Il vaffa è per sempreI Cinquestelle non sono mai cambiati, sono i soliti populisti che apprezzano le dittature

Luigi Di Maio è passato, senza batter ciglio, da tifare Maduro a tifare Nato, da fan dei gilet gialli a entusiasta dei Democratici americani. Ma il messaggio che arriva dal leader Grillo e dal suo blog è sempre lo stesso: il Movimento resta antidemocratico, come sempre. Il Pd lo capirà?

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Chissà se Goffredo Bettini si accorgerà che i suoi tanto apprezzati alleati Cinquestelle sono sempre quelli del “vaffa”, quelli ferocemente anti-americani e quei deliziati fan delle dittature. È il garante in persona, Beppe Grillo, a ricordare che il lupo grillino perde il pelo ma non il vizio pubblicando con rilievo sul suo blog un delirante articolo di Fabio Massimo Parenti dal titolo “Un maccartismo disastroso. Usa e Ue hanno perso la ragione?”. Un articolo contro il “suprematismo valoriale che mette in pericolo l’umanità” di Joe Biden e Anthony Blinken e di strenua difesa del regime di Pechino ingiustamente e surrettiziamente accusato, a suo dire, di violare i diritti civili nello Xingijan.

Al povero Luigi Di Maio, che è passato disinvoltamente da tifare Maduro a tifare Nato, da fan dei gilet gialli a entusiasta dei Democratici americani, sarà probabilmente venuto un colpo nel leggere che il suo “elevato” condivide ed esalta concetti come questi: «Anche negli Usa e in Regno Unito molti credono che il primo approccio di politica estera di Biden sia obsoleto e sciocco». Mica male per la Farnesina di Di Maio che a casa Grillo si dia di vecchio rincretinito al presidente americano.

Ma non basta, il blog di Grillo è infarcito di altre perle: «Invitare le autorità cinesi e trattarle come colpevoli dei problemi del mondo è semplicemente un atto di ostilità inaccettabile, tanto più quando basato su ricostruzioni fantasiose. Arrivare in Europa e rilanciare una strategia da guerra fredda, giudicare il North Stream 2 come un brutto progetto o chiedere all’Italia di uscire dalla Belt and Road Iniziative è semplicemente un atteggiamento da bulli. Chi minaccia chi? Chi rappresenta una minaccia per la sicurezza mondiale? Stati Uniti e Unione europea hanno perso la ragione? Oppure non riescono ad affrancarsi dalla sindrome imperialista dei conquistatori-dominatori?».

Come si vede, giudizi degni di un Pajetta anni Cinquanta, quando era staliniano, ma che hanno un pregio. Confermano quello che solo Zingaretti, Bettini e il loro Partito democratico unanime non hanno saputo e non sanno vedere (quanto a Enrico Letta, si vedrà…): i Cinquestelle di Grillo sono sempre gli stessi, demagoghi e filo dittatoriali e sono cambiati solo su un punto: sull’ubriacatura da neofiti senza arte per l’esercizio del potere. Pur di restare a galla sono pronti a convertirsi a tutto, perché, come dice saggiamente Carlo De Benedetti «sono il nulla».

Con un di più, cioè i giochi verbali da circo mediatico di un Beppe Grillo che si diverte a prendere in giro i suoi seguaci e soprattutto quei boccaloni che pensano di allearsi con lui.