Domani il verdetto su J&JEntro luglio in arrivo 54 milioni di vaccini, poi probabile stop ad AstraZeneca

Il contratto dell’Ue per il vaccino di Oxford, che scade il 30 giugno, è a rischio di rinnovo a causa dei ritardi di consegna accumulati, ha detto il commissario per il mercato interno Thierry Breton. In Italia 6,5 milioni in più di dosi del previsto. Per Gelmini si potrà raggiungere l’immunità di gregge già ad agosto

(AP Photo/Virginia Mayo, Pool)

Aperture e vaccini. È questo il piano del governo guidato da Mario Draghi a partire dal prossimo 26 aprile. I dettagli del decreto verranno messi a punto nei prossimi giorni con il Comitato tecnico scientifico. A partire dalla scuola, in subbuglio per l’impreparazione sulla riapertura al cento per cento.

Si lavora insomma a quel «rischio ragionato», di cui il premier ha parlato in conferenza stampa. Che è giocato probabilmente – come scrive La Stampa – anche su quelle 54 milioni di dosi di vaccino che arriveranno in Italia nei prossimi tre mesi, secondo quanto ha annunciato il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton. «Più di tre volte di quanto ricevuto nel primo trimestre», con 6,5 milioni e mezzo in più di dosi non previste che saranno consegnate tra aprile e giugno. Non solo Pfizer, ma di tutto il portfolio. «C’è una fase di accelerazione», ha assicurato a Che Tempo Che Fa.

In compenso, però, la Ue potrebbe non rinnovare il contratto in scadenza a fine giugno con AstraZeneca, che finora ha consegnato «solo il 30% delle dosi previste nell’accordo». La priorità «come gestore dei vaccini è che coloro con cui stipuliamo un contratto consegnino in tempo», ha detto il commissario. «Abbiamo ordinato 120 milioni di dosi per il primo trimestre e 180 milioni per il secondo. AstraZeneca ne ha consegnati prima 30 milioni e poi 70 milioni». Di fatto non si è deciso nulla sul contratto AstraZeneca, «si vedrà, ma ci sarà attenzione per quello che è successo fino a questo momento», ha detto Breton.

Intanto si attende per domani il verdetto dell’Ema, l’agenzia europea per il farmaco, sul vaccino di Johnson & Johnson. E in Italia intanto si cerca di fare il massimo con le dosi disponibili.

Il commissario Francesco Figliuolo annuncia che è stata superata la soglia dei 15 milioni di somministrazioni. «Siamo entrati in una fase diversa: sono stati somministrati in 3 giorni un milione di dosi di vaccino» ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. «A questo ritmo nell’arco di un paio di mesi, ad agosto-settembre, potremmo raggiungere l’immunità di gregge», fissata intorno al 70% della popolazione vaccinata, ha sottolineato la ministra Mariastella Gelmini.

Molti esperti, però, sono contrari anche alle riaperture già decise. Il timore di una ripresa dei contagi c’è. I numeri del bollettino quotidiano confermano la tendenza consolidata da due-tre settimane: la situazione migliora, ma lentamente. La ministra Bonetti spiega che, con le riaperture, un aumento dei contagi è stato messo in conto, ma che grazie ai vaccini sarà «controllato e marginale». E in ogni caso, spiega, «si devono tenere in conto anche elementi di tenuta sociale e di ripresa economica».

Il neo-presidente della Conferenza delle Regioni, il leghista Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), preme invece per ulteriori concessioni. E sul Corriere oggi spiega che era in disaccordo sulla riapertura della scuola perché «la rete dei trasporti resta un problema». E propone di agire sugli orari. In settimana è previsto l’incontro con le Regioni.

 

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