chiacchierata” di due ore, da Piazza Venezia a Piazza Navona, alla ricerca dei luoghi che ricordano le più importanti personalità femminili della città. In modo del tutto originale e arbitrario suggeriamo ai nostri lettori delle tappe gastronomiche durante questo tour che esalta le personalità di grandi donne: dalle vestali a Santa Francesca Romana, da Vannozza Cattanei a Madama Lucrezia, da Santa Caterina da Siena a Maria Letizia Bonaparte. Tra ricordi celati nei vicoli, sui muri e presso i palazzi del centro non sarà difficile lasciarsi distrarre dalle migliori insegne del centro. Quasi all’inizio del percorso, in Via della Gatta 1, strada che prende il nome da una graziosa gatta di marmo murata nell’angolo di Palazzo Grazioli, c’è il rinnovato Caffè Doria, bistrot all’interno di Palazzo Doria Pamphilj. Questo elegante caffè con pasticceria contestualizzato in un prezioso salotto, incorniciato da varie esposizioni di quadri e mostre a rotazione continua, in perfetta armonia tra contemporaneità e classicismo che sul fronte della mixology si connota grazie all’esclusivo Gin Trolley con gli oltre 20 Premium Gin provenienti da tutto il mondo. Arrivando a Piazza Navona, lontano dalla mentalità dei locali turistici del centro, c’è Camillo 1890, il ristorante con affaccio sulla Fontana dei Fiumi da oltre un secolo che solo lo scorso anno è stato preso in gestione dall’ultima generazione De Santis con Filippo e Tommaso. I due fratelli hanno ripensato l’offerta gastronomica con gusto specialmente per i loro concittadini: aperto no stop dalle 11:00 del mattino, il menu di Camillo è pop e si caratterizza per pasta, pane e fritti home made abbinati a sughi classici, e poi anche ramen, polpette della nonna alla brace o tortelli alla piastra stile gyoza.

  1. Brite mobile: cucina in movimento ad alta quota | Cortina d’Ampezzo (BL), Veneto

Gli amanti della montagna e i camminatori dei sentieri non possono resistere al fascino di “Brite Mobile”, la prima cucina stellata che si geolocalizza ovunque si voglia, in riva a un ruscello, in mezzo a un bosco, su un prato e perfino sulle rocce. Lo chef Riccardo Gaspari arriva a bordo di un trattore che trasporta il corpo mobile della cucina oppure sgommando a bordo della sua mountain bike. Ludovica Rubbini, sua moglie e general manager al San Brite, pensa invece a ricreare la perfetta atmosfera per i loro ospiti, rigorosamente all’aria aperta. «Trasformare il profumo dei boschi in una esperienza di palato e anima», queste le parole usate dal giovane chef cortinese per definire la sua cucina che qui esprime in un menu di 5 portate accompagnate da una selezione di vini biologici. «E se Mangiare significa sentire la montagna» a più di 2000 metri di quota questo percorso è volto a valorizzare i sapori e i profumi dei boschi e della sua terra: da quassù la cucina sembrerà veramente a un passo dal cielo!

  1. “La pentola della strega”: alla ricerca di erbe spontanee e fiori selvatici nel finalese | Finale Ligure (SV), Liguria

Insieme alla dottoressa Francesca Magillo, alias “La pentola della strega”, esperta botanica e raccoglitrice di erbe selvatiche commestibili, si possono programmare escursioni per praticare foraging lungo i sentieri del finalese. Francesca organizza, infatti, durante tutto l’anno escursioni a passo lento per piccoli gruppi nell’entroterra di Finale Ligure, tra Rialto, Calice, Verezzi, Finalpia, Val Ponci e Perti, per imparare a riconoscere le erbe commestibili e i frutti selvatici, a raccoglierli e utilizzarli in cucina. Tra le erbe tipiche della primavera verzette, alliaria, melissa, cicerbita selvatica e farinaccio, ideali per preparare il preboggion, pronunciato pre-buggiun, piatto fortemente legato alla tradizione ligure e alla conoscenza secolare dei contadini a base di varie erbe spontanee, perenni e annuali, che nascono lungo i sentieri e nei campi del territorio. A breve, Francesca lancerà “Podere della Strega”, un piccolo orto botanico nel cuore di Calice Ligure, gestito da lei stessa, dove coltiverà alcune delle erbe spontanee commestibili, per brevi passeggiate alla scoperta di quanto la natura può regalare.

  1. Nell’orto con lo chef | Valderice (TP), Sicilia

Gli ospiti di Luna del Raccolto, nuovissimo country boutique hotel siciliano, nonché prima struttura green luxury in Italia, abbina all’arte dell’accoglienza siciliana diverse esperienze per vivere il territorio in modo assolutamente autentico. Ad esempio, prenotando Nell’orto con lo chef è possibile programmare cooking class con il resident chef in cui provare l’esperienza unica e genuina di raccogliere con le proprie mani i prodotti dell’orto e cucinarli con la guida del cuoco. Questa pratica a contatto con la natura riallaccia un equilibrio con la terra e suscita nell’adulto una maggiore consapevolezza circa la bontà dei suoi frutti, un circuito virtuoso stimolato da un gesto primordiale e non scontato per chi vive in città: con le melanzane fresche dell’orto, ad esempio, si prepara subito una deliziosa caponata! Per un approccio consapevole e assolutamente sostenibile, altro luogo dove respirare a pieni polmoni è il frutteto: qui l’ospite potrà provare l’emozione di cogliere i frutti e gustarli, così come la natura li offre.

