Decreto Sostegni bisLo scostamento oltre i 40 miliardi: raddoppiano i ristori alle imprese

Oggi il consiglio dei ministri potrebbe approvare la richiesta di ulteriore extradeficit per il Parlamento. Si studia anche un piano da 1 miliardo per gli sgravi alle assunzioni. Le richieste dei partiti di maggioranza

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Il Consiglio dei ministri è stato convocato per questa mattina alle 11.30, ma all’ordine del giorno ci sono «Varie ed eventuali».

La riunione di governo, secondo quanto riporta il Corriere, potrebbe limitarsi a una prima discussione tra il premier Mario Draghi e i ministri sia sul nuovo scostamento di bilancio per finanziare il decreto legge sostegni bis sia sul Documento di economia e finanza, ma rinviando l’approvazione di entrambi a un successivo Consiglio dei ministri entro la settimana. I più ottimisti invece ritengono possibile il varo oggi dell’extradeficit da almeno 40 miliardi, cui si sommerebbe la prima tranche, forse 5 miliardi, di ulteriore debito per finanziare le opere che resterebbero fuori dal Recovery plan e che hanno un valore complessivo di circa 30 miliardi. In tutto, quindi, la richiesta che il governo potrebbe fare al Parlamento è di autorizzare un ulteriore scostamento per almeno 45 miliardi nel 2021, dopo i 32 già utilizzati per il primo decreto sostegni.

Il deficit per quest’anno salirebbe verso l’11% (contro il 9,5% dell’anno scorso) e il debito continuerebbe così a crescere in rapporto al Pil. Il governo in realtà è diviso tra due schieramenti: coloro che vorrebbero uno scostamento di bilancio più importante e coloro che vogliono procedere con prudenza. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha chiesto qualche giorno fa a Draghi 50 miliardi di deficit aggiuntivo per sostenere imprese e famiglie mentre Forza Italia ha proposto «20 miliardi al mese di scostamento» finché ci sono le restrizioni. Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, vorrebbe invece rimanere sui 40 miliardi, sperando che siano gli ultimi necessari prima di un graduale ritorno alla normalità.

Il Pd, con il senatore ed ex viceministro Antonio Misiani, sul Foglio chiede un decreto «imprese, lavoro, professioni», replicando il meccanismo del primo decreto sostegni senza inventarne di nuovi – dice. Maggiorando gli importi per le categorie più colpite e intervenendo anche sui costi fissi, dagli affitti alle bollette. Misiani chiede anche un alleggerimento del debito privato e la proroga delle moratorie.

Il sostegni bis dovrebbe prevedere nuovi ristori per chi sta beneficiando degli indennizzi del primo decreto, ma con un importo doppio rispetto a quelli in corso di erogazione. In sostanza, se una partita Iva ha preso 2.500 euro col primo provvedimento, ne prenderà 5mila col secondo. A questi indennizzi dovrebbero infatti essere destinati circa 20-22 miliardi rispetto agli 11 stanziati dal primo decreto. Allo studio anche la proroga delle moratorie sui prestiti, la sospensione di Imu e Tosap, ristori parametrati sui costi fissi e decontribuzione sulle assunzioni. La Stampa parla dell’ipotesi di destinare 1 miliardo agli sgravi per le assunzioni di giovani, lavoratori in cassa integrazione o percettori del reddito di cittadinanza.