  1. Truffle Experience: caccia al tartufo | Forcoli (PI), Toscana

Per chi volesse provare un’esperienza immersiva nel sottobosco toscano, Savini Tartufi organizza la Truffle Experience, un’attività esclusiva per appassionati di tour enogastronomici. Con le dovute precauzioni e in gruppi ristretti si entra nel vivo di Scoperta del tartufo: il punto di ritrovo è il Savini Museum, all’interno dell’omonima azienda famosa in tutto il mondo per la commercializzazione del pregiato tubero, dove percorrere le tappe fondamentali della famiglia Savini dagli inizi degli anni ‘20. Il percorso all’esterno è ambientato nel vicino bosco in cui si è guidati dai veri protagonisti del tartufo, il tartufaio in compagnia di Birba e di Giotto JR, suoi fedeli compagni a quattro zampe protagonisti della caccia. Il tour culmina alla tavola dello spaccio aziendale assaggiando le prelibatezze a base del fungo che vive sotto terra come la polentina al tartufo con burrata, le acciughe al tartufo e tartufo fresco, la pasta fresca al tartufo e tartufo fresco, l’uovo cotto a bassa temperatura, fonduta e tartufo fresco o la creme brûlé al tartufo, tutti piatti abbinati a selezionati vini del territorio.

  1. Pesca e pranzo a km 0 | Val di Fiemme, Trentino

Inaugura anche la bella stagione in montagna e tra movimento all’aria aperta, alla scoperta del mondo di erbe e fiori o nel totale relax viene offerta altresì la possibilità di pescare e mangiare il proprio bottino. Pesca e Pranzo a Km zero è l’attività inserita nel programma settimanale Green Emotion: muniti di attrezzatura e assistenza alla pesca, ci si ritrova presso il laghetto per la pesca sportiva della trota iridea, senza licenza, un’esperienza in cui cimentarsi a catturare all’amo nel loro regno d’acqua dolce. A cucinare il trofeo pescato penserà il cuoco dell’adiacente ristorante Bucaneve, servendolo su uno sfizioso letto di patate: carni di elevata digeribilità, con poche calorie e tutte derivanti da proteine e non da grassi, sinonimo di salute e di equilibrio organolettico. Un vero pasto a km zero!

  1. Coltivare il proprio orto in città | Roma, Lazio

L’azienda agricola Bio Farm Orto di Arianna Vulpiani, imprenditrice romana che sviluppato questo business agricolo in seguito alla scoperta della sua celiachia, è un’isola felice nel grigiore di questa città. Urban farmer specializzata in produzione di ortaggi e uova, Arianna si è perfezionata nella vendita su prenotazione di box “ Bio Orto” ed è stata la fondatrice della prima formula di orto Senza fatica a Roma: Ti coltivo il tuo orto e tu lo raccogli. Partecipando, infatti, al progetto di BioFarm, ogni famiglia può avere un orto a sua completa disposizione e dove raccogliere verdure direttamente dal proprio spazio. Gli orti vengono delimitati con delle canne di bambù e al centro viene collocato un cartello con il nome della famiglia proprietaria dell’orto, nel weekend o durante la settimana le famiglie hanno il piacere di raccogliere le verdure senza nessuna fatica. Una buona azione che porta grandi soddisfazioni e aiuta a recuperare quel filo diretto con la terra per uno stile alimentare sano, di qualità, economico ed ecosostenibile.

  1. BBQ e motori: Scrambler Experience Romagna 2021| Cesenatico (FC), Emilia-Romagna

Si avvicina l’edizione 2021 dei Days of Joy in casa Ducati, una esperienza on the road dalla costa romagnola verso le segrete colline toscane in sella a una Ducati Scrambler Desert Sled (noleggio compreso), per permettere ai partecipanti di apprezzare la nuova gamma della moto in totale sicurezza. I bikers, che nelle loro mappe hanno una precisa geografia anche delle vie del gusto, per il checkpoint a metà giornata, nei dintorni di Bagno di Romagna, potranno apprezzare la cucina tipica romagnola mentre al loro rientro saranno premiati da un barbecue serale con i sapori dello street food sulla spiaggia nel mood di uno Scrambler BBQ Party.

  1. La spesa in fattoria su due ruote | Piano di Magadino – Svizzera

Sebbene il ciclismo sia uno degli sport più praticati in Svizzera, paradiso per gli amanti del ciclismo da corsa, nella regione del Ticino c’è un utilizzo alternativo della bicicletta messo a punto da Marcello Stivan, promotore della mobilità lenta. Unendo fitness e divertimento, consumo sostenibile e alimentazione sana, con il mezzo a pedali sarà possibile spostarsi agevolmente per raggiungere le vicine fattorie per una spesa che coniuga questa passione per la mobilità ecologica con il consumo sostenibile, acquistando direttamente dai produttori. L’appuntamento della Spesa in fattoria è solitamente fissato alle 9 in punto di ogni mercoledì mattina al BikePort della stazione di Bellinzona: questa pedalata sul Piano di Magadino offre la possibilità di andare a fare la spesa in compagnia dalle imprese agricole locali, lontano dal traffico stradale, attraversando campi di mais, frutteti, mucche, gatti e galline. Ogni azienda offre le proprie specialità: verdure fresche, frutta succulenta, fra cui a seconda della stagione anche frutti di bosco, che servono da spuntino durante la gita. Formaggio d’alpe, yogurt e gelato, miele, uova e salumi locali vengono trasportati da Marcello per gli ospiti in un contenitore termico. Ai bambini il tour offre molte attività, poiché le fattorie sono perfettamente preparate per la visita dei più piccoli con altalene, trattori giocattolo, pastelli e animali.

 

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